lunedì 14 luglio 2008

L'ex presidente della Val d'Aosta. "Non sono omosessuale" e lo scrive sul giornale.


Luciano Caveri, ex presidente e ora consigliere della Val d'Aosta, smentisce le voci in un articolo pubblicato sull'organo del suo partito, l'Union Valdotaine.
"Mi spiace dover farlo in pubblico, ma devo dire che nella mia vita non ho mai avuto dei rapporti con persone del mio stesso sesso". Luciano Caveri, fino allo scorso giugno presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta e ora consigliere regionale, smentisce pubblicamente le voci di una sua presunta omosessualità. E lo fa all'interno della rubrica che tiene sul settimanale Le Peuple Valdotain, organo del suo movimento politico, l'Union Valdotaine.

La precisazione di Caveri giunge dopo che "in questi anni ci sono state delle voci in tal senso"."Propaganda che aveva come obiettivo quello di infangare la reputazione dell'avversario politico, una tecnica volgare che ha instillato dei dubbi velenosi".

La smentita diventa poi occasione per una riflessione più generale sulle problematiche legate all'omosessualità. "Penso - scrive ancora Caveri - che l'ipocrisia, le ironie, le caricature che avvolgono l'omosessualità sono da sradicare in una società egualitaria: questo è possibile non tanto per mezzo del codice penale, ma attraverso una presa di coscienza collettiva, permettendo che le preferenze sessuali vengano alla luce senza dover subire dei contraccolpi".
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Mancuso, Arcigay: Anche in Valle d'Aosta sacche di omofobia.
(Ansa) Il presidente di Arcigay, Aurelio Mancuso commenta l'esternazione di non essere omosessuale dell'ex presidente della Valle D'Aosta, Luciano Caveri, pubblicata ieri nelle pagine dell'organo ufficiale del suo partito, l'Union Valdotaine.

"Mi colpisce - dice Mancuso - questa sua necessità di precisare pubblicamente la non omosessualità, segno tangibile che anche in Valle, dove è salda una cultura laica e di difesa delle libertà civili, persistono preoccupanti sacche d'esclusione politica e sociale".

"Di Caveri - racconta - ho sempre apprezzato la vicinanza rispetto alle nostre battaglie civili e di libertà, che echeggia anche nella sua esternazione. Nell'Union Valdotaine, grande partito popolare, ci sono e ci sono stati numerosi militanti e dirigenti omosessuali, per la gran parte 'velati' aggiunge Mancuso - come avviene in tutta la politica italiana. D'altronde chi mette in giro voci sugli altrui orientamenti sessuali, molte volte lo fa per allontanare da sé possibili sospetti. Questo paese cambierà davvero - conclude il presidente di Arcigay - quando nessun politico sarà più costretto a smentire di esser gay, e tanti e tante omosessuali visibili potranno gestire la cosa pubblica senza alcun timore di essere discriminati".

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