venerdì 4 agosto 2006

Non vogliamo il papa dei pedofili

Ratzinger se ne è andato.
Sì è goduto le ferie gentilmente offerte dai valdostani, si è ritemprato, ha ammirato le bellezze delle nostre montagne, ha bloccato le nostre strade per muoversi, cecchini hanno infestato i boschi delle nostre valli per la sua sicurezza, ecc ecc.

Ci hanno detto che noi tutti siamo contenti e che lo rivogliamo nostro ospite e lo aspettiamo a braccia aperte.
Non è per nulla vero.

Come è diverso questo papa da Giovanni Paolo.

Abbiamo già parlato della nostra ferma opposizione all'isterica omofobia di Ratzinger. Oggi vorremmo fissare l'attenzione su un altro problema, discusso in Italia solo dai Radicali: le accuse contro di lui sulla copertura di pedofili.

In questi giorni a Roma è scomparso nel nulla il prete pedofilo Joseph Henn, estradato dal nostro paese, e datosi alla macchia.

E' solo l'ennesimo caso: d'altronde cosa aspettarsi dal vaticano che protegge i propri pedofili porporati? Tutti i giorni negli Stati Uniti spunta un nuovo caso. E' proprio così sconveniente difendere le vittime offese? Meglio nascondere i casi e mettere tutto a tacere. Sopire e mediare.

Cosa c'entra Ratzinger nello schifo dei pedofili americani?
L'umile vignaiolo ha scritto una bella Istruzione in cui "consigliava" tutti i preti all'omertà. I seminaristi violentati dai loro superiori dovevano tacere per non essere scomunicati o per non subire minacce e pressioni.
I sacerdoti che sapevano idem.

Un comportamento da vero cristiano!

La giustizia americana, però, vuole vederci chiaro e riesce a condannare molti colpevoli. La chiesa in america è sull'orlo della bancarotta.

Tra i tanti viene chiamato in giudizio Ratzinger per rendere conto della sua condotta, come viene riportato nell'articolo tratto dal New York Times del 23 dicembre 2005:

Southwest: Texas: Pope Dismissed From Case
Published: December 23, 2005

A federal judge dismissed Pope Benedict XVI from a civil suit accusing him of conspiracy to cover up the sexual abuse of minors by a seminarian, ruling that he has immunity as a head of state. The judge, Lee Rosenthal of Federal District Court, cited a motion filed by the Justice Department in which the government said allowing the lawsuit to proceed would be ''incompatible with the United States' foreign policy interests.'' Joseph Ratzinger -- Pope Benedict's former name -- is named as a defendant in the suit, accused of conspiring with the Archdiocese of Galveston-Houston and some of its officials to cover up abuse in the 1990's.


http://query.nytimes.com/gst/
fullpage.html?res=9901E4DD1530F930A15751C1A9639C8B63

In quanto "Capo di Stato in carica", l'attuale Papa Benedetto XVI, ha avanzato richiesta formale d'immunità al Presidente degli Stati Uniti.

La vicenda è ricostruita anche dal Corriere della Sera:

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Esteri/
2005/09_Settembre/20/papa.shtml

Chiaro, no? Prima ha intimidito le vittime degli stupri, chi sapeva e avrebbe voluto parlare. Poi, chiamato a renderne conto, si salva appellandosi all'immunità diplomatica.

I veri cattolici dovrebbero meditarci su.

E noi che gente siamo? Da una parte il senatore Rollandin si è battuto giustamente in parlamento per inasprire le pene contro i pedofili; dall'altra invitiamo e ospitiamo, a nostre spese, chi li nasconde.

da Repubblica.it

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