giovedì 30 aprile 2015

ELEZIONI COMUNALI 2015: SOTTOPOSTO AI CANDIDATI UN DOCUMENTO SU OMOFOBIA E DIRITTI

In vista delle prossime elezioni comunali, Arcigay Valle d’Aosta Articolo 3 sollecita i candidati a sindaco e vicesindaco dei vari Comuni valdostani (e dove non presenti, i candidati in lista), a sottoscrivere una dichiarazione di intenti.
Di seguito, il testo del documento:

DIRITTO DI ESSERE, DIRITTO DI AMARE

Elezioni comunali 2015: Arcigay Valle d’Aosta Articolo 3 invita i candidati a sindaco e vicesindaco dei vari comuni valdostani (e dove non presenti, i candidati in lista), a sottoscrivere una dichiarazione di intenti riguardante il contrasto all’omofobia e alla transfobia e la promozione di politiche favorevoli alla parità e all’uguaglianza di tutte le persone, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

Non siamo i soli a chiedervelo: il Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, la Carta dei Diritti Fondamentali dei cittadini dell'Unione europea e il Parlamento europeo si sono più volte espressi in merito.
Ma soprattutto ve lo chiedono i cittadini: la maggioranza di loro, anche in Italia, è favorevole alla lotta all’omofobia e all’istituzione del matrimonio egualitario o delle unioni civili. Gay, lesbiche, bisessuali e transessuali sono una minoranza. Le persone che li appoggiano fortunatamente NO!

Ripartiamo dalla realtà. Dalla semplice e banale osservazione, scevra da ideologie. Guardiamoci intorno, consideriamo le famiglie, sostantivo da declinare al plurale: la nostra, quella dei nostri vicini di casa, parenti, amici. Troveremo, anche in Valle d’Aosta, famiglie monogenitoriali, ricomposte, omogenitoriali, coppie di fatto. Scopriremo i tanti modi in cui si organizzano, naturalmente, spontaneamente, gli affetti, la felicità, l’amore e la convivenza. Ammetterlo non significa autorizzare pericolosi esperimenti di ingegneria sociale, ma semplicemente aprire gli occhi e riconoscere il valore dell’esistente, di ciò che è già qui.

Entriamo in una classe, osserviamo questa piccola società plurale, dove i nostri figli imparano ad essere cittadini e a convivere fianco a fianco, nel rispetto delle regole. A scuola i ragazzi e le ragazze si differenziano per mille motivi: origine, ambiente socio-culturale, religione, opinioni, condizioni personali. Su venti – una classe media - almeno due o tre, statisticamente, potrebbero essere “non eterosessuali”. E una quantità di persone ancora minore potrebbe non riconoscersi nel proprio genere di appartenenza. Purtroppo spesso sono loro a pagare il tributo più pesante al bullismo, dentro le aule scolastiche e fuori: una conseguenza della carenza di educazione alla diversità, all’espressione dei sentimenti, alla non violenza.

La tutela dalla discriminazione e il riconoscimento della pari dignità e dell’uguaglianza delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e trans gender) sono temi che riguardano tutti, cittadini e amministratori. Non si tratta di astrazioni ideologiche, ma di persone vere, reali: un figlio, un collega, un amico, un parente. Persone che come tutte le altre portano il loro contributo alla collettività, ma che spesso vivono in un limbo di sospetti, umiliazioni e isolamento, senza poter vivere appieno la loro dimensione affettiva di coppia e famiglia. Cittadini di seconda categoria.

Per il riconoscimento di una società realmente plurale e inclusiva, vi invitiamo a sottoscrivere questi impegni:

-Fornire il proprio appoggio ad iniziative di contrasto e prevenzione della discriminazione delle persone Lgbt sul luogo di lavoro, a scuola, nei luoghi pubblici e privati, promuovendo le pari opportunità.
-Promuovere la salute e il benessere delle persone Lgbt a rischio bullismo o omofobia, appoggiare interventi nelle scuole finalizzati al rispetto della diversità e alla prevenzione del bullismo.
-Aderire alla giornata contro l’omofobia promuovendo iniziative volte a sensibilizzare l'opinione pubblica a una cultura delle differenze e alla condanna di una mentalità omofobica, come previsto dalla Risoluzione contro l'Omofobia del 21.12.2007 approvata dal consiglio regionale della Valle d'Aosta.
-Appoggiare il riconoscimento giuridico delle famiglie omosessuali così come invita a fare il Parlamento Europeo, che “si rammarica dell'adozione da parte di alcuni Stati membri di definizioni restrittive di 'famiglia' con lo scopo di negare la tutela giuridica alle coppie dello stesso sesso e ai loro figli; ricorda che il diritto dell'UE viene applicato senza discriminazione sulla base di sesso o orientamento sessuale, in conformità della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea” (Risoluzione sulla parità tra donne e uomini nell'Unione europea, 13 marzo 2012).
-Ogni qualvolta si dispongono delle misure di tutela e sostegno alle famiglie, estendere tali misure a tutte le tipologie di famiglia, intese come nuclei fondati “su legami socialmente assunti di convivenza anagrafica, di solidarietà, di mutuo aiuto, di responsabilità nella cura delle persone che la compongono” (cit. Legge regionale sulle iniziative a favore della famiglia del 27 maggio 1998).

Io sottoscritto/a________________________________________________________

candidato/a alle elezioni amministrative per il consiglio comunale di____________________

per il partito/lista civica___________________________________________________

sottoscrivo e appoggio quanto esposto nella Dichiarazione di Intenti “Diritto di essere, diritto di amare” elaborata da Arcigay Articolo 3 Valle d’Aosta.

Data___________ Firma ____________________

Nota: per rispetto della privacy i dati dei sottoscrittori saranno utilizzati al solo fine di comunicare l’adesione alla Dichiarazione.

La Dichiarazione va inviata via e-mail al Comitato regionale Arcigay Valle d’Aosta Articolo 3: arcigayarticolo3vda@gmail.com

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