venerdì 27 luglio 2007

Bullismo

SCUOLA: ARCIGAY, 10% STUDENTI ASSISTITO EPISODI CONTRO GAY

(ANSA) - ROMA, 26 LUG - Uno studente su due sente pronunciare spesso o continuamente, a scuola, parole offensive come 'finocchio' per indicare maschi omosessuali o percepiti come tali e a oltre il 10% degli studenti capita di vedere spesso o continuamente un ragazzo deriso, offeso o aggredito perche' e' o sembra omosessuale.
Sono alcuni dati che emergono da un'indagine finanziata dall'Unione europea, e condotta nei mesi scorsi da Arcigay su quasi 500 studenti e insegnanti delle scuole superiori. Se il 53,5% del campione ha sentito spesso pronunciare parole offensive nei confronti di omosessuali o presunti tali, un altro 28% le sente usare qualche volta, il 14,6% raramente, e il 3,8% mai. Ma succede anche che dalle parole si passi ai fatti. A piu' del 10% degli studenti capita di vedere spesso o continuamente un ragazzo deriso, offeso o aggredito, a scuola, perche' e' o sembra omosessuale, e raramente qualcuno interviene a difesa della vittima. Non lo fa mai nessuno secondo il 19,2%, raramente per il 29,3%, non sa il 22,7%. I professori inoltre non se ne accorgono. Alla stessa domanda sul frequente verificarsi di episodi di derisione o aggressione risponde infatti positivamente lo 0% degli adulti intervistati, mentre l'83,6% dice di non aver mai assistito a niente di simile. ''I docenti tendono a sottovalutare il fenomeno del bullismo anti-gay - spiega Fabio Sacca', responsabile Giovani di Arcigay - anche perche' molte volte gli episodi si verificano lontano dai loro occhi e dalle loro orecchie, ad esempio durante la ricreazione, nei corridoi, in giardino. Da altre ricerche risulta inoltre che i tentativi di suicidio tra i giovani omosessuali sono il doppio di quelli dei coetanei etero''.



Prof. caccia studente: "Sei un gay"-17enne costretto a lasciare la scuola

GELA (Caltanissetta)

- Ha smesso di andare a scuola, e ha perso l'anno, perché cacciato dal suo insegnante che lo ha "accusato" di essere omosessuale. "Vai a casa e non venire più a scuola perché sei un gay", avrebbe detto il docente dopo aver visto un filmato in cui il giovane alunno bacia un altro studente, costretto a farlo da alcuni compagni di classe. A denunciarlo è stata la stessa vittima, un ragazzo di 17 anni, che in un esposto ai carabinieri di Gela ha raccontato le discriminazioni subite in classe, perché ritenuto omosessuale. Un clima ostile che lo avrebbe indotto a non frequentare più la scuola, col risultato di essere stato bocciato. I soprusi e gli atti di bullismo sarebbero avvenuti nell'Istituto industriale "Emanuele Morselli", dove il ragazzo frequentava il terzo anno di informatica. Dopo averlo ripreso con un videofonino mentre baciava un compagno, gli altri studenti lo avrebbero ricattato, costringendolo a fare quello volevano, con la minaccia di diffondere le immagini. Il giovane sarebbe caduto in depressione e non avrebbe più frequentato la scuola. Questa ricostruzione dei fatti è contenuta nella denuncia che il giovane ha sporto ai carabinieri contro tutta la sua classe e contro alcuni insegnanti.
(Dalla Rpubblica del 26 luglio 2007)

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