giovedì 1 settembre 2011

Da Aosta un segnale di inclusione sociale verso le coppie conviventi, eterosessuali ed omosessuali

Vivi complimenti al Comune di Aosta per la decisione di rilasciare il contributo una tantum destinato a tutte le giovani coppie, sia alle quelle sposate che a quelle conviventi, eterosessuali ed omosessuali.
E’ un atto di buona amministrazione che solo in Italia, dove non esistono tutele fuori dal matrimonio, acquisisce inevitabilmente una connotazione progressista e d’avanguardia.
I buoni amministratori non amministrano il passato, ma il presente: oggi la società in cui viviamo è formata anche da famiglie e coppie varie nella loro composizione: il matrimonio è solamente una delle opzioni possibili per le coppie eterosessuali (e neanche la più gettonata, oramai) mentre resta una chimera per quelle omosessuali.
Con questa delibera il Comune di Aosta ha evitato di limitare la propria azione di Governo a una parte della cittadinanza, escludendo una buona fetta di cittadini: un segno di civiltà che andrebbe emulato a livello nazionale.
Auspichiamo che questo segnale positivo possa essere confermato, in futuro, da analoghe disposizioni portate avanti sempre nel solco dell’inclusione sociale.



Elena Tartaglione,
Presidente di Articolo 3
Arcigay della Valle d'Aosta

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