lunedì 5 novembre 2007

Arcigay piange la scomparsa di Massimo Consoli

Se ne va uno dei leader e dei fondatori del movimento gay italiano
Walter Veltroni accolga la richiesta di Massimo di essere seppellito al cimitero acattolico

Abbiamo appreso con commozione e dolore la notizia della scomparsa di Massimo Consoli, tra i padri fondatori del movimento gay italiano. Si è spento all'età di 61 anni nel corso della notte, dopo una lunga malattia.

Protagonista delle maggiori battaglie condotte dal movimento gay in Italia, amico di artisti e letterati come Dario Bellezza, Pier Paolo Pasolini, Sandro Penna, Alberto Moravia, autore di una quarantina di volumi (Homocaust, Ecce Homo, Affetti speciali i più famosi), nel corso della sua pluridecennale attività ha riscoperto o valorizzato, attraverso traduzioni e studi, i "padri fondatori" del movimento di liberazione omosessuale e raccolto un archivio internazionale sull'omosessualità, oggi custodito presso l'Archivio di Stato italiano a Roma. Il 17 novembre 1997, nel ventottesimo anniversario della pubblicazione della Carta di Amsterdam, il manifesto di liberazione dei gay italiani, le Poste italiane emettevano uno speciale annullo celebrativo (primo annullo gay).

Arcigay esprime la propria vicinanza alla famiglia di Massimo Consoli e al figlio Lorenzo. La comunità lgbt (lesbica, gay, bisessuale, trans) deve moltissimo alle sue battaglie e al suo esempio.

Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay, e Fabrizio Marrazzo, presidente di Arcigay Roma, chiedono al Sindaco di Roma Walter Veltroni che sia accolta la richiesta di Massimo Consoli di essere seppellito nel cimitero acattolico di Roma. "Crediamo che questo gesto sia anche un importante riconoscimento alla vita e alle opere di un importante intellettuale italiano e romano", affermano.

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