martedì 15 maggio 2007

Articolo 3 per il 17 maggio


In diverse nazioni del mondo gli atti omosessuali sono condannati dalla legge come atti criminali, con pene che arrivano anche alla morte, oppure sono oggetto di persecuzione.
Una cultura diffusa ancora oggi anche in Italia spinge a considerare le persone omosessuali e transessuali come perverse o malate, rendendole spesso oggetto di scherno e discriminazione.
A causa di questa cultura omofobica, molte persone con orientamento sessuale diverso dalla maggioranza tendono a nascondersi e spesso rinunciano, per paura di essere scoperti, al diritto di denunciare maltrattamenti, percosse, furti o ricatti.
Sempre a causa di questo clima molti giovani omosessuali non riescono ad accettare la propria diversità, si considerano "sbagliati", in alcuni casi sviluppano problemi psicologici seri fino ad arrivare al suicidio. Lo ricorda il recente dramma di Matteo, giovane sedicenne di Torino.
Il 17 maggio 1990 l’Assemblea generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) eliminava l’omosessualità dalla lista delle malattie mentali intendendo così mettere fine a più di un secolo di omofobia medica, ma di tutto questo non si tiene conto.
Il Parlamento europeo, a seguito della recrudescenza dell’omofobia a livello sociale e politico, ha adottato una risoluzione in cui ribadisce, tra l’altro, l’invito agli Stati membri "a proporre leggi che superino le discriminazioni subite da coppie dello stesso sesso". Nella risoluzione il Parlamento ha inoltre indetto il 17 maggio di ogni anno quale Giornata internazionale contro l’omofobia.
Per ricordare questa data ed il tema dell’omofobia

l’Arcigay della Valle d’Aosta ha organizzato una mostra di fotografie di scritte omofobiche-razziste-fasciste scattate in Valle d'Aosta presso i locali dell’Espace Populaire in Via Mochet 7 ad Aosta dal 17 al 31 maggio e un volantinaggio davanti alle scuole superiori e nelle vie della città di Aosta il 17 maggio.
In particolare in Italia, a seguito della proposta di legge sui DICO la gerarchia della chiesa cattolica sta portando avanti una campagna di discriminazione, accuse gratuite e rifiuto delle diversità.
Tutto ciò alimenta un clima di repulsione, non accettazione e violenza nei confronti della comunità gay, lesbica, transessuale e bisessuale.
L’omofobia diffusa si basa soprattutto sull’ignoranza, sul non conoscere le persone che si disprezzano e su pregiudizi religiosi che alle volte hanno poco a vedere con una fede adulta.
Per confrontarci e parlare serenamente di tutto ciò il circolo Arcigay della Valle d’Aosta "Articolo 3" ha invitato don Franco Barbero, della Comunità cristiana di Base di Pinerolo.
L’incontro "Come la Chiesa cattolica gerarchica alimenta l’omofobia" si terrà il 31 maggio 2007 alle ore 21,00 presso il Salone delle manifestazioni del palazzo regionale di Aosta.

Comitato regionale Arcigay della Valle d’Aosta "Articolo3" Aosta,
Romeo Henriet
Stefania Daniele

1 commento:

  1. perchè l'Amore non è passione fisica. Non solo. Nell'"amore" omo manca il rimando a qualcosa, Qualcuno che di quell'amore faccia sorgente di vita. Non così è per le coppie etero, quelle normali. Per esse avviene il miracolo della trasformazione della passione in vita.

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