sabato 2 settembre 2006

"Ti violentiamo perché sei lesbica"

Violentata in pineta a Viareggio, Paola denuncia: «È uno stupro di odio, avevano il preservativo» di Delia Vaccarello (Unità, 2 settembre)

«MI SONO SENTITA afferrare da dietro. Mi ero appena accucciata per fare la pipì. Al locale la fila era lunghissima, così avevo deciso di andare in pineta. Una mano mi ha tappato la bocca. Uno degli aggressori ha iniziato a violentarmi. Ho sentito la sua voce ferir- mi l'orecchio: stai zitta che adesso tocca a te, brutta lesbica. Poi lui ha allentato la presa sulle mie labbra e ho gridato. Lo strazio della mia voce mi ha scossa. Non era un incubo. Ma la realtà. Le amiche, non lontane da me, mi hanno risposto. I due sono fuggiti su un motorino». È accaduto a Marina di Torre del Lago, il 18 agosto, alle due di notte. Gli aggressori erano appostati. Da otto anni un tratto di lungomare della Versilia è meta di gay, lesbiche e trans, che si incontrano nei locali. Li spinge un'atmosfera di accoglienza che fa dire: «Questo è un posto per noi». Anche per Paola lo era. Non sapeva, Paola, che quindici giorni prima, come scrivono De Simone, Grillini e Luxuria in un'interrogazione parlamentare a Giuliano Amato, c'era stato un tentativo di violenza. Andato a vuoto, per fortuna. A Paola sarebbe bastato un cartello di avviso. Quello stesso che dal 19 agosto in poi campeggia in prossimità dei grandi alberi: «Attenzione la pineta può essere pericolosa». Dalla stessa data un passaparola corre tra i frequentatori, ironico: «Di' a cappuccetto rosso di non andare da sola nel bosco». Fino alla sera del 18, Paola aveva la fiducia che avevano tutti. «I due erano giovani, vestiti di chiaro, con la parlata inequivocabile di Viareggio. Quello che mi ha violentato aveva il preservativo». Violenza premeditata, dunque. Bastava appostarsi, prima o poi una lesbica sarebbe arrivata. Il condom, secondo le forze dell'ordine, serviva proprio ad eludere ogni possibilità di identificazione. Paola, 35 anni, figlia di un ex carabiniere, assistente socio sanitaria, ha sporto denuncia. Subito. Dopo la violenza, per i paradossi della paura, si è inoltrata ancora di più nella pineta, credendo di uscirne. Il buttafuori del locale, intanto, sentiva un motorino allontanarsi. Poi è stata raggiunta dalla amiche. È rincasata. La testa e il corpo offesi. L'indomani il ginecologo ha accertato la violenza. I carabinieri, intanto, consigliavano di tacere per un po', ipotizzando che il silenzio avrebbe indotto i due a vantarsi in giro della «bravata». Di certo così avrebbero definito questo autentico «reato di odio». Finché ieri Paola ha rotto il silenzio. «Durante la stagione estiva la sezione locale di Forza Nuova ha dato vita a una campagna di odio omofobico», ha denunciato Titti De Simone chiedendo con l'interrogazione un monitoraggio ad hoc dei reati omofobici, nonché la loro inclusione tra i crimini dettati da motivi razziali, etnici, religiosi. «Abbiamo denunciato le violenze dell'estrema destra ma senza ottenere risposta» ha detto Alessia Petraglia, consigliere regionale Ds. In giugno un cuoco dei locali omosex è stato picchiato da un ragazzo pisano. Aveva atteso la chiusura del locale, in compagnia di alcuni amici. Uno di loro aveva come suoneria del cellulare «faccetta nera». Occorrono tutele. «A Londra dinanzi ai punti di ritrovo gay la camionetta della polizia esibisce la bandiera rainbow in segno di solidarietà», ha sottolineato Alessio De Giorgi, promotore delle iniziative di Torre del Lago. Paola denunciando la violenza ha scelto la prima tutela, quella del coraggio


La denuncia di una trentenne nella sede di ArcigayA Torre del Lago
molti episodi di intolleranza
Stupro nella pineta di ViareggioVIAREGGIO - "Violentata perché gay
".

Paola ha 30 anni ed è stata stuprata tre giorni dopo Ferragosto. Due uomini giovani, alti, probabilmente viareggini, l' hanno aspettata nella pineta della Marina di Torre del Lago, poco lontano da Viareggio, alle spalle di un noto locale gay e l' hanno violentata."Ero andata a ballare e verso le due dovevo andare in bagno - racconta Paola -. Ma alle toilettes c' era la fila così ho deciso di andare in pineta e mi sono fatta accompagnare da alcune mie amiche. Loro si sono fermate lontano e io mi sono messa dietro a un cespuglio". E' stata afferrata alle spalle, la bocca chiusa da una mano: "Stai zitta che adesso tocca a te brutta lesbica". Ed è stata stuprata.Paola è andata all'ospedale, ha aspettato due ore poi ha deciso di tornare a casa. Ha chiamato il suo ginecologo, che ha certificato la violenza. I due avevano il condom, è stato quindi un crimine programmato.Torre del Lago, meta internazionale del turismo gay, è stato negli ultimi tempi teatro di episodi di intolleranza e violenza. Una settimana prima, proprio a Torre del Lago, una ragazza è stata aggredita nello stesso modo, ma è riuscita a scappare. Ha fatto denuncia anche lei. E prima di lei, le botte a un cuoco gay, le rapine alle coppie omosex, le violenze ai transessuali. "La campagna d' odio - aggiunge Alessio De Giorgi, di Arcigay toscana - è stata avviata da tempo dalla destra estrema".Dal giorno dello stupro di Paola, davanti al locale cult degli omosessuali, a pochi metri dal luogo dove si è consumata la violenza, un cartello ammonisce i ragazzi "E' pericoloso andare in pineta".(1 settembre 2006)
http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/cronaca/gay-violentata-versilia/gay-violentata-versilia/gay-violentata-versilia.html


dal corriere della sera http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/09_Settembre/01/versilia.shtml Interpellanza di tre parlamentari al ministro: troppi atti di violenza contro i gay, prevedere leggi speciali per tutelarli dall'odio

TORRE DEL LAGO (Lucca) - Una giovane omosessuale versiliese ha denunciato ai carabinieri, la settimana scorsa, di esser stata violentata a Marina di Torre del Lago (Lucca). Secondo quanto appreso, la ragazza ha raccontato ai militari che l' aggressione è stata portata a termine da due ragazzi italiani, probabilmente viareggini. Gli inquirenti non escludono un caso di omofobia visto che, da quanto denunciato, si sarebbe trattato di un vero e proprio «agguato» vicino ad un locale frequentato dai gay. L'INTERPELLANZA - Della vicenda hanno deciso di occuparsi anche i deputati del Prc Vladimi Luxuria e Titti De Simone e quello diessino Franco Grillini, quest'ultimo presidente onorario dell'arcigay. I tre deputati hanno presentato una interrogazione parlamentare al ministro degli Interni, Giuliano Amato, sui ripetuti atti di omofobia avvenuti a Torre del Lago. Negli ultimi tempi infatti nella cittadina toscana sono stati segnalati i casi di un cuoco picchiato a sangue, la tentata violenza carnale e lo stupro ai danni di due omosessuali, le ripetute campagne del movimento di estrema destra Forza Nuova contro la locale comunità gay. I parlamentari ricordano come nei paesi europei e negli Usa «le polizie hanno sviluppato iniziative e sezioni dedicate, volte a prevenire l' omofobia e in genere i 'delitti d' odio». LEGGI CONTRO L'ODIO - I deputati chiedono quali siano le iniziative che il ministro intenda assumere per evitare che i crimini dettati dall'odio omofobico vengano perpetrati, e se si intenda avviare uno specifico monitoraggio dei crimini d'odio come avviene in molti paesi esteri, se si intendano assumere iniziative anche sperimentali sul modelli di altre polizie europee e se il ministro non intenda farsi promotore di una modifica legislativa che estende anche ai crimini omofobici le tutele previste dalla legge Mancino che riguarda i crimini dettati da motivi razziali, etnici, religiosi e nazionalistici.
01 settembre 2006

Nessun commento:

Posta un commento