martedì 24 giugno 2008

18 e 19 ottobre in 53 province al via i registri di coppia


Il 18 ed il 19 ottobre partiranno in 53 province italiane i registri delle coppie omosessuali. E' quanto annunciato oggi durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione dell'orgoglio lesbico, gay bisessuale e trans che si svolgerà il 28 giugno a Bologna. I rappresentanti delle maggiori associazioni nazionali, Aurelio Mancuso e Francesca Polo, in quest'occasione lanceranno una nuova iniziativa per fare uscire dalla clandestinità migliaia di coppie non riconosciute e tutelate.
Francesca Polo, presidente nazionale Arcilesbica, annuncia infatti l'istituzione del registro delle coppie lesbiche gay e transessuali. Un registro autogestito e promosso dalle associazioni nazionali quali Arcigay, Arcilesbica, Mit, Famiglie Arcobaleno, Agedo, che celebrerà e registrerà le coppie omosessuali che vorranno riconoscersi come tali.

Madrina d'eccezione della manifestazione di Bologna e "simbolo di laicità e libertà intellettuale" l'astrofisica Margherita Hack. L'appuntamento è in piazza di Porta Ravegnana alle 14. Dalle due torri partirà il corteo a piedi che percorrendo via Castiglione arriverà ai Giardini Margherita. Qui, alle 15.30, si aggiungeranno i 30 mezzi motorizzati che percorreranno i 5,5 chilometri di percorso. All'altezza dei Giardini di Villa Cassarini il corteo farà una breve fermata, la musica dei carri sarà spenta per un momento di commemorazione davanti al monumento delle vittime del nazifascismo. La manifestazione si concluderà in Piazza VIII agosto attorno alle 18.30.

Sul palco a gestire gli interventi Vladimir Luxuria. Esclusi gli interventi delle personalità politiche. Ad intervenire, per scelta degli organizzatori, oltre ai portavoce Pride, le associazioni gay lesbiche e transessuali, la Cgil ed i rappresentanti delle realtà sociali che hanno realmente affiancato il movimento. A seguire gli Alcazar in concerto. La serata proseguirà al Parco Nord dove avrà luogo l'Official Pride Party. Il presidente dl comitato Pride Flavio Romani ha scandito le parole chiave della manifestazione: "Parità, dignità, laicità. Non è presente la parola sobrietà, invocata da mille pulpiti come condizione essenziale per una manifestazione degna di attenzione. Non ci faremo trascinare nella polemica - garantisce - di chi vuole perlomeno tergiversare, noi parliamo di diritti e l'unica risposta che riceviamo sono richieste di garanzie sul nostro vestiario. Se una parola può essere aggiunta allo slogan questa parola a nostro avviso deve essere libertà".

Aurelio Mancuso, presidente nazionale Arcigay sottolinea l'anomalia tutta italiana in materia di diritti lgbt interpellando direttamente i quattro ministri Carfagna, Maroni, Gelmini e Sacconi: "Vorrei ricordare loro che attraverso i loro dicasteri - dice - debbono occuparsi di omofobia, lotta all'Aids, sicurezza e prevenzione per le persone lesbiche gay e trans".

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