martedì 13 marzo 2007

In risposta alle affermazione di Bindi su omogenitorialità

La frase della ministra Bindi è inaccettabile.
E' intollerabile sentire dire da um Ministro dello Stato che "è meglio che un bimbo cresca in Africa piuttosto che con due uomini o due donne " quando sappiamo purtroppo che i rischi di mortalità infantile in Africa sono elavati.
Noi padri e madri delle Famiglie Arcobaleno, associazione di genitori gay e lesbiche, rivendichiamao a testa alta e con immenso orgoglio le nostre scelte di genitorialità. Voglio ricordare al ministro che nessuno mai potrà impedire alle donne e nemmeno agli uomini omosessuali di procreare e di mettere al mondo dei figli, perciò ci permettiamo di rispondere al Ministro che non abbiamo bisogno della sua autorizzazione e che i nostri sogni di maternità e di paternità riusciamo a realizzarli anche senza la sua benedizione.
L'alto compito di un ministro della famiglia non è quello di indicare chi ha diritto o no a mettere al mondo dei figli ma è quello di tutelare tutti i figli della Repubblica dall'ingiustizia e dall'offesa. ora l'offesa oggi, noi e i nostri figli, la riceviamo da Lei.
Signora Ministro, La invito a interrogare i nostri figli, i nostri magnifici figli, chieda pure a loro se preferiscono crescere in Africa o in qualunque altro posto piuttosto che con le loro due mamme o i loro due papà! loro, Le assicuro, non hanno nessun dubbio sulla qualità del nostro amore per loro e sulla qualità delle nostre attenzioni.
Un buon genitore, e lei lo sa, come lo sa chiunque si avvicina a noi con una sana curiosità, non si musura al metro del proprio orientamento sessuale. Lo dicono più di mille studi fatti attraverso il mondo, studi richiesti dai governi o dalle università di nazioni come il Canada, la Francia, la Szizzera, la Germania, il Belgio, il Danimarca, gli Stati Uniti... Ma si sa: è molto meglio vivere in Africa che in questi paesi arretrati. Con grande rispetto per l'Africa e i suoi abitanti.

La Delfa Giuseppina
Presidente Famiglie Arcobaleno (genitori omosessuali)

Nella foto col micorofono Giuseppina La Delfa, a sinistra Delia Vaccarello, a destra Cappato, alla manifestazione del 10 marzo a Roma

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