giovedì 13 luglio 2006

Codice etico

La Roma, prima società di calcio, dopo i fatti di Calciopoli ha pubblicato un codice etico vincolante per i propri dipendenti molto interessante. Infatti il punto 1.1.d recita testualmente:

"L'A.S. Roma considera l'imparzialità di trattamento un valore fondamentale nello svolgimento di ogni relazione sia interna che esterna alla Società.
L'A.S. Roma respinge, contrasta e sanziona qualunque atteggiamento, anche solo apparentemente discriminatorio, che riguardi nazionalità, stato di salute, età, sesso, religione, orientamenti religiosi, morali o filosofici, preferenze o attitudini sessuali, dei suoi interlocutori.
I Destinatari, nello svolgimento dei rispettivi doveri professionali, devono attenersi al criterio dell'imparzialità, evitando di preferire o agevolare persone o soluzioni, se non sulla base ed in considerazione di valutazioni tecnico-professionali".


Questo documento fa parte del contratto. Quindi chiunque non lo rispetta può essere licenziato in tronco.

Quante altre società, anche valdostane, fanno lo stesso?
In questa realtà dove datori di lavoro, "etero" convinti, fanno la corte ai propri dipendenti, "gay" convinti. O dove basta tenersi per mano col proprio compagno sul posto di lavoro per farsi riprendere da solerti galoppini. Eccetera eccetera eccetera.

Prendere esempio, prego.
Anche dal "calcio malato" che non è poi tanto peggio della nostra realtà

1 commento:

  1. Io credo abbia ragione Berlusconi! Nel senso che non penso abbia tanto senso la cosiddetta giustizia sportiva. Se i risultati delle partite quelli sono... Piuttosto confiderei nella giustizia tout-court!!!! Mazzate sui denti non sulle squadre ma sui responsabili, sulle persone!!!!
    La giustizia sportiva avrebbe senso se si sapesse che fare, se le sanzioni fossero gi� previste da regolamento. Ma cos� non �: QUESTO IL VERO SCANDALO DEL CALCIO!!!

    RispondiElimina