mercoledì 26 luglio 2006

Roma, coppia licenziata perché omosessuale

dal Corriere della Sera:

Lavoravano nei locali della Galleria Alberto Sordi. Il fatto è stato segnalato all'Arcigay che ora intende denunciare il datore di lavoro


ROMA - Viene licenziato in tronco, insieme al suo compagno, dopo che sul posto di lavoro si sparge la voce della loro omosessualità. Lo denuncia all'Arcigay, che a sua volta intende denunciare il datore di lavoro.
Marco Carbonaro, 43 anni, di Roma, lavorava dal primo luglio come direttore dei bar della Galleria Alberto Sordi con un contratto a progetto.
«Quando sono arrivato il bar non avevano un direttore da oltre un anno - racconta Carbonaro - Ma ho subito iniziato a lavorare, i risultati non hanno tardato ad arrivare e il general manager mi ha dimostrato in più di un occasione il suo apprezzamento». «Una settimana fa ci comunica la necessità di assumere altro personale, dato l'aumento di lavoro nell'ultimo periodo - continua - chiedendoci di presentargli persone di fiducia. Io allora gli propongo il mio compagno che lavora da anni come barman, e lui lo assume». «Tutto andava benissimo - assicura Carbonaro - Poi, si deve essere sparsa la voce della nostra relazione, e lunedì siamo stati licenziati in tronco. Senza una giustificazione, senza aver precedentemente ricevuto alcuna lamentela, nè formale, nè informale, per la sola colpa di non essere in linea con la filosofia del bar».
Da lunedì Marco Carbonaro e il compagnosono senza lavoro e senza stipendio e, poichè non hanno la possibilità di affrontare un'ordinaria spesa legale, si sono rivolti al
servizio legale gratuito dell'Arcigay. «Io ho 43 anni e ora è difficile per me trovare un altro lavoro, non solo da dirigente, anche da cameriere. Ci hanno lasciato da un momento all'altro in mezzo a una strada, senza una ragione e la cosa più grave è che non c'è nessuno, nessuna legge che ci tutela», conclude Carbonaro.

«FATTO GRAVISSIMO» - «L'episodio denunciato da Marco Carbonaro è gravissimo - ha dichiarato il presidente dell'Arcigay di Roma Fabrizio Marrazzo - ed è l'ennesima dimostrazione di quante discriminazioni ci siano ancora nei confronti degli omosessuali». «Ma ancor più grave è il fatto che in Italia non ci sia nessuna legge che tuteli i gay da questo tipo di situazioni - ha continuato - In tema di diritti dei gay, siamo il fanalino di coda dell'Europa e, laddove manca lo Stato, siamo costretti ad aiutarci tra di noi». Il signor Carbonaro e il suo compagno si sono rivolti, lo stesso giorno del licenziamento, al GayHelpLine (il numero verde nazionale di supporto e assistenza per le persone gay e lesbiche, finanziato dal Comune e dalla Provincia di Roma) che, ha ricordato Marrazzo, «da quando è stato attivato, 4 mesi fa, ha ricevuto oltre 10.000 telefonate di denuncia». «In molti casi ci siamo attivati per tutelarli, offrendo un servizio legale gratuito - ha concluso il presidente di Arcigay Roma - E, in questo caso specifico, ci sono già pervenute offerte di lavoro da parte di numerosi soci».

26 luglio 2006

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