martedì 6 giugno 2006

SIETE TUTT*INVITAT* AL TORINO PRIDE

Care/i

il 17 giugno si svolgerà a Torino la manifestazione nazionale del gay lesbian bisexual transgeder Pride 2006.
Con la presente vi chiediamo di aderire alla manifestazione inviando una mail a info@torinopride2006.it e partecipando al corteo che dalla Stazione di Porta Susa (ore 16,00 concentramento) giungerà in Piazza Vittorio Veneto.
Per ulteriori informazioni potete collegarvi al sito http://arcigayaosta.blogspot.com/ o http://www.torinopride2006.it/.


Come Comitato Regionale Arcigay della Valle d'Aosta "Articolo 3" saremo a Torino il 17 giugno per chiedere che i principi contenuti nell'articolo 3 della Costituzione Italiana che recita
"Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese" siano veramente per tutt*.
Il quasi 60enne Articolo 3 della Costituzione Italiana riconosce infatti l'importanza di difendere le diversità, come sistemi di pensiero e di vita, contro l'impoverimento culturale, economico e politico della società.
Se condivete questi valori marciate con noi perché, attraverso l'azione del manifestare in piazza, gli ideali si trasformino in pratica.

Stiamo organizzando anche un pulman per scendere insieme a Torino.
Se interessati/e mandate sms d'adesione al numero 3296862948 o inviate mail all'indirizzo articolo3aosta@libero.it e sarete informati/e su orari ed eventuali variazioni di programma.


Comitato Regionale Arcigay della Valle d'Aosta "Articolo 3".

Aosta, 6 giugno 2006

2 commenti:

  1. Voi che ne pensate del seguente paradosso?

    Dio per rispetto della libert� dell'uomo di peccare non ha impedito la Shoah.

    Invece i preti, per la salute delle anime degli omosessuali, vogliono impedire loro di sposarsi.

    Ossia i preti negano la volont� di Dio di rispettare la libert� dell'uomo di peccare. Io non dico di rispettare la libert� di peccare se si fa violenza ad altri, ma neppure di impedire a chi pecca solo contro se stesso di farlo.

    Che ne dite di questo paradosso?

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  2. I preti si comportano in modo censurabile. Pretendono di porsi al posto di dio e di impedire quello che per loro � peccato. Il libero arbitrio? Sconosciuto!
    Sono una massa di ipocriti!

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