lunedì 28 febbraio 2011

Primo marzo a fianco degli stranieri e dei richiedenti asilo Lgbt

Stiamo assistendo a un considerevole aumento degli sbarchi di immigrati sulle nostre coste, per via della crisi politica e istituzionale che attraversa la Libia. Si aggiungeranno ai circa cinque milioni di immigrati che già vivono in Italia: una forza lavoro essenziale per l’economia del Paese, ma fortemente esposta a ricatti e prepotenze. E’ per questo che il primo marzo, in segno di protesta, gli stranieri di tutta Italia incroceranno le braccia per il secondo sciopero generale della loro storia, dopo quello del 2010. Assieme a loro ci saranno molti italiani, tutti uniti nella consapevolezza che il razzismo, lo sfruttamento del lavoro, le violazioni dei diritti sono un problema condiviso.

Nel 2011 la parola d’ordine sarà «Diritti al lavoro, diritti nel lavoro e sciopero», e tra le rivendicazioni è prevista, oltre all’abolizione della legge Bossi-Fini, del reato di clandestinità e del permesso di soggiorno a punti e alla chiusura dei Cie, l’approvazione di una legge che tuteli rifugiati e richiedenti asilo. L’Italia, in base all’articolo 10 della Costituzione, ha il dovere di garantire a tutti, indipendentemente dal possesso del permesso di soggiorno, il diritto alla salute e il diritto ad ottenere asilo e protezione nel caso si corrano seri pericoli dovuti alla discriminazione. L’omosessualità è un elemento fondamentale per ottenere il diritto di asilo, per lo meno se rientrare nel paese di origine comporterebbe violenze o vessazioni. Purtroppo sia in Italia che in Europa viene concesso con il contagocce, perfino in presenza di prove schiaccianti riguardo ai rischi vitali corsi dai richiedenti. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati ha dato indicazioni di prestare particolare attenzione a richiedenti asilo Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali), affinché i Paesi che garantiscono il diritto di asilo riconoscano questa categoria di persone come vulnerabile al pari delle vittime di torture.
Ora che in Italia si attende l’arrivo di centinaia di migliaia di immigrati, la questione della sicurezza dei gay e delle lesbiche diventa ancora più cruciale. Nell’urgenza di trovare una soluzione allo sbarco di un numero crescente di persone, è facile immaginare che i governi, in primis quello italiano, preferiranno applicare regole e prassi indifferenziate e sbrigative per tutte le persone, trascurando i percorsi individuali degli immigrati che richiedono asilo.

Invitando tutti a partecipare alle manifestazioni di piazza del primo marzo (la più vicina delle quali si svolge a Torino, con un presidio alle ore 17,00 a Porta Nuova) ricordiamo l’impegno di Arcigay a fianco della minoranza Lgbt straniera che vive in Italia. A livello nazionale l’associazione ha realizzato, grazie a un co-finanziamento del Ministero per la Solidarietà Sociale, il progetto “IO: Immigrazioni e Omosessualità. All’interno di questo progetto sono stati prodotti numerosi documenti in più lingue. Potete scaricarli dal sito
http://migrantilgbt.arcigay.it/documenti

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