venerdì 22 settembre 2006

Zucchero: "A scuola mi prendevano in giro come gay"

da "ADNKRONOS" di oggi

Incalzato dalla sua agente Marina, presente all'intervista di "Donna Moderna", che lo rimprovera di tradire ma di non accettare di essere tradito, Zucchero si è corretto ed ha aggiunto: "Allora ti dico di si, che lo accetto. Anzi, sapere che la mia donna piace ad un altro m'ingazzurrisce, mi rende orgoglioso".

Su Donna Moderna Zucchero parla anche della sua infanzia e racconta un episodio che ho la segnato moltissimo: "Tutto è iniziato a 11 anni: mi ero trasferito da Roncocesi, il paese dove sono nato e dove c'erano i miei amici, a Forte dei Marmi. Qui tutti cercavano di sembrare ricchi, anche se non lo erano. Nella mia famiglia, invece, non avevamo neanche i soldi per la legna. E per molto tempo il mio compito è stato quello di andare ogni sera a raccattare le cassette che i fruttivendoli e i salumieri buttavano via, spezzarle e metterle nel fuoco. Come se non bastasse... Come se non bastasse, ero così educato, gentile e timido, che i bastardini della mia classe mi prendevano in giro dicendo che ero omosessuale. E la voce si era sparsa per tutta la scuola. La situazione era pesantissima. I ragazzi più grandi mi avevano puntato. Addirittura, durante una festa, due di loro mi hanno legato al letto e mi volevano violentare. Sono riuscito a scappare ma è stato uno choc».

Dopo, per evitare che succedesse ancora scrisse una lettera imitando la grafia del padre: "Li ho minacciati - ha concluso Zucchero - se avessero continuato, avrei avvertito i loro genitori e la polizia".


Il problema del machismo e del bullismo delle scuole nei confronti di gay o presunti gay è ancora oggi presente perchè, tranne in qualche caso, mai affrontato seriamente da docenti ed istituzioni. Come associazione abbiamo intenzione di muoverci decisamente e di affrontare la situazione. Già abbiamo preso contatti con molte persone e, a breve, pubblicheremo i resoconti di questi incontri e delle nostre idee ed iniziative.

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