domenica 13 agosto 2006

Atti vandalici contro l'Espace Populaire!!!

Un raid vandalico, definito da Piero Valleise, segretario regionale di Rifondazione comunista, "di stampo fascistello", è stato compiuto la notte scorsa contro l'Espace Populaire di Aosta. Sul fatto indaga la Digos aostana.
Secondo quanto è stato riferito da Valleise, i vandali hanno scritto sui muri esterni del locale: "10, 100, 1000 piazza Alimandi" (dove è morto Carlo Giuliani nl corso del G8 di Genova. Inoltre sono state disegnate numerose svastiche e altre scritte "dal tenore nazifascista". Per Piero Valleise si tratta di "una vile provocazione contro una iniziativa culturale unica in Valle d'Aosta".

I vandali hanno rotto e rovesciato le fioriere e hanno gettato le sedie nella sottostante ferrovia. "Il fatto - ha concluso Valleise - offende tutte le persone democrariche e quante nell'Espace hanno trovato un luogo di aggregazione e di socializzazione culturale e ricreativa e non saranno certo questi episodi ad intimorirci"
"Un episodio odioso, segno di violenza squadrista e di stupidità". Così Luciano Caveri, presidente della Regione nonché Prefetto della Valle d'Aosta, ha definito il raid vandalico compiuto all'Espace Populaire. "A fine mese - ha aggiunto Caveri - ne parleremo con le Forze dell'ordine nella riunione del Comitato ordine e sicurezza pubblica".

Consideriamo l’atto di vandalismo perpetrato ai danni dell’Espace Populaire, che tra le varie associazioni ospita anche la nostra, un odioso quanto inaccettabile episodio di natura fascista che non va assolutamente sottovalutato.
Se si considera la cornice nazionale sono numerose le azioni violente della stessa matrice commesse in Italia nel periodo recente.
Auspichiamo pertanto che le indagini atte ad individuare i responsabili dell’aggressione vengano svolte con determinazione.
Siamo altresì convinti che per prevenire il diffondersi di fenomeni teppistici e per togliere ossigeno ai gruppi neofascisti e neonazisti sia importante implementare le politiche di inclusione sociale nonché rafforzare la giustizia sociale e investire sulla conservazione e diffusione della memoria storica in particolare tra i giovani.

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