sabato 14 aprile 2007

Scrivi a Matteo

Ritroviamo le parole
Le parole fanno male: parole di razzismo, parole di omofobia. Parole come "frocio, culattone, ricchione".Queste parole hanno fatto male a Matteo e a tanti altri ragazzi e ragazze. Come possiamo oggi ritrovare le parole giuste dopo il suo gesto?Invitiamo studenti e insegnanti a scrivere una lettera a Matteo. Tutte le lettere saranno raccolte dagli organizzatori e consegnate alla Famiglia di Matteo come segno di solidarietà. Ti invitiamo a pensare in quali situazioni avremmo potuto usare nella scuola un linguaggio diverso. Ti chiediamo di parlare, scrivere, disegnare, consapevoli che solo partendo da noi progetteremo una scuola diversa e solo stando insieme la realizzeremo.
scrivi a: scriviamatteo@gmail.com
Alle pagine: http://www.unionedeglistudenti.it/uploads/downloads/campagne/volantinofronte.jpg
http://www.unionedeglistudenti.it/uploads/downloads/campagne/fronte.jpg
trovi il modello di lettera che puoi stampare e distribuire nella tua scuola.
Le lettere andranno poi raccolte e inviate a"Scrivi a Matteo", c/o Cassero, via Don Minzoni, 18 - 40121 BOLOGNA

"Siamo student* sognatori,non abbiamo scelto di essere diversi, abbiamo scoperto di esserlo. Cambiamo la scuola semplicemente vivendoci, cercando di andare d'accordo con i nostri compagni, stando assieme, parlando, litigandoci a volte e innamorandoci nemmeno troppo di nascosto... Abbiamo deciso di uscire allo scoperto di fronte al gesto di Matteo di Torino, di fronte ai tanti, troppi momenti di violenza cui i muri delle scuole fanno da sfondo. Usciamo perché mentre il mondo sembra sorpreso e indignato, a noi la storia di Matteo, come tante altre storie, sembra normale, fin troppo normale. La politica si divide sulle marce a cui partecipare, ma noi sappiamo che la marcia più difficile è lungo il corridoio della scuola, quando hai un nodo alla gola e vorresti piangere ma davanti a loro non puoi... Ci battiamo per la dignità delle persone. Perché essere alti, bassi, biondi, bruni, cattolici, ebrei, musulmani, immigrati, disabili, omosessuali, transgender, maschio, femmina... non sia più qualcosa di cui vergognarsi.Ritroviamo le parole, perché non potevamo tacere ancora, con i professori, con i media, con la politica. Perché da oggi a scuola tutte e tutti possiamo camminare a testa alta. Per dire no alla violenza dei bulli e al silenzio di alcuni insegnanti. Perchè la scuola vale di più, la scuola siamo noi...
iniziativa promossa da: Arcigay Giovani e Unione degli Studenti
per adesioni scrivi scriviamatteo@gmail.com

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