venerdì 31 luglio 2009

Soldato gay in copertina su rivista delle forze armate


Il giornale dell'esercito britannico dedica ampio spazio a James Warton: «Orgoglio, non pregiudizio»
La copertina di "Soldier"LONDRA
Un soldato gay in copertina, accanto alla scritta 'Pride', ovvero 'Orgoglio':
dopo quasi un decennio dall'abolizione del divieto agli omosessuali di far parte delle forze armate del Regno Unito, 'Soldier', la rivista ufficiale dell'esercito, ha dedicato la sua 'cover story' a un militare apertamente gay, James Wharton, fotografato in uniforme con la medaglia conquistata in Iraq. Un segnale di svolta epocale per le forze armate britanniche che, secondo quanto riporta l'Independent, dall'abolizione al divieto agli omosessuali entrata in vigore nel gennaio del 2000, hanno fatto passi da gigante nella lotta contro la discriminazione.

Anziché temere di essere radiati se scoperti, oggi i soldati e le soldatesse omosessuali possono marciare in uniforme al Gay Pride e il capo delle forze armate, Sir Richard Dannatt, qualche mese fa per la prima volta nella storia ha fatto un intervento nell'ambito di un convegno di lesbiche, gay, bisessuali e transgender. «Il rispetto per gli altri non è un'opzione extra», ha dichiarato il generale nel suo discorso.
RECLUTAMENTO - Oltre ad accettare la presenza di omosessuali e lesbiche nelle proprie file, le gerarchie militari hanno attivamente promosso il loro reclutamento, mettendo annunci sulle riviste gay e cercando di relazionarsi con una comunità che fino a qualche tempo fa le trattava con sospetto. E molti appartenenti alle forze armate oggi compaiono nella «lista rosa» dell'Independent dei personaggi gay e lesbiche più influenti del Regno. Tra questi vi è Mark Abrahams, l'ufficiale gay di più alto grado dell'Aeronautica promosso questo mese al grado di 'Wing Commander', il quale ha dichiarato: «L'attitudine della Raf alle questioni lesbiche, gay, bisessuali e transgender è cambiata immensamente negli ultimi cinque o sei anni. La gente viene giudicata e valutata per la sua capacità di portare avanti il lavoro e per il suo contributo alla squadra. Ala fine, quando la gente riesce ad essere se stessa riesce anche a dare il meglio».

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