mercoledì 19 luglio 2006

Fini meglio di Rutelli

Centro destra e centro sinistra avvicinano le loro posizioni sulle coppie di fatto, al ribasso

di Aurelio Mancuso

Fa una certa impressione leggere l'intervista rilasciata da Gianfranco Fini al Corriere della Sera. La lunga marcia del leader di AN verso un'europeizzazione del suo partito è ripresa. Dopo la sconfitta alle elezioni politiche e del referendum costituzionale, Fini rilancia il tema di un processo di composizione del centro destra italiano, guardando alla famiglia europea del PPE e, quindi, di un'ulteriore svolta politica e culturale del suo partito. E' un percorso interessante, perché potrebbe aiutare il nostro Paese ad essere più inserito nel dibattito politico continentale e, ci potrebbe consegnare nel futuro, finalmente una destra moderata, definitivamente sganciata da un passato fascista, che ancora pesa, perlomeno nella permanenza, anche in AN di nostalgismi ed ambiguità.

Anche sui temi dei diritti civili e delle libertà Fini, cerca di procedere con novità che non possono lasciare indifferenti. Quel garantire a diritti individuali non riconosciuti, soluzioni normative a livello, di fisco, di successione, di assicurazioni sociali. Ma escludendo l'adozione o il ricorso alla fecondazione artificiale assistita, si configura, con tutte le precisazioni del caso (il matrimonio è solo tra uomo e donna, le unioni di fatto non si possono equiparare al matrimonio, né si possono copiare i Pacs francesi), come una sfida nuova, un affrontare di petto questioni sociali fino ad oggi negate, addirittura combattute con forza.

Colpisce inoltre il fatto che il leader della destra italiana, entri nel campo del centro sinistra utilizzando la stessa formulazione inserita nel programma dell'Unione (il riconoscimento dei diritti individuali all'interno delle unioni civili) e aggiunga con serenità alcuni contenuti (fisco, successione, previdenza sociale) di cui non si può negare la rilevanza dentro il dibattito politico.

Insomma, Fini scavalca Rutelli a sinistra e rende quasi ridicole le dispute che nei mesi precedenti e successivi le elezioni politiche hanno dilaniato il centro sinistra.

Chiaramente questo confronto si consuma al ribasso, nel senso che destra e sinistra italiane si trovano d'accordo a non rispondere al nocciolo della questione posta dalla proposta del Pacs: il riconoscimento di unioni (e non di diritti individuali) nate fuori del matrimonio, cui discendono diritti e doveri pattuiti tra le parti e validi nei confronti di altri rapporti parentali e della pubblica amministrazione.

Ma se non si può che salutare con favore il fatto che Fini cerchi di avvicinarsi alle posizioni politiche e sociali tenute dalla grande maggioranza dei partiti conservatori e di centro destra europei, cosa si può dire del centro sinistra italiano, che ha appaltato a terzi (leggi gerarchie cattoliche) il suo impegno sul terreno dei diritti, configurandosi come un blocco conservatore?

A Fassino, Rutelli, Giordano è consolatorio registrare che quelle sette misere frasi contenute nel programma dell'Unione potrebbero trovare il sostegno di Fini? E' di questo che parla il segretario dei DS, quando insiste sul fatto che bisogna trovare larghe intese sul terreno dei temi "eticamente sensibili".

D'altronde quando la sinistra pensa che le convenga attrarre consensi al centro, rinnegando la sua stessa gente, rischia di essere scavalcata a sinistra dalla destra. Speriamo, che in questa desertificazione dei valori, qualcuno sappia ancora attingere alla fonte salutare dell'indignazione!

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