mercoledì 20 aprile 2011

Valle d'Aosta: a maggio parte la campagna "Va bene così"!

Per tutto maggio le strade di Aosta, i sindacati, le scuole, le biblioteche e alcuni luoghi chiave di socializzazione della Valle saranno interessati dalla campagna di comunicazione "Va bene così", promossa sul territorio da AGEDO, l'associazione dei genitori di omosessuali, in collaborazione con Articolo 3 Arcigay Valle d'Aosta.

La campagna, che ha ricevuto un finanziamento dal CSV - Coordinamento Solidarietà Valle d'Aosta e il patrocinio del Comune di Aosta, vuole attirare l'attenzione sul ruolo della famiglia nella vita degli omosessuali e in particolare sul problema dell'accettazione familiare: se una persona della tua famiglia è gay o lesbica. sintetizza il pay off della campagna, stalle vicino. Le relazioni familiari sono troppo preziose per rischiare di perderle.

Occhi aperti, dunque, ma soprattutto un occhio di riguardo per una realtà che ci interessa o potrebbe interessarci da vicino.

Per la distribuzione dei materiali nei luoghi pubblici ci stiamo ancora organizzando.
Se sei un locale o un esercizio commerciale puoi chiederci le locandine da appendere o le cartoline da distribuire sia ad Aosta che in regione.
Se vuoi darci una mano in altro modo (per la distribuzione o in generale) ed essere uno dei protagonisti di questa campagna ti aspettiamo: cambiare la mentalità del luogo in cui vivi e di chi ti sta intorno dipende anche da te.


Contatta il coordinatore della campagna al 348 93 22 489 (Elena).

Redazione di Articolo 3

Va bene così: Fratello (1/4)Va bene così: Sorella (2/4)Va bene così: Figlio (3/4)Va bene così: Figlia (4/4)


dal sito della campagna Va bene così:

PERCHE’ QUESTA CAMPAGNA?

Perché pensiamo che questa campagna sia così importante?
Si stima che una famiglia su cinque includa una persona gay o lesbica. Se sei un genitore di una figlia o di un figlio omosessuale, ricordati che molti altri genitori si trovano nella tua stessa situazione anche se non lo sai: ad una riunione di 20 genitori, è probabile che almeno quattro abbiano figli o figlie omosessuali.
I familiari di persone omosessuali spesso hanno difficoltà ad comprendere la loro esperienza. Hanno bisogno di essere ascoltati e aiutati.

Alcuni familiari, quando vengono a conoscenza dell'omosessualità, mostrano reazioni negative come sconforto, tristezza, rabbia e senso di colpa. Altri esprimono questo disagio con comportamenti di distacco o rifiuto (ed es., di parlare o di interagire con la persona omosessuale) o a volte anche di violenza (ad es., costringerlo a non frequentare più amici omosessuali o ad andare a vivere fuori casa, portarlo dallo psicologo per cambiare orientamento sessuale).

Nelle situazioni familiari più difficili, i giovani omosessuali spesso si allontanano precocemente dalla famiglia di origine per non svelare ai loro cari il loro orientamento sessuale. Ciò crea distanze e separazioni forzate e nuoce fortemente alla coesione e all'armonia familiare.

Quando i familiari sentono frasi che squalificano l'orientamento omosessuale tra amici, colleghi o conoscenti o in TV, si sentono a loro volta incompresi od offesi .
In particolare i genitori si trovano in difficoltà quando i loro figli omosessuali sono bersaglio di bullismo o derisione a scuola o nello sport poichè non sanno come comportarsi e a chi chiedere aiuto o non riescono a contrastare l'esclusione o la discriminazione a cui il familiare è sottoposto.

A causa dello scarso sostegno sociale e familiare, il rischio suicidario per un giovane omosessuale è piu alto di due o tre volte rispetto ad un altro ragazzo della stessa fascia di età.

Il messaggio è semplice: stiamo vicino alle persone a cui vogliamo bene Perché le nostre relazioni, le nostre famiglie, sono il bene più prezioso che abbiamo. Sono troppo importanti per poterle perdere.

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