venerdì 30 giugno 2006

Torre del Lago: per lucignolo un girone infernale.

di Aurelio Mancuso

Ieri sera è andato in onda a tarda sera un servizio di Lucignolo su Torre del Lago. Si è trattato non di un servizio giornalistico asettico, ma di un attacco moralista, infarcito di frasi ben piazzate e di telecamere nascoste vaganti nella pineta.
Pur di fare sensazione, non ci si ferma davanti a nulla. Si riprendono ragazzi ubriachi che si spingono da cui si trae il convincimento che ad una certa ora della notte le risse sono consuetudine.

Una bolgia dove tutto è concesso ed ammesso: etero, punk, gay, lesbiche, travestiti: tutti imbottiti di alcol e droga che ad un certo punto si rifugiano nella pineta dove Lucignolo ruba immagini di rapporti sessuali tra uomini.

Così la più famosa proposta estiva gay friendly diventa un novello zoo di Berlino in salsa italiana.

Naturalmente le interviste sono tutte condite da giovani che si spinellano, di creste punk, di baci lunghi e profondi tra uomini e tra donne, da insistenti immagini sui travestiti, tra cui svetta Regina, la sovrana del vizio della Versilia decadente.

Per chi è stato a Torre del Lago non è necessario sottolineare che quest'enorme festa delle libertà che si celebra all'aperto è uno dei luoghi più divertenti e coinvolgenti d'Italia. Lo sforzo degli organizzatori, per difendere questo spazio, è stato immane. Ricordiamo gli attacchi dei politici di centro-destra, le campagne stampa, cui ora, forse non a caso, si aggiunge Lucignolo!

Non tocca a me una difesa d'ufficio del Friendly Versilia, ma certo colpisce la veemenza vellutata di un giornalista che, con tono scandalizzato, snocciola tutti i luoghi comuni rintracciabili nel vocabolario della perfetta beghina.

D'altronde Lucignolo deve stupire (gustose sono le prese in giro fatte da alcuni comici sul tono generale del programma); naturalmente alla redazione non è venuto in mente che questa premeditata coltellata alle spalle ad una iniziativa che, avendo una storia e che orgogliosamente rivendica alcune scelte commerciale e/o politiche, avrebbe potuto rinfocolare odiose polemiche e giustificare anche le recenti aggressioni.

Non importa! Basta sbattere i mostri in TV, farli percepire come devianti rispetto alla normalità del divertimento notturno, magari etero-pariolino, e pregustare il prossimo supposto scoop: tanto la pelle altrui è sempre la più dura.

1 commento:

  1. FERMATI GLI AGGRESSORI DI TORRE DEL GRECO

    Era tarda serata, il Mamamia stava chiudendo e i clienti stavano rientrando ormai a casa quando il cuoco del locale � stato aggredito e insultato da un gruppo di cinque ragazzi. L'episodio ridsale a domenica 18 giugno e oggi i reponsabili sono stati tutti individuati e fermati soprattutto grazie alla collaborazione dei testimoni che erano rimasti al Mamamia al momento del raid. In una conferenza stampa organizzata al Commissariato di Viareggio sono stati forniti particolari sui componenti del branco. Il maggior responsabile, F.A. di 22 anni, era gi� noto alle forze dell'ordine pre reati vari: dall' aggressione e vilipendio a pubblico ufficiale alla violenza personale, e in un caso era addirittura scappato dopo aver procurato un incidente stradale in preda all'alcool.

    Il fatto che lo stesso F.A. avesse come suoneria del proprio cellulare l'inno fascista "Faccetta nera", ha fatto scattare l'ipotesi della matrice politica anche se, dai primi accertamenti, nessuno di loro sembra essere iscritto a partiti politici. La violenza, anche se non strutturata dal punto di vista politico, deve suscitare dubbi circa il pericolo che i gesti come quello avvenuto a Catania in occasione del Gay Pride cittadino possano essere emulati soprattutto dai giovani. "100 forzanovisti hanno bloccato il Gay Pride cittadino nella centralissima Via Etnea. Il corteo dei pervertiti -si legge sul sito di Forza Nuova- � stato bloccato per circa due ore e non ha potuto muoversi nonstante l'imponente schieramento di Polizia. Alla presenza di giornali e televisioni i responsabili forzanovisti hanno spiegato che anche in Italia � arrivato il vento dell' est e che da oggi in poi queste carnevalate avranno vita difficile. Ricordiamo che in alcuni paesi dell' est europeo i gay pride sono stati proibiti dalle autorit� o impediti da folle inferocite".

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