domenica 27 gennaio 2008

Giornata della Memoria 2008


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mercoledì 23 gennaio 2008

Venerdì 25 gennaio Nottalgia ad Ivrea


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lunedì 21 gennaio 2008

Bagnasco: programma rabbioso ed arrogante

ARCIGAY: DA BAGNASCO PROGRAMMA RABBIOSO ED ARROGANTE DA CLERICAL PARTY
La chiesa perde drasticamente la fiducia degli italiani ed è minoranza
La chiesa non perde tempo. Dopo l'assemblea di Piazza San Pietro del Clerical Party, mascherata da raduno pro solidarietà al Papa, Bagnasco oggi ha ribadito le solite posizioni della gerarchia: no a leggi sulle unioni civili, no alla tutela per le persone lgbt contro le discriminazioni, ri-messa in discussione della legge sull'aborto, no al divorzio breve e via delirando.
Si è trattato di un manifesto politico da Clerical Party livido di odio nei confronti della libertà delle persone, della modernità, della vita concreta di milioni di cittadine e di cittadini italiani. Bagnasco sa molto bene cosa sta scritto all'interno del rapporto Eurispes: in un anno la fiducia e la simpatia degli italiani rispetto alla chiesa è crollata di ben l'11 punti passando dal 60,7 al 49,7%. Deve esser stato tremendo per lui rendersi conto che quello che noi andiamo dicendo da tempo è vero: la chiesa-partito imposta da Ruini e soci ha fatto perdere di credibilità all'intera istituzione, soprattutto fra le giovani generazioni
D'altronde le piazze saranno pur riempite dagli eserciti delle associazioni ecclesiali ma le chiese sono comunque vuote. Questo perchè da tempo è iniziata la fuga da una religione che non è più in grado di interpretare il messaggio cristiano ma è percepita solo come un esercizio del potere .
Non è una novità che Bagnasco attacchi frontalmente la dignità delle persone lgbt usando parole d'odio, indegne, razziste e antiscientifiche. Ha solamente rotto la tregua che durava dal Roma Pride 2007. Evidentemente si sente perso e ha paura perché sa che più gli omosessuali saranno visibili e felici e più la chiesa avrà difficoltà a nascondere la cruda verità: una moltitudine di vescovi, preti, laici e cattolici nascosti e invidiosi di non poter vivere alla luce del sole il loro orientamento sessuale.
Noi continueremo la nostra battaglia per dar voce all'Italia popolare, onesta, libera, civile e democratica. Un'Italia che non sopporta più queste mummie avvizzite dalla paura di perdere il potere. Potere che in parte continuano a mantenere solo grazie al fatto che la società italiana, attraverso le tasse, paga un tributo di quasi 4 miliardi d'euro l'anno.
L'appuntamento per noi è il 15 marzo, con LiberaItalia, che darà voce al popolo italiano sovrano.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

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mercoledì 16 gennaio 2008

Gli incontri del gruppo la Scala di Giacobbe

I partecipant* alla Scala di Giacobbe invitano tutti ad intervenire
al nostro consueto incontro mensile a Pinerolo.eccovi il programma:
SABATO 19 GENNAIO
alle ore 17
presso la sede della Comunità Cristiana di Base
(Corso Torino 288)
ci ritroviamo per discutere con Franco Barbero di “Amori occasionali e relazioni affettive”.
Dopo la cena comunitaria ci sposteremo nei locali del FAT (Vicolo Carceri 1)
per vedere il film “La Mala Educaciòn” di Pedro Almodòvar.

DOMENICA 20 GENNAIO
alle ore 10
presso il centro sociale San Lazzaro
(via dei Rochis 3)
parteciperemo all’eucarestia della Comunità.
Alle ore 13
pranzeremo insieme presso la sede della Comunità.

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LIBERAITALIA

LIBERAITALIA
Libero amore, in libero Stato
Liberiamo i nostri cuori
Liberiamo i nostri sentimenti
Liberiamo le nostre idee
Amori, culture che cambiano l'Italia
Siamo cittadine e cittadini che si adoperano affinché in questo Paese libertà, dignità, solidarietà diventino realtà.

La politica italiana non sa dare risposte e ciò non è solamente colpa delle violazioni concordatarie della gerarchia cattolica. C'è un problema più profondo che riguarda la stessa conformazione dei partiti, delle loro classi dirigenti non in sintonia con le sfide del presente, con le urgenze del futuro.
Libertà civili e sociali, cultura, formazione, precariato, povertà, convivenza interculturale, ambiente, diritti umani, esclusione sociale sono questioni centrali che richiedono nuove risposte e non la riduzione dei diritti acquisiti nel novecento.
Mentre dalla società affiorano fermenti, aspirazioni, preoccupazioni e conflitti, i partiti si appassionano rispetto a scomposizioni e composizioni di vecchi e nuovi contenitori, dove i contenuti e strategie latitano, dove le stesse gerarchie politiche si auto riproducono, sempre uguali, escludendo una partecipazione reale delle donne, e dei nuovi soggetti sociali e culturali. La politica italiana potrebbe morire per asfissia.
Il movimento lgbt, come quello delle donne, sa che il tempo per questa politica è finito, che oltre a non aver affrontato seriamente nemmeno una delle questioni da noi poste, non sarà capace, a meno di profondi mutamenti, di cambiare.
Per questo riaffermando la nostra piena ferma autonomia dai partiti, diciamo che il consenso elettorale non si regala ma discende dalla proposta e dalla pratica politica, ed oggi non ci può essere.Decideremo al tempo opportuno in forma collettiva e individuale se indicare formazioni politiche, candidati, aggregazioni, ma il nostro obiettivo centrale è: suscitare nella società un movimento diffuso di vero cambiamento.
Alla frammentazione, all’egoismo, all'imbarbarimento della convivenza civile, di cui sono sollecitatori la destra politica e sociale, e corresponsabile la sinistra silenziosa o in cerca di aggettivazioni (inutili) della laicità: perché non capaci di promuovere politiche e strumenti efficaci, noi rispondiamo con una proposta concreta e agita:
a.. Colleghiamo la nostra giusta battaglia per il riconoscimento pieno della nostra dignità e dell'uguaglianza delle persone lgbt e di parità di diritti, con quella delle donne contro la violenza, il machismo criminale, il maschilismo dominante nei poteri politici ed economici.
b.. Denunciamo ogni tentativo di mettere in discussione la legge 194, che va ben oltre la volontà di riportare indietro le lancette della storia. Si vuole di nuovo colpevolizzare le donne, si intende con questa campagna colpire la rete dei consultori, la libera e responsabile sessualità.
c.. Contrastiamo ogni forma di lesbofobia, omofobia, transfobia, che grazie al clima d'odio stanno dilagando nel paese, con continui episodi di discriminazione e violenze.
d.. Raccogliamo le nostre energie e presenza territoriale sotto la bandiera della libertà per tutte e tutti, contrapposta alla libertà all'egoismo e all'arretratezza
e.. Consapevoli che a rendere davvero liberi le lesbiche, i gay, le/i trans, le donne non sono solo le leggi, indispensabili, ma soprattutto la diffusione delle loro idee dei loro percorsi, dei loro vissuti in tutta la società.
f.. Contrastiamo ogni forma di arretramento della laicità dello Stato e delle sue istituzioni
g. Vogliamo che l’Italia impari dall’esperienza degli altri paesi europei che solo una cultura e una società aperta, dinamica e rivolta al futuro può rimettere in moto l’economia del nostro paese, mentre una società che torna indietro fa arretrare anche lo sviluppo dell’economia
h.. Ci impegniamo a sostegno di un articolato pacchetto di proposte, che preveda, oltre a quelle già citate, la modifica della legge 40 sulla fecondazione assistita, l'introduzione del testamento biologico, la promozione della ricerca e della sperimentazione scientifica, l'istituzione del divorzio breve, l'abolizione del meccanismo truffaldino di ripartizione dell'8 per mille, la cancellazione di tutti i privilegi fiscali, che per la sola chiesa cattolica ammontano complessivamente a 4 miliardi di euro, relativi alle attività commerciali includendo le strutture immobiliari ad esse dedicate.
Il movimento della laicità e delle libertà chiama tutta la società ad un nuova stagione di impegno per rendere finalmente libero e civile questo paese.
A questo obiettivo di diffusione maggiore delle nostre idee, di visibilità dei nostri vissuti lavoreremo d'ora in poi, con determinazione, confrontandoci sul piano culturale e sociale con l'intera società, senza alcuno steccato ideologico.
Liberi d'amare, di vivere i nostri affetti, di avere un nostro punto di vista, di proporre culture ed esperienze differenti, c'incamminiamo in un nuovo percorso per costruire dalla società una risposta popolare, che spazzi via il medioevo culturale e sociale in cui tentano di ricacciare, togliendoci spazi, democrazia, laicità, serenità sentimentale.
Chiediamo a tutte e tutti voi di sostenerci, di dare un segnale concreto e di partecipare alla giornata dell'indignazione civile LIBERAITALIA del 15 marzo 2007.
PROMOSSO DA:
Agedo, Arcigay, Arcilesbica, Famiglie Arcobaleno, Associazione La Manica Tagliata, Associazione Renzo & Lucio di Lecco, Crisalide Azione Trans,
ADERISCONO:
Arci, Associazione Nazionale SinistraRossoverde, Partito della Rifondazione Comunista, Eurialo&Niso, Associazione GLBTQ Biella,
ADESIONI INDIVIDUALI:
Alessandro Litta Modignani, della Direzione nazionale di Radicali Italiani Milano, Alba Montori
Alessandro Cecchi Paone, giornalista televisivo divulgatore scientifico, Franco Grillini deputato Socialisti Democratici

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lunedì 14 gennaio 2008

Makwan filmé sur son lit de mort

Il video preso da Tetu dell'iraniano giustiziato recentemente oer atti di omosessualità!...

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venerdì 11 gennaio 2008

Consiglio per Sua Santità...

Secondo il papa Roma e' una citta' degradata e sporca.

Qualcuno dovrebbe informarlo che invece Avignone e' pulitissima!!!:)

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Dal 13 gennaio nuova stagione politica

Il sit-in in piazza Pio XII indetto da Arcigay previsto per domenica 13 gennaio alle ore 14 davanti a Città del Vaticano sarà un momento per tutto il popolo lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, trangender) da dedicare alla memoria di Alfredo Ormando.
Ormando, cittadino nisseno, gay e cattolico, viveva in modo travagliato il suo rapporto fra fede e religione e mal sopportava i pronunciamenti ufficiali della chiesa in tema di diritti civili. Cosi il 13 gennaio del 1998 decise di darsi fuoco in Piazza San Pietro per rendere pubblico questo suo dolore. Questa sarà la prima di una lunga serie di manifestazione che Arcigay ha deciso di indire nel 2008 per aprire una nuova fase politica in relazione con tutta la società civile italiana.
Per il presidente nazionale di Arcigay Aurelio Mancuso: "Ci lasciamo alle spalle una stagione politica per noi ormai chiusa. Stanchi delle continue "prese in giro" da parte del mondo politico intendiamo dar voce a quanti in Italia non rinunciano a vivere in uno stato laico".
Il 12 e 13 gennaio è fissato a Roma il consiglio nazionale di Arcigay che discuterà e definirà i termini di una grande e popolare manifestazione nazionale. "Il 15 marzo – prosegue Mancuso - "LiberaItalia" (questo il titolo della manifestazione) sarà un evento convocato sull'intero pacchetto laicità e riforme civili: difesa della legge 194, norme contro la violenza alle donne e contro le discriminazioni per le persone lgbt, radicale modifica della legge 40, approvazione di una legge sul testamento biologico, difesa e promozione della ricerca scientifica, approvazione del divorzio breve, uguaglianza di diritti e doveri per le persone e per le famiglie lgbt, cancellazione del meccanismo truffaldino di suddivisione dell'otto per mille e revoca di tutti i privilegi fiscali indebitamente concessi alla chiesa cattolica".

Secondo Carlo Guarino, che per Arcigay ricopre l'incarico di responsabile nazionale della giornata per il dialogo religione e omosessualità: "Il 13 gennaio è importante occasione di dialogo con tutte le confessioni religiose. Proprio per questo motivo Arcigay ha organizzato alle ore 16, dopo il sit-in in Piazza Pio XII, presso la fondazione Olivetti, un convegno al quale parteciperanno intellettuali o rappresentanti delle diverse religioni. E' nostra intenzione confrontarci con chi vuole combattere la discriminazione e il pregiudizio. La religione infatti è componente fondamentale della vita di molte persone lgbt che, quando rispettata e riconosciuta, contribuisce a migliorare la qualità della vita stessa".

Programma del convegno:
ore 16.00 CONVEGNO Fondazione Olivetti
via Zanardelli 34 (piazza Navona), Roma

"Liberaci dal Male: Quis custodiet custodes?"

coordina: Stefano Campagna , Tg1
introduce: Carlo Guarino : responsabile nazionale Arcigay 13 gennaio

intervengono:
Alessandro Meluzzi , psichiatra
Chiara Lalli, filosofa
Khalid Chaouki , direttore di Minareti.it e membro Consulta per l´Islam italiano
Luca Ghiretti , componente consiglio nazionale FGEI Federazione Giovanile Evangelica Italiana
Davide Varì, Liberazione
Haim Cipriani , rabbino Lev Chadash
Renato Sabbadini , Ilga
Francesca Grossi , ArciLesbica

conclude: Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay

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martedì 8 gennaio 2008

Presa di posizione dell'ordine degli psicologi

ARCIGAY: BENE L'ORDINE DEGLI PSICOLOGI. L'ORDINE DEI MEDICI FACCIA ALTRETTANTO

E' con grande soddisfazione che apprendiamo da un comunicato dell'ordine nazionale degli psicologi una chiara presa di posizione del presidente Giuseppe Luigi Palma. La nota fa riferimento alle polemiche suscitate dal reportage a firma di Davide Varì pubblicato su Liberazione sulla pratica dell'uso di tecniche cosiddette riparative dell'omosessualità da parte di psicologi e psichiatri cattolici. Nel comunicato si afferma che "nell'esercizio della professione lo psicologo rispetta la dignità, il diritto alla riservatezza, all'autodeterminazione ed alla autonomia di coloro che si avvalgono delle sue prestazioni; nel rispetto di opinioni o credenze, astendosi dall'imporre il suo sistema di valori; non opera discriminazione in base a religione, etnia, nazionalità, estrazione sociale, stato socio economico, sesso di appartenenza, orientamento sessuale, disabilità". "E' evidente quindi – continua il comunicato degli psicologi - che lo psicologo non può prestarsi ad alcuna 'terapia riparativa' dell'orientamento sessuale di una persona".
Ringraziamo il presidente nazionale dell'ordine degli psicologi Palma per la sua presa di posizione che ci attendiamo venga finalmente rispettata da tutti gli psicologi italiani. Attendiamo ora che a questo intervento segua una analoga presa di posizione da parte dell'ordine dei medici, cui fanno riferimento gli psichiatri, nelle cui fila fanno parte molti dei fanatici integralisti cattolici che continuano sui mass media italiani a sostenere l'assurda tesi della guarigione dall'omosessualità.


Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

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lunedì 7 gennaio 2008

Domenica 13 gennaio sit-in davanti al Vaticano

Domenica 13 gennaio sit-in davanti al Vaticano per il 10° anniversario della morte di Alfredo Ormando

Devastato da una tormentata emarginazione il 13 gennaio del 1998, a 39 anni, lo scrittore nisseno Alfredo Ormando si bruciava vivo in piazza San Pietro a Roma.
Alfredo Ormando era un cattolico credente che non riusciva più a sopportare le discriminazioni personali e collettive perpetrate dalla chiesa cattolica. Di questa drammatica vicenda il Vaticano non parlò mai. L'atteggiamento dimostrato è tipico di un organizzazione che, in netta contraddizione con il messaggio che dovrebbe portare nel mondo, non prova alcun sentimento di pentimento.
Come ogni anno Arcigay organizza alle ore 13 nel giorno del martirio di Alfredo un sit-in per ricordare tutte le vittime lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transgender) morte a causa dell'emarginazione e dalle discriminazione prodotte dal fanatismo ed integralismo religioso. Nei paesi islamici gli omosessuali sono uccisi o incarcerati e per la quasi totalità delle religioni essere gay, lesbica o trans, è frutto o delle forze del male o di patologie da curare. In questo filone si inseriscono le continue prese di posizione della gerarchia cattolica. In particolare Ratzinger, nell'ultima settimana, ha insistito sul fatto che esiste chi (i gay e le loro associazioni) mina alle fondamenta la convivenza civile e la pace distruggendo il modello naturale della famiglia fondata sul matrimonio tra uomo e donna.
Le devastazioni, le distruzioni e le guerre prodotte dall'estremismo di provenienza religioso sono sotto gli occhi di tutti e proseguono purtroppo, in varie forme, da molti secoli. L'attuale Papa si è posto a capo di una crociata mondiale contro le libertà, il pluralismo, la laicità e l'autodeterminazione delle persone, in particolare delle donne.
Non è un caso che da qualche tempo, alla battaglia contro i diritti delle persone lgbt, si sia aggiunta quella contro l'interruzione volontaria di gravidanza che addirittura viene associata alla moratoria sulla pena di morte.
La chiesa cattolica vuole tornare ai temi del Papa Re e ai fasti del passato quando dominava sulla vita, la sessualità e le scelte personali di milioni di sudditi. Ma anche in Italia questo progetto non avrà vita facile perché la democrazia e la laicità sono valori non intaccabili, nemmeno da chi sogna l'improbabile ritorno del triregno. Su questo punto però il movimento lgbt, insieme ad altri movimenti ed associazioni, saprà dimostrare che il tempo non è passato invano.

Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay


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mercoledì 2 gennaio 2008

Il 15 marzo tutti a Roma per laicità e libertà!

A giorni la convocazione della grande kermesse nazionale "LiberaItalia"

La manifestazione nazionale "LiberaItalia" promossa da Arcigay è la migliore risposta ad una politica debole che sembra aver smarrito il suo dovere principale: quello di governare e di dare risposte concrete ai bisogni della gente. Sarà una grande manifestazione, non contro qualcuno, ma a utile a riaffermare i valori della libertà, della civile convivenza, del pluralismo per uno Stato che non ha vergogna a definirsi laico.

Viviamo in un paese in cui esponenti politici e religiosi mettono continuamente in discussione questi principi. Se il cardinale Ruini e gli atei devoti come Ferrara o i catto-ex-comunisti alla Bondi un giorno attaccano la 194 e gli esponenti del Partito Democratico Tonini , Chiti, Binetti e l'ateo-dem D'Alema giudicano di poco o scarso interesse la dignità e l'uguaglianza delle persone lgbt a favore di una ben più ampio sentimento religioso dei cattolici "fai da te", noi vogliamo sollecitare un forte movimento positivo nel Paese. Non solo di difesa delle conquiste sociali e civili ma di promozione di una nuova stagione di riforme laiche e libertarie.
Chiediamo al movimento delle donne, alle associazioni, gruppi, forze sociali, intellettuali, persone che condividono la necessità di un risveglio laico nel nostro paese, di aiutarci a costruire un grande appuntamento nazionale, che tragga la sua forza dalla pluralità e varietà delle iniziative ed idee presenti su tutto il territorio. Chiamiamo tutti i laici, credenti, agnostici, atei, che hanno a cuore la salvaguardia delle prerogative democratiche e civili, presenti nella Costituzione italiana, a unirsi a noi per dare voce alla stragrande maggioranza del popolo italiano, che non vuole tornare indietro ed essere governato da poteri terzi al di fuori dal nostro ordinamento repubblicano.
Nei prossimi giorni sarà inoltre lanciato un documento appello per aprire una ampia campagna di adesione.


Aurelio Mancuso
presidente nazionale Arcigay

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