martedì 11 luglio 2006

Vince l'Italia del pallone, può vincere l'Italia delle libertà

Quali spunti si possono trarre dalla vittoria della nazionale a Berlimo per il movimento LGBT italiano?

di Aurelio Mancuso

E' indubbio, che la vittoria azzurra al mondiale di calcio contiene alcuni spunti di riflessione che si possono estendere all'attuale fase politica e sociale del nostro paese.
Quei giocatori, di cui le squadre di club sono invischiate in uno scandalo che appare a molti solo la punta di iceberg ben più vasto, hanno saputo reagire allo sconfittismo serpeggiante con un orgoglio di squadra, che grazie anche alla fortuna, gli ha portati al successo.
Tutto ciò non cancella gli scandali, e le sentenze che verranno, ma sottolinea il fatto che la forza di volontà espressa ha saputo trascinare tutti, ad iniziare da un iniziale scetticismo dei mass media e dell'opinione pubblica.
Come sempre, questa Italia, divisa in aree politiche e sociali a volte artificiose, che sembrerebbe attraversata da un millenario distacco per il sentimento patrio, si scopre popolo, abbandona il solito lamentio tipico del Belpaese, e tira fuori del cappello la tenacia del gruppo, la commozione per il tricolore, la sentimentalità per l'inno nazionale.
Questo coacervo di pulsioni popolari era ben palpabile per le strade dei grandi e piccoli centri italiani, senza bisogno di calcare la mano sulla retorica e la demagogia di maniera.
Insomma, il risultato era all'inizio impensabile, a metà del percorso nei nostri sogni, alla fine una realtà. Questo ottimismo, anche un po' furbesco e machiavellico del popolo italico del calcio, è risultato decisivo anche negli umori dei protagonisti in campo, che hanno condito i loro dubbi, le paure personali per il futuro, il dovere di reagire, insieme, facendosi forza e puntando tutto non sulle proprie capacità individuali, ma sull'effetto dirompente dell'aggregazione.

Ebbene quale migliore lezione per il movimento lgbt? Soprattutto fra i tanti e le tante, che magari in modo snobistico ed elitario si saranno sentiti non partecipi di questa avventura, si sarà coltivato il solito atteggiamento di indifferenza per le sorti di una squadra di miliardari, che solo il popolino, strumentalizzato dalle tv e dai potentati economici può ingenuamente sostenere.
Personalmente ritengo che la vittoria dell'Italia, vada ben oltre il significato calcistico, che in qualche modo sia un involontario (e fortunoso) sigillo ad una stagione di consultazioni elettorali e scandali, in cui il tentativo preciso era quello di rendere questo Paese più diviso, più lasciato a se stesso, più socialmente ingiusto, per lasciare libere mani ai pochi potenti, cui si volevano regalare patenti di immunità e legislazioni compiacenti.
E' una Italia che oggettivamente esce diversa, che festeggerà ancora per qualche giorno e, poi forse dimenticherà questo mondiale, se non alle ricorrenze, ma che ha riscoperto un valore (che in alcuni pochi casi della nostra storia ci ha regalato un popolo orgoglioso di se): la possibilità di potercela fare, anche a dispetto della mala sorte e delle oggettive fragilità. Credo che il movimento lgbt, almeno quello che sempre più prova fastidio per le liti da cortile, per le posizioni massimaliste ed inconcludenti, per l'enorme spreco di energie ed intelligenze che si consumano per contrastare all'interno oggettive egemonie, possa trarre più coraggio, per perseguire quella vocazione popolare, che ancora non è emersa in modo decisivo. Essere in sintonia con il Paese dove si vive, (e quindi con i milioni di cittadini lgbt anche non impegnati nel movimento) significa saper cogliere tutti i lati negativi, le contraddizioni, le fatiche, ma anche e soprattutto le potenzialità e le positive occasioni. Invece che perdere tempo nel tentare di convocare inadeguati e traballanti Stati Generali del movimento lgbt, in contrapposizione alla grande rete territoriale e politica gay e lesbica, sarebbe più produttivo comprendere perché ci manda quel passo decisivo per la vittoria. Tutte le ricerche dimostrano che le nostre idee sono accolte positivamente dalla gran parte dell'opinione pubblica, ma siamo vissuti e vissute, ancora estranei dal corpo sociale del Paese, in altre parole, ci manca quella popolarità (intesa come vicinanza di sentimento), che sgretolerebbe il muro odioso della politica e delle gerarchie cattoliche. Se siamo consapevoli di questo, possiamo vincere! Possiamo coordinarci fra noi e spingere sul versante culturale e sociale con decisione e solidarietà. A chi ritiene di dover invece organizzare le truppe per andare ad uno scontro interno, assicuriamogli la nostra assenza, così che possa trovarsi nel campo di battaglia da solo a contare le proprie legioni. Noi saremo da un'altra parte, a sventolare, quando finalmente verrà l'ora, insieme ai tricolori le bandiere arcobaleno.

10 commenti:

  1. BUFFON SEI UN IDIOTA!

    ieri durante i festeggiamenti quel cretino di Buffon ne ha combinata un'altra delle sue. Il portiere reo di scommesse illegali, di aver falsificato un diploma, del "boia chi molla", del del numero 88 �ma non lo sapevo che significa pure Sieg Heil, il saluto nazista�, dimostra ancora una volta la sua intelligenza sottosviluppata.
    Ieri, durante la bellissima festa al Circo Massimo a Roma, ha preso uno striscione "Fieri di essere italiani. Fidene presente� (Fidene � un quartiere romano, ndr). Annesso tricolore e, sotto all�angolo, una croce celtica. Lo sventola, poi lo annoda a una balaustra. � l�unico orpello aggiunto, visibilissimo. Poi di nuovo se lo prende da parte e lo agita. Ci sono voluti 5 minuti buoni prima che qualcuno la facesse sparire.
    Buffon sar� pure un buon portiere ma � veramente un idiota indegno di rappresentare l'Italia.
    VATTENE!!!

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  2. BUFFON c'est un BUFFON! So' ragazzi, che si hanno imparato a stoppare la palla al volo mentre tu andavi a sckuola!!!! Sarebbe ora di finirla di voler trasformare i BUFFON in politici. Quelli sono CALCIATORI e come calciatori ci rappresentano, in campo, non prima, non dopo, non sugli spalti!!!! Ma se c'era gente con amici che festeggiava e si ritrovava il tettuccio dell'auto di pap� imbarcato!!! Ed il pirla (scusa il francesismo) via andare tutto felice.... Mi aspettavo una pi� INTELLIGENTE INDULGENZA da parte tua, non tutti sono ricchi allo stesso modo, esistono pure i poveri di spirito... esiste pure chi � razzista allo stadio perch� da qualche parte deve pur esserlo. Anch'io sono razzista, che ti credi? Lo so e cerco di non esserlo, ma lo sono, eccome se lo sono!!! Visceralmente a pelle lo sono!!!

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  3. Poi che vuol dire non sentirsi rappresentati da un razzista? Allora Buffon pu� replicare che non si sente rappresentato da un gay, o da un nero.... Rileggiti, tu PRETENDI DI MANDARE VIA DALLA NAZIONALE uno solo perch� E' DIVERSO DA TE!!!! Solo perch� NON LA PENSA COME TE. MA E' COME GIOCA E L'ANIMA CHE CI METTE A GIOCARE che conta, NON LE SUE IDEE POLITICHE, sia pure ABERRANTI.
    In fondo a chiedere che BUFFON se ne vada TU LA PENSI ESATTAMENTE COME LUI!!!!

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  4. Poi, PERCHE' ESISTE L'ARCIGAY? L'arcigay esiste proprio perche' l'ITALIA E' FATTA ANCHE DI BUFFON eccetera. IN FONDO BUFFON INCARNA LA RAGION D'ESSERE DELL'ARCIGAY, esattamente come I GUERRAFONDAI INCARNANO la RAGION D'ESSERE, DI ESISTERE di EMERGENCY. Quindi � proprio perch� sai che quest'Italia sciatta e cialtrona esiste che BUFFON la rappresenta DEGNAMENTE. I BUFFON sono solo delle SPIE di come siamo, e non � una soluzione RINCHIUDERLI, anzi, � GIUSTO CHE IL MONDO SAPPIA come SIAMO INDIETRO!!! Mettila cos�: BUFFON rappresenta il TANTO LAVORO ANCORA DA FARE!

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  5. E ti propngo ORA UN'ALTRA CHIAVE DI LETTURA: BUFFON NON E' RAZZISTA ma con quegli atteggiamenti dice: IO VENGO DALLE PERIFERIE DISAGIATE, io COOSCO QUESTE PERIFERIE DISAGIATE e parlo a QUESTE PERSONE con I LORO SIMBOLI, sto dicendo all'ITALIA a costo di passare per razzista: IO NON SONO RAZZISTA ma esiste UN'ITALIA COATTA IGNORANTE RAZZISTA l� fuori!!!! SINISTRA BENPENSANTE BACCHETTONA SVEGLIA. IPOCRITI che condannate il MIO RAZZISMO ma poi URLATE NEGRO DI MERDA tra gli anonimi nelle partite, sveglia! IO non ho mai, e dico mai, visto una partita in compagnia di 10,20 persone e pi� SENZA SENTIRE SLOGAN RAZZISTI: mai, e da gente IRREPRENSIBILE, che SO NON ESSERE RAZZISTA, da figli di meridionali ho sentito urlare TERRONI TERRONI alla squadra avversaria... che veniva da CASERTA (contro il MILANO), ed a BASKET, non a CALCIO!!!!

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  6. Perch� non basta condannare il razzismo di chi � lasciato a vivere nella povert� delle periferie a farsi la guerra tra poveri. Comodo abitare ai Parioli ed essere di sinistra e tolleranti con tutti, e lasciare i problemi agli altri che poi sono pure razzisti e lo diventano perch� la sinistra se ne frega, sostanzialmente: SIAM TUTTI FINOCCHI COL CULO DEGLI ALTRI!!! Tanto il campo nomadi mica � sotto casa mia!!! Gli albanesi senza lavoro che si arrabattano come possono ce li hanno gli altri nel loro quartiere, non io nel mio. Ed il razzista � BUFFON che DA' UNA VOCE A QUESTO DISAGIO COATTO, NON I RADICAL-CHIC tipo MELANDRI, o GIANNI MORETTI (Anche se lui � molto AUTOIRONICO). Non so, insomma, non so... pensateci.

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  7. Esiste una variante della legge di Murphy che dice: NON SEGNALARE UN PROBLEMA, DARANNO LA COLPA A TE! Ecco, credo che tu abbia dato la colpa a BUFFON che segnala che esistono anche i coatti di periferia e d� loro quella voce che gli altri loro non danno. In fondo spesso sono persone che NON HANNO ALTRO NELLA VITA CHE LA FIEREZZA DI ESSERE ITALIANI. Capita cos� anche a CERTI ALPINI chez nous. Persone poco stimate che l� IN CASERMA SI RISCATTANO. E' una brodaglia pericolosa ma ancor pi� pericoloso fingere ch'essa non esiste e non darle mai un riconoscimento, comprimendo comprimendo come una pentola a pressione. Cos'ha poi detto BUFFON? FIDENE PRESENTE, COME TUTTI GLI ALTRI, CONTRO IL RAZZISMO DEGLI ANTIRAZZISTI!!! Ciao, stammi bene e non bere sempre quello che ti fa bere la stampa, guarda le cose anche da altre prospettive ;-)

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  8. Nel tuo ragionamento dici cose condivisibili e altre meno.
    Io non sono cattolico e non ho il senso del perdono; se vedo la pagliuzza nell'occhio dell'altro urlo e non me ne frega nulla delle mie travi. Buffon ha sbagliato pi� volte: alla prima si pu� scusare, alla seconda passare sopra. La terza basta. Non credo che si voglia far portavoce di nulla: lui � di famiglia agiata e dei disagi delle periferie non sa neanche dove siano di casa. E' un cretino e dare addosso ai cretini � come sparare sulla croce rossa: ma, come dice una vecchia battuta di Corrado Guzzanti, sono sempre dieci punti.
    Io poi non voglio riconoscere tutti: i nazisti e fascisti e altri non hanno diritto di essere riconosciuti. Chi inneggia a cose oscene non merita nulla. un saluto

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  9. Ehm, ignoravo la storia del diploma... (successe a Parma, tra l'altro, nevvero?) anche se devo dire che a sua discolpa pare che a Parma non sia l'unico. Anche quelli del crack della parmalat non erano forse andati avanti a scanner, fotosciop e stampante?

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  10. su Parmalat tanti devono vergognarsi...

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