venerdì 27 gennaio 2012

Giornata della Memoria 2012

Articolo 3 si unisce alla riflessione di Marco Reglia, Responsabile Arcigay per la memoria storica delle discriminazioni contro le persone omosessuali

La piena cittadinanza passa anche dalla memoria


Giorno della Memoria del 27 gennaio per ricordare quel 27 gennaio 1945 in cui i cancelli di Auschwitz furono aperti dalle truppe sovietiche; Giorno dell’orgoglio dell’essere diversi del 28 giugno per ricordare quel 28 giugno 1969 in cui per la prima volta i “diversi” reagirono per ribellarsi alle discriminazioni e ai soprusi che dopo il primo 27 gennaio continuarono seppur con modalità meno cruente.

Per le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali il 27 gennaio non rappresenta la conclusione del calvario; semmai un tassello di una memoria drammatica ancora da ricostruire con le memorie dei sopravvissuti LGBT, con le memorie delle altre diversità represse e discriminate, ebrei in primis ma anche zingari e geova, altri cristiani che rifiutarono le ideologie totalitarie, persone di nazionalità “inferiore” come gli “slavi” delle ex provincie orientali d’Italia e tutti coloro che politicamente si opposero alle ideologie del novecento.

Oggi chi visita l’unico campo di sterminio con forno crematorio in Italia, la Risiera di San Sabba a Trieste, ha modo di passare in rassegna a diverse lapidi che ricordano tante diversità discriminate. Il fondo nero che incornicia il triangolo rosa fa da specchio per il visitatore che si soffermi innanzi, attualizzando simbolicamente i drammi di ieri.

Non fermiamoci però solo davanti alla lapide che più ci rappresenta: è l’insieme dei triangoli colorati a rappresentare il dramma collettivo di una società che rifiutò la diversità come componente essenziale dell’umanità portando se stessa sull’orlo dell’autodistruzione.

Gli sforzi per includere anche i triangoli rosa nelle celebrazioni ufficiali raccontano di situazioni paradossali come quella di Verona in cui, dopo quattro anni di rifiuti le associazioni della città furono obbligate a far confezionare un labaro con il triangolo rosa; era il 2001 e ad essa seguirono altre battaglie in diverse città italiane portando ormai le associazioni LGBT ad essere sempre più ufficialmente presenti nelle ricorrenze.

Il cammino per l’inclusione piena delle diversità nella Cittadinanza passa anche attraverso la riflessione sulle memorie e sulla loro condivisione con tutta la collettività. Le memorie sono il frutto della raccolta delle fonti storiche del passato. Mentre le comunità ebraiche iniziarono la ricostruzione del dramma della Shoah quasi subito dopo la conclusione del secondo conflitto mondiale, le comunità LGBT hanno dovuto aspettare che passasse la loro ulteriore apertura dei cancelli, quella del 28 giugno 1969.

Il tempo è tiranno, anche per coloro che raccolgono memorie; con l’inizio del XXI secolo sono apparse in stampa diverse pubblicazioni storiografiche che parlano di triangoli rosa e delle donne con il triangolo nero. Diverse sono le fonti ancora non raccolte ed utilizzate sulle quali riflettere collettivamente. Ecco una nuova frontiera verso al quale tendere nell’ambito delle comunità LBGT ma anche coralmente con tutti gli altri triangoli colorati che la storia ha discriminato.

(26 gennaio 2012)

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