domenica 3 settembre 2006

Sullo stupro a Torre del Lago riportiamo comunicato della LAI (Lesbiche Antifasciste Italiane)

Lo stupro perpetrato in questi giorni a Torre del Lago è un delitto"politico" contro una donna lesbica e a rendere più intollerabile l'evento,di per sé doloroso, è il fatto che per crimini di tale natura non esistonoancora in Italia quelle tutele specifiche, che sono già presenti in altristati.Come spesso in passato, i giornali hanno catalogato l'episodio nellacronaca, evidenziando soprattutto che i violentatori sono "italiani". Ohguarda che stranezza, non sono stati dei fondamentalisti islamici! E com'èpossibile che accadano "certe cose" in un Paese cattolico e bianco ecapitalista, magari ad opera di bianchi e capitalisti, convinti anche diessere buoni cattolici?
Ancora una volta sulla stampa si è parlato principalmente della circostanzache Paola, lesbica, è stata stuprata in una zona appartata dove si erarecata di sua volontà...come a dire che in fondo se l'è cercatae che esistevano motivi spiegabili - il lesbismo e la pretesa di girare dasola - perché qualcuno "liberamente" ne abusasse.In questo stupro di matrice politica la violenza è doppia: contro un corpodi donna, contro un corpo di lesbica. E l'oggetto della violenza ha tantinomi. Oggi si chiama Paola, a Torre del Lago; ma si chiamava con un altronome altrove, oppure non ha potuto neanche nominarsi, come in tanti casi nondenunciati per la paura dettata dall'intimidazione.E' necessario dire chiaro e forte che si è trattato d'una violenza fascista,d'uno stupro di massa alimentato dall'ideologia patriarcale, religiosa olaica che sia. Lo stupro di Paola è l'ennesimo episodio della continua,ripetuta aggressione nei confronti di lesbiche, gay e transessuali epurtroppo non sarà neanche l'ultimo, perché l'estrema destra in Italia daanni sta alimentando odio e violenza verso chi - a parer suo - reca dannoalla triade Dio-Patria-Famiglia. Questa brutale campagna d'opinione vaavanti da anni, acquistando un carattere sempre più dilagante e devastante,dati anche i tentativi - espliciti o striscianti - di sminuire la gravitàdegli attacchi che "i bravi ragazzi", rappresentanti delle "sane famiglie",impunemente portano avanti.Dobbiamo cambiare rotta. Lo stupro, soprattutto uno stupro di questo tipo,è uno stupro che non si esaurisce fra vittima e carnefice, ma si estendealla comunità di cui il soggetto violentato fa parte. Colpire una donnalesbica, un gay, un trans, oltre ad essere un crimine odioso contro lapersona che ne è vittima, tende a colpire al cuore la sua, la nostracomunità d'appartenenza.E' necessaria una forte battaglia culturale e anche un'azione legislativaspecifica, per fermare non solo gli esecutori dei crimini, ma anche tutticoloro - siano essi opinionisti, politici, medici, religiosi d'ogniestrazione - che, sostenendo il disprezzo e l'odio verso gay,transessuali e lesbiche, o verso quelle altre donne eterosessuali checomunque vivono liberamente la loro sessualità, alimentano il retroterraculturale in cui maturano delitti come questo.Dobbiamo lottare con fermezza perché sia varata una legge contro lediscriminazioni d'ogni portata, nei confronti di tutte le persone che vivonoliberamente la propria sessualità e la propria identità di genere; dovremoaltresì vigilare sull'applicazione di questa legge e garantire che venganosvolte campagne per farla conoscere; ma dovrà cambiare anche l'atteggiamentodel "movimento lgbt" verso la discriminazione rivolta ai "diversi", devecambiare a partire da adesso.Bisogna saper mettere in campo una mobilitazione tempestiva, per far capireche la persona oggetto di violenza NON E' sola. Fascisti ed estremisti didestra in genere contano proprio sulle divisioni esistenti all'interno delmovimento, per portare avanti il loro progetto reazionario con l'avallodelle chiese, della famiglia e di tutte quelle istituzioni la cui esistenzasi fonda sulla sottomissione delle donne e dei "diversi".Basta. Va fatta giustizia nei confronti di chi abbatte il suo odio cieco suideboli e "diversi", testimoni che, col loro semplice "esistere", sono igermi vitali di un modo altro e possibile d'interpretare il mondo. I delitticausati da odio fobico verso gruppi differenti dal proprio si assomiglianotutti, quale che sia la specificità del gruppo. L'inclusione dei criminicompiuti a danno degli appartenenti alla comunità lgbt tra quellideterminati da differenze razziali, etniche, religiose e nazionalistiche,per i quali la legge Mancino prevede specifiche tutele, è dunque il minimoche si possa oggi pretendere da una società civile europea.Ribadiamo: dello stupro di Torre del Lago subito da Paola, una lesbicatrentenne, sono responsabili tutti. Tutti quelli che in questi mesi hannodesignato i gay tramite il termine di "culattoni", tutti quelli che vogliono"curare" coloro che suppongono e definiscono come "malati", o "pervertiti",o "froci", ma sono responsabili anche quelli che associano la parola gay apedofilo. Sono s i n g o l a r m e n t e responsabili tutti coloro che nonvogliono garantire alla comunità lgbt i diritti, che non vogliono tutelare isuoi componenti sul lavoro e nella vita, disattendendo consapevolmente lospecifico invito della Comunità Europea, a varare leggi di tutela dallediscriminazioni in base all'orientamento sessuale.Lo stupro di Torre del Lago pesi sulle loro coscienze, perché questo atto èla quasi-diretta conseguenza delle tante vessazioni, piccole e grandi,fatte subire alla comunità glbt quotidianamente e molto spesso coperte dasilenzio; è la conseguenza quasi-diretta di discriminazioni che generano lapaura; è il risultato delle tante parole d'odio dette e sentite in tv, lettesui giornali o udite nei comizi, sbandierate con estrema arroganza daivecchi e dai nuovi fascisti.A Paola giunga la nostra voce, la nostra solidarietà di donne, di lesbichepronte a scendere in piazza per lei e per le altre, per quelle tante che,diversamente da lei, non trovano il coraggio di pervenire, con la stessa suaforza, alla denuncia.

1 commento:

  1. Stupendo il modo con cui hai trattato l'argomento.
    Un grande abbraccio Gigi

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