lunedì 19 novembre 2007



COMUNICATO STAMPA

Dal 1990 ad oggi le persone transessuali e transgender nel mondo assassinate per odio o pregiudizio transfobico hanno costantemente superato la media di una al mese.

Solo negli ultimi due anni le vittime sono in diminuzione in tutto il mondo con l’eccezione dell’Italia Tra i dati censiti l'Italia nell'ultimo quadriennio resiste al secondo posto per numero di vittime assoluto dopo gli Stati Uniti
Al primo posto se si considera il rapporto omicidi/popolazione in questo ultimo biennio


I dati raccolti dalle associazioni transgender, transessuali, gay e lesbiche internazionali non sono che la punta di un iceberg. Essi infatti si basano solo sulle denunce fatte, sulle rassegne stampa internazionali e su quanto le singole associazioni riescono a raccogliere direttamente.
In molti paesi l'uccisione di persone transgender passa sotto assoluto silenzio (i.e. nelle tante nazioni in cui la transessualità è un reato), in altri la costruzione di una rete informativa trans/LGBTQ è resa impossibile dalle condizioni poltico/sociali locali. Infine, molto spesso, i familiari cercano di omettere la condizione transgender delle vittime per vergogna e paura del giudizio sociale.

Non è ardito quindi immaginare che i dati raccolti sugli omicidi di persone transgender potrebbero essere nella realtà almeno raddoppiati.

La statistica non contempla i suicidi: la popolazione transessuale è considerata in tutto il mondo una tra le più esposte al suicidio causato da emarginazione sociale e discriminazione, che si esprime in modo variamente profondo nelle diverse culture e società.
Suicidi stimolati da pressioni psicologiche esterne talvolta troppo forti da essere sopportate.
In molti di questi casi il suicidio altro non è che un omicidio realizzato da un intera società, da un regime culturale transfobico.

Si coglie l’occasione per ricordare che 4 vittime su una popolazione al massimo di 3000 persone in tutta Italia (di cui una parte FtM raramente ammazzata) è in percentuale un numero piuttosto elevato. Rapportato alla popolazione femminile è come se quest’anno fossero state uccise circa 40 – 80.000 donne per il solo fatto di esserlo, per odio o pregiudizio.


Per questo motivo da 6 anni in Italia (9° edizione nel mondo) il 20 novembre si celebra in molti paesi del mondo il
"Giorno della memoria Transgender" (Transgender Day of Remembrance)

In questo giorno vengono organizzate delle veglie in ricordo delle vittime dell'ultimo anno, i siti internet vengono oscurati per lutto e si cerca di sensibilizzare l'opinione pubblica su questo silenzioso massacro.

Per il quinto anno consecutivo il movimento LGBT italiano aderisce a questa iniziativa: veglie e oscuramenti di siti internet verranno effettuate in Italia a:

PADOVA: Martedì 20 novembre ore 21.00 c/o Arcigay Tralaltro Corso Garibaldi 41 (Organizzazione: Arcigay Tralaltro Padova)Contatti: info@tralaltro.it
TORINO:venerdì 23 novembre - ore 21.00via S.Giulia 14/c (Organizzazione Coordinamento Torino Pride - ArtèVision)Contatti: 011-19710190
MILANO:Martedì 20 novembre ore 21Piazza dei mercantiCandle Light all'aperto(organizzazione: Coordinamento Tdor Italia)Contatti: milena_arge@yahoo.it
GENOVAMartedì 20 novembre ore 21.30c/o Comunità di San Benedetto al PortoTeatro degli ZingariVia Mura degli Zingari(organizzazione: Coordinamento Tdor Italia - Crisalide AzioneTrans, sede Liguria - Comunità San Benedetto al Porto - Genova) Contatti: 320-8748419 - tdoritalia@email.it
BOLOGNAMartedì 27 novembre ore 20.00c/o Cinema Lumiere Via Azzogardino con presentazione del film "Gisberta"(Organizzazione: MIT Italia)Contatti: mit-bo@iperbole.it – tel: 051.271666

Alcuni spunti di approfondimento

2003: 38 omicidi di cui 5 in italia (una vittima di cittadinanza italiana)
2004: 21 omicidi di cui 2 in Italia (una vittima di cittadinanza italiana)
2005: 29 omicidi di cui 1 in italia (0 vittime di cittadinanza italiana)
2006: 17 omicidi di cui 3 in Italia (0 vittime di cittadinanza italiana)
2007: 17 omicidi di cui 4 in italia (3 vittime di cittadinanza italiana)

Una novità statistica italiana sugli omicidi a sfondo transfobico si evidenzia nel fatto che negli anni precedenti essi riguardavano quasi esclusivamente transgender extracomunitarie, avvenivano in strada, di notte mentre lavoravano come sex worker. Quest'anno invece 3 vittime su 4 sono cittadine italiane e sono state uccise nella propria abitazione.
Non esiste nessuna differenza sul piano etico e morale tra vittime italiane e non, ma da un punto di vista sociologico il dato fa riflettere perché rappresenta una sorta di escalation del senso di impunità che "gira" in questa repubblica sempre ancora troppo “post fascista”, sempre ancora troppo “succuba” del teoricamente abolito potere temporale Vaticano.
Uccidere una trans straniera, senza permesso di soggiorno, spesso difficilmente identificabile è molto più semplice. Raramente in questi casi vi sono famiglie dietro che protestano. Spesso nessuno ne reclama il cadavere. Sovente la polizia è meno stimolata ad impegnarsi per le morti di straniere non in regola ed anche le Associazioni Transgender hanno più difficoltà a trovare riferimenti per vegliare sullo stato delle indagini. Ed è certamente più semplice uccidere per strada che in una casa privata.
Questa novità statistica rivela la crescita del senso di impunità fra chi commette reati di odio e pregiudizio, reati transfobici, nella fattispecie.

Vittime in Italia dal 21 novembre 2006 ad oggi:
· Valentina FalcoLuogo: Novara Età: 34 anniCausa della Morte: assassinata in casa con una coltellata nella pancia e poi sgozzata viva. I probabili assassini sono stati arrestati.Data della morte: 25-26 novembre 2006
· Tatiana GomesLuogo: TraniEtà: 57 anniCausa della morte: Testa sfasciata facendo sbattere la testa fra la portiera e la struttura di un auto e abbandonata morente nella strada.Data della Morte: 18 Febbraio 2007
· Manuela Di CesareLuogo: PescaraEtà: 37 anniCause of Death: Testa fracassata da un oggetto contundente nella propria abitazione Data della Morte: 21 Aprile 2007
· Stefania CoppiLuogo: RomaEtà: 35 anniCausa della Morte: picchiata con violenza alla testa con oggetto contundenteData della Morte: 1 Agosto 2007


LISTA BIOGRAFIE IN PRIMA PERSONA
Valentina FalcoLuogo: Novara, ItaliaEtà: 34Data: 25-26 Novembre 2006 Il mio nome era Valentina Falco. Avevo 34 anni e sono morta in Italia. I miei vicini di casa, insospettiti da una luce rimasta accesa per oltre un giorno, hanno chiamato la polizia. Quando la polizia è arrivata mi hanno trovata nel mio letto sgozzata.L’assassino è stato catturato
Nakia Ladelle BakerLuogo: Nashville, Tennessee (USA)Età: 31 anni Il mio nome era Nakia Ladelle Baker. Avevo 31 anni e vivevo sulla Richardson Road a Nashville, Tennessee (USA). Mi hanno trovata nella mia automobile vicino al Club Adventura nella prima mattina del 7 gennaio 2007.Sebbene in un primo momento la causa della mia morte era stata attribuita ad un pestaggio, successivamente la mia autopsia ha rivelato la presenza di un proiettile nel mio corpo. Lasciai il bar quando stava chiudendo e quando fu ritrovato il mio corpo c’erano segni di lotta intorno alla mia auto. Nessuno – incluse le guardie di sicurezza del locale – ha riferito di avere sentito il colpo di pistola o urla di alterco o il mio assassinio. Il mio omicidio è ancora insoluto.
Tamara (Hasan Sabeh)Luogo: Baghdad, IraqEtà: 34 anniMi chiamavo Hasan Sabeh, ma ero conosciuta come Tamara. Ero una transgender di 34 anni che lavorava nella moda a Baghdad, disegnando abiti femminili. Vivevo nel Distretto di al-Mansor a Baghdad, Iraq. Sono stata sequestrata in strada da una squadra della morte islamista e poi impiccata In un giorno santo della Shia, l’undici gennaio 2007. Dopo l’impiccagione il mio corpo è stato mutilato e tagliato a pezzi.
Cognato di TamaraLuogo: Baghdad, IraqEtà: sconosciuta Hasan Sabeh era mia cognata, ma era conosciuta ai più come Tamara. E’ stata impiccata in pubblico in un giorno santo della Shia, l’undici gennaio 2007. Dopo che è stata impiccata, il suo corpo è stato mutilato e tagliato a pezzi.Quando ho provato a difenderla, hanno ucciso anche me
Keittirat LongnawaLuogo: Rassada, TailandiaEtà: 31 anniIl mio nome era Keittrat Longnawa, una transessuale di 31 anni che viveva a Rassada, Tailandia, ed ero una conosciuta come tossica di colla. Ero nativa del distretto di Krabiand, in Tailandia. Sono stata picchiata e sgozzata il giorno 31 gennaio 2007. Come miei assassini sono stati identificati sette uomini e due donne appartenenti ad una gang di età fra i 14 e i 21 anni. Un ragazzo di 16 anni, ha iniziato a provocarmi perché trans mentre stavamo fumando colla. Ha preso un coltello da cucina da una delle due ragazze e mi ha colpita. Dopo avermi colpita, gli altri ragazzi lo hanno raggiunto freneticamente ed hanno continuato ad accoltellarmi a turno, dandomi calci, e colpendomi con dei bastoniIl mio cadavere sanguinante è stato scoperto il pomeriggio seguente da un abitante del villaggio ed ha informato la polizia. Ero vestita solo con dei jeans, e sono stata trovata con un reggiseno, un agenda, sandali e uno stick di rossetto insanguinato e – vicine a me – due borse insanguinate contenenti colla.Sei dei nove componenti della banda sono stati arrestati per il mio assassinio.
Tatiana (Aldomiro Gomes)Luogo: Trani, ItaliaEtà: 57 anniIl mio nome anagrafico era Aldomiro Gomes, ma ero conosciuta come Tatiana ed ero originaria del Brasile, ma vivevo in Italia a Trani. Avevo 57 anni. Il mio corpo è stato scoperto da un uomo mentre faceva jogging la mattina di martedì 19 febbraio 2007, al centro di una strada. Ho ricevuto un colpo fatale alle tempie che la polizia in un primo momento ha sospettato essere stato causato dall’uso di una pietra. In realtà la mia testa era stata sbattuta tra la portiera di un’automobile e la carrozzeria.
Moira Donaire GonzálezLuogo: Viña del Mar, CileEtà: 30 anniEro Moira Donaire González, e sono stata uccisa a Viña del Mar, Cile. Sono morta il 5 marzo 2007 dopo essere stata pugnalata 5 volte da un venditore ambulante. Avevo appena compiuto 30 anni.
Michelle Carrasco "Chela"Luogo: Santiago, CileEtà: 54 anniMi chiamavo Michelle Carrasco ma tutti mi conoscevano come Chela. Avevo 54 anni ed esercitavo la prostituzione. Approssimativamente intorno alle 8 della mattina del 16 marzo 2007, la polizia ha trovato il mio corpo senza vita nella periferia di Santiago del Cile. I membri delle mia famiglia sono stati chiamati per identificare il mio corpo in quanto il mio volto era stato colpito al punto di risultare totalmente sfigurato. Sono stata abbandonata in una fossa, presumibilmente dalla persona che mi ha brutalmente attaccata mentre lavoravo in strada a Melipilla, aspettando clienti per la notte.
Ruby RodriguezLuogo: San Francisco, California (USA)Età: 27 anniIl mio nome era Ruby Ordenana, ma ero conosciuta anche come Ruby Rodriguez. Ero una donna transgender di 27 anni e vivevo nella Baia di San Francisco. Ero originaria del Nicaragua, ed ero emigrata negli Stati Uniti per una vita migliore, come tanti altri del mio paese. Facevo parte della comunità locale, e frequentavo i gruppi di supporto della zona e un corso di inglese.Lavoravo anche come prostituta lottando contro alcuni problemi di tossicodipendenza, e dovevo combattere contro l’Ufficio di Immigrazione.Sono stata trovata da alcune mie amiche in strada intorno alle 6 di mattina del 16 marzo 2007. Ero stata spogliata dei miei abiti e presumibilmente abbandonata dal mio assassino. Sono stata strangolata a morte.Michael Savage ha detto per radio che io ero una "psicopatica" che " come miglior cura sarei dovuta stare dentro una camicia di forza per anni, lasciandomi urlare "
Erica KeelLuogo: Philadelphia, Pennsylvania (USA)Età: 21 anniSono stata uccisa per strada intorno alle 2 di notte del 21 Marzo 2007. Sono morta dopo due giorni in Ospedale a causa di “ferite multiple”. Il medico legale ha classificato la mia morte come un investimento dove il colpevole scappa invece di prestare soccorso. Avevo soltanto 21 anni.I testimoni della scena e le mie amiche si sono rifiutate di considerare la mia morte come accidentale. Io stavo lavorando in strada ed i testimoni hanno dichiarato che sono entrata in un’auto e dopo pochi metri sono stata scaraventata fuori e successivamente investita per ben 4 volte mentre giacevo a terra. L’autista, Roland Button, abbandonò la scena dopo avermi uccisa ma è stato successivamente catturato dalla polizia.
Bret T. TurnerLuogo: Madison, Wisconsin (USA)Età: 48 anniIl mio nome era Bret T. Turner ed avevo 48 anni e sono stata trovata morta nel mio appartamento, con abiti femminili. Sono stata pugnalata 14 volte.Un uomo di nome Nigel Head ha confessato alla polizia di avere perso la testa durante un rapporto sessuale con la vittima. E’ stato condannato a 30 anni di reclusione per l’omicidio.
Manuela Di CesareLuogo: Pescara, ItaliaEtà: 37 anniIl mio nome anagrafico era Emanuela. Nome ottenuto dopo avere finito il mio percorso di transizione. Per lo Stato italiano ero quindi una donna a tutti gli effetti legali. Purtroppo – pur essendomi persino offerta di vendere un rene per uscire dalla prostituzione, non riuscivo a trovare un lavoro. Mi ero iscritta anche ad una Associazione trans (Crisalide) per cercare conforto e aiuto.Vivevo a Pescara e sono stata brutalmente assassinata nella notte fra sabato 21 e domenica 22 di Aprile 2007. Mi hanno trovata nuda sul divano con la testa fracassata da sei colpi e la mia faccia era schiacciata contro un cuscino, per nascondere le mie grida.Dopo la mia morte i giornali di tutta Italia mi hanno uccisa una seconda volta, rivelando il mio nome maschile, infrangendo la legge sulla privacy e la mia dignità. Nonostante le proteste della famiglia e delle Associazioni trans, nessun provvedimento è stato preso contro quei giornali che hanno rivelato un mio dato sensibile così importante. Sono stata ricordata al Pride Nazionale del 2007. L’assassino (forse due) non è stato ancora identificato.
Persona non identificata in abiti femminiliLuogo: Kingston, GiamaicaEtà: SconosciutaLa polizia mi ha trovata morta con abiti femminili addosso, una minigonna di jeans e altri abiti femminili. Sono stata uccisa ed il mio corpo scaricato dentro la stazione di polizia di Matilda’s Corner, mercoledì 11 luglio 2007 Gli investigatori sostengono che sono stata uccisa altrove e poi gettata lungo la Munroe Road. Nessuno mi ha identificata e sono stata uccisa con colpi di pistola all’addome e alla schiena. La polizia teorizza che il mio omicidio sia da inserire tra i “crimini d’odio”.
Victoria ArellanoLuogo: San Pedro, California (USA)Età: 23 anniIl mio nome era Victoria Arellano. Sono immigrata negli Stati Uniti illegalmente per condurre una vita migliore. Sono stata però fermata presso il centro detentivo per immigrati clandestini di San Pedro e durante tutto questo periodo mi sono state negate le cure per la mia malattia: l’Aids. Nelle mie ultime settimane di vita i miei compagni di cella hanno cercato di farmi curare, invano. I miei ultimi giorni li ho spesi dentro un dormitorio cella, costruito per ospitare 50 uomini, ma spesso occupato da molte più persone, fino ad una ottantina. Ho vomitato sangue ed ho sofferto di una violenta diarrea ed i miei compagni di cella hanno dovuto usare una scatola di cartone per raccogliere il mio vomito.Negli ultimissimi giorni di vita sono stata trasferita nel reparto cure intensive dell’ospedale della Piccola Compagnia di Maria, dove sono morta il 20 luglio 2007 per complicazioni da AIDS e – nonostante le mie condizioni di salute, ero ammanettata al letto e avevo due agenti dell’Ufficio Immigrazione di guardia alla porta della mia stanza.
Oscar MosquedaLuogo: Daytona Beach, Florida (USA)Età: 34 anniIl mio nome all’anagrafe era Oscar Mosqueda, ed ero una persona di 34 anni, abitante a Daytona Beach, Florida. Indossavo una minigonna e scarpe con i tacchi alti nella notte in cui sono stata uccisa. Il mio amico Wesley Rosser ha dichiarato di avere visto come sono stata uccisa fuori dal locale “Pasta Amore”. Un uomo di nome Cesar Israel Villazano ha poi confessato alla polizia di avermi sparato intorno alle 2 di notte di Domenica 29 luglio 2007. Egli ha dichiarato di avermi uccisa dopo una mia imbarazzante avance sessuale, ma il mio amico Wesley ha dichiarato alla polizia che sono morta difendendo un’amica. Un proiettile mi ha colpita alla testa e sono morta più tardi, lo stesso giorno presso l’ospedale Halifax Medical Center.
Stefania Coppi Luogo: Roma, ItaliaEtà: 35 anniMi chiamavo Stefania coppi, avevo 35 anni e vivevo a Roma. Il primo di agosto 2007 sono stata trovata in un bagno di sangue dentro il mio appartamento con il cranio fracassato. La polizia ha arrestato successivamente un uomo di nome Domenico Broscella, di 35 anni per il crimine e sta cercando un secondo sospetto, un uomo extracomunitario, che potrebbe essere di nazionalità Serba.
Maribelle ReyesLuogo: Houston, Texas (USA)Età: SconosciutaIl mio nome era Maribelle Reyes. Sono stata rifiutata da molti centri medici per la cura dell’AIDS a causa del mio essere una persona transgender. Sono morta il 30 agosto 2007 a Houston, Texas, a causa di complicazioni per la mia malattia non curata, mio malgrado.

Dati aggiornati a Sabato 17 novembre 2007

"The Transgender Day Of Remembrance" è un evento organizzato a livello internazionale da: http://www.gender.org/remember/day/Coordinamento TDOR Italia: Mirella Izzo, Matteo Manetti (Genova) e Milena Argento (Milano)info: tdoritalia@email.it

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