lunedì 6 novembre 2006

Brescia, nazi devastano casa di una lesbica

di Paola Bonatelli, Il Manifesto

Brescia - La notizia dell'ennesimo episodio di violenza omofoba arriva da Mazzano, paese di 10 mila anime a pochi chilometri da Brescia, e porta l'inquietante firma della svastica. Disegnata al rovescio sull'interno della porta della casa di D.G., 27 anni, bresciana di famiglia bene, una "morosa" che la raggiunge nei fine-settimana e condivide la scelta di vivere fuori città in una casa col giardino "per i cani e i gatti". I cani, due bastardini, non hanno purtroppo impedito agli ignoti malintenzionati di devastare l'appartamento, buttando tutto all'aria e lasciando tracce organiche - urina, sperma e sangue, attualmente sotto i microscopi del Ris di Parma - sulle lenzuola: "Sono tornata dal cinema verso mezzanotte - racconta la ragazza - e ho capito subito che era successo qualcosa perché i cani, che avevo lasciato in casa, erano in garage. La porta-finestra della cucina era sfondata e dentro c'era un macello, i cassetti rovesciati, una scia di assorbenti aperti in bagno, la biancheria intima sparita, e poi quella svastica sulla porta, con una grande X fatta col pennarello indelebile a coprire l'adesivo "Gay a bordo". E sempre col pennarello qualcuno tre giorni fa ha disegnato un'altra svastica, stavolta diritta, sulla mia macchina parcheggiata fuori dal supermercato". Se D.G. non si capacita di quanto le sta accadendo, "non ho mai ricevuto minacce e non sono particolarmente visibile", tanto da perdere il sonno, "in dieci giorni ho dormito otto ore", e gli investigatori brancolano nel buio, la vicenda ha assunto in pochi giorni precisi contorni politici. Innanzitutto perché D.G. ha deciso di non stare zitta, "ho taciuto per dieci anni, da quando me ne sono andata dalla casa di famiglia, e adesso voglio parlare", e ha denunciato anche il comportamento dei carabinieri di Mazzano "che ci hanno trattato senza rispetto, sottovalutando quanto ci stava accadendo e hanno tentato di incolpare i rom. Ma quando mai i rom disegnano svastiche e rubano la biancheria?". Poi perché s'è immediatamente mobilitato il mondo dell'associazionismo gay e non solo - da Pianeta Viola e Orlando-Arcigay di Brescia, ai gruppi milanesi e veronesi - e il prefetto in persona è intervenuto lanciando un duro monito alla città e alle forze dell'ordine, invitate ad "andare a fondo". Infine perché il silenzio del sindaco di Mazzano, Luigi Elisetti (lista civica di centrosinistra) stava diventando assordante: "In realtà pare che non ne sapessero nulla - dice Arturo Squassina, consigliere regionale dei Ds, da subito a fianco delle ragazze - ho chiamato io l'assessora ai servizi sociali di Mazzano, che è andata a trovarle a casa, una cosa importante in un piccolo paese dove si conoscono tutti". Così in parlamento sono approdate due interrogazioni indirizzate al ministro dell'Interno Giuliano Amato. Una a firma dei diessini Franco Grillini, Franco Tolotti e Pierangelo Ferrari, l'altra di Titti De Simone, Maurizio Zipponi e Vladimir Luxuria (Prc).

Nessun commento:

Posta un commento