martedì 11 luglio 2006

Paola per sempre


di Loredana Faletti

Approfondite riflessioni sulla scrittura, sulla lettura e sull'amore sono emerse dall'incontro con Elvira Borriello, autrice, e Maria Pia Simonetti, commentatrice e relatrice di alcuni brevi note sull'origine e sugli sviluppi dei circoli Arcigay in Italia e in Valle d'Aosta, attorno al romanzo "Paola per sempre", Editore Città Editrice, presentato giovedì 29 giugno nella saletta della biblioteca regionale - era presente Romeo Henriet, presidente del comitato Regionale Arcigay organizzatore dell'evento - col purtroppo scarso pubblico che le distrazioni di questo caldo inizio di estate hanno permesso di radunare.
Il tema era particolarmente interessante, pur coi rischi, puntualmente sottolineati da Simonetti, di incorrere in luoghi comuni ed in inutili speculazioni sulle abitudini relazionali dei soggetti in questione.
Paola per sempre"E' la storia dell'amore che nasce e si sviluppa fra due donne, scritta con realismo, con forza, con l'impegno di dare forma a sentimenti che hanno umanamente e letterariamente il diritto di avere un posto riconosciuto: né l'ipocrita "tolleranza sociale" stigmatizzata da Romeo Henriet, né il drammatico e contorto esito narrativo che solitamente viene riservato a queste storie, come ha sottolineato l'autrice. Poichè "i meccanismi dell'amore sono uguali ovunque" (dall'intervento di Alessandra Piccioni, prefatrice del volume).
Nasce con i romanzi di Elvira Borriello il filone "rosa" della scrittura lesbica, una sorta di "Harmony" tutta al femminile, anche se di una storia gay al maschile la scrittrice intende occuparsi a breve; mentre all'altro genere letterario da lei praticato, la poesia (poesie e racconti si trovano raccolti in "La primavera di un sogno distratto"), Maria Pia Simonetti tributa senza esitazione la preferenza.
Militanza da un lato, dunque, e ispirazione dall'altro, costruzione di personaggi e trama e scrittura di getto ("per placare la mia ira" rivela l'autrice), rispecchiamento del lettore nella vicenda narrata, valore artistico dei versi.
Tali considerazioni come altre sull'esistenza o meno di un legame tra il prodotto letterario e il genere maschile o femminile e l'etero o l'omosessualità dello scrittore, sostenute queste ultime da opposte prese di posizione di autrici contemporanee citate da Maria Pia Simonetti, hanno animato la discussione.
Viene prima la "donna" ( e dunque ne deriva la cosiddetta "scrittura femminile", che "passa attraverso l'esperienza del corpo") o la scrittrice o, per meglio dire, l'indistinto "scrivente", che vita ed emozioni, sofferenze e solitudine umane traspone in parole e "d�", come fosse una propria "creatura" (sono termini pronunciati con intensa commozione da Elvira Borriello), a chi vuole ascoltare?
E vien prima l'amore, senz'altra specificazione che non sia un'attribuzione di sincerità, sembra di poter concludere raccogliendo ancora altre parole dell'autrice riguardo alla storia che scrive.

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