giovedì 5 aprile 2007

Un'altra vita spezzata dall'odio omofobico

Torino
Marco si è suicidato. Succede raramente che il suicidio di un giovane gay sia reso pubblico. Di solito i genitori cercano di nascondere una doppia vergogna: il suicidio del loro figlio e il fatto che si sia tolto la vita perché gay. Ma questa madre, sola, con tre figli, di origine filippina, ha denunciato ciò che è accaduto, con coraggio e disperazione. Scherzi e battute a scuola, sottovalutazione degli insegnanti, soliti luoghi comuni della serie "forse avremmo dovuto capire che dietro quella fragilità...". Ma quale fragilità, quì si tratta della solita storia: violenze, insulti, derisioni, senza che alcuno faccia davvero qualcosa. Di chi è colpa?
Sicuramente della martellante campagna d'odio, che nel paese sta passando su tutti i media acura dei cattolici integralisti, delle gerarchie cattoliche, dai politici irresponsabili del centro destra e molti del centro sinistra.
Prendere in giro i gay, affermare che sono malati, che sono deviati, è diventato l'orrendo sport nazionale di una classe dirigente spaventosa, che semina tutti i giorni i disvalori della discriminazione e dell'esclusione. Ci sono responsabilità, è ora di dirlo forte e senza più giri di parole! Quando verrà attuata una vera politica contro il bullismo? Quando verranno formati gli insegnanti? Quando verrà approvato il pacchetto anti violenza e anti discriminatorio che giace in Parlamento! Il silenzio è colpevole e l'inazione ancor di più!!!
(dal blog di Aurelio Mancuso)

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