martedì 20 giugno 2006

Estonia, fugge l'ambasciatore olandese

Attacchi contro di lui e il compagno gay
L'omofobia e l'intolleranza restano radicate nei paesi dell'est

da "Il Corriere della Sera", venerdì 9 giugno 2006

Il razzismo, l'odio per chiunque sia "diverso" sembrano piante destinate a rafforzarsi sempre di più nell'Est europeo e nelle repubbliche che un tempo facevano parte dell'Unione Sovietica. Dai paesi baltici alla Polonia, alla stessa Russia: mentre le popolazioni locali e i governi continuano a scambiarsi accuse e a recriminare per i torti subiti in passato, tutti si trovano poi allineati nel discriminare, isolare o addirittura attaccare fisicamente le altre minoranze: ebrei, africani o caucasici, omosessuali.
L'ultimo caso viene dalla capitale dell'Estonia Tallin, dove l'ambasciatore olandese ha rinunciato all'incarico per le continue provocazioni alle quali veniva sottoposto dai media e dalla popolazione in quanto gay, accompagnato da un partner afro-cubano.
Hans Glaubitz ha chiesto al suo governo di essere trasferito e ora andrà al consolato di Montreal, in Canada, paese che ammette i matrimoni omosessuali.
La vicenda è stata denunciata dai media olandesi.
A Tallin Glaubitz ha vissuto tranquillo solo per un paio di mesi, fino a che la sua storia con un giovane ex ballerino conosciuto all'Avana, Raul, non è finita su un giornale locale, che ha definito una grossolana provocazione il fatto che i Paesi Bassi avessero inviato come loro rappresentante in Estonia un omosessuale dichiarato.
All'articolo sono seguite provocazionio di ogni genere.
L'ambasciatore ha ricevuto lettere di insulti; per il suo partner la vita è diventata impossibile. E' stato anche affrontato varie volte per strada. "Non aggressioni fisiche, da quanto mi risulta, ma insulti assai minacciosi e reiterati" ha spiegato un portavoce del ministero degli esteri dell'Aja.
Il governo estone si è detto "rammaricato" ma ha potuto fare ben poco.
In Estonia, come nelle altre due repubbliche baltiche, il nazionalismo si salda con l'intolleranza.
Il Consiglio d'Europa si è detto in passato preoccupato per la situazione. Ancora oggi ci sono polemiche per l'aiuto che i baltici diedero ai nazisti nell'opera di sterminio della locale popolazione ebraica. Fino a qualche tempo fain Lituania ogni anno sfilavano i reduci del reggimento SS.
Oggi è la Russia che continua ad accusare i baltici di discriminare chi non parla la lingua locale e quindi non riesce ad avere la cittadinanza (in Estonia sono 139.000 i "non cittadini").
Da Tallin a Vilnius a Mosca, il razzismo nel confronto dei neri è estremamente diffuso, come l'insofferenza per gli omosessuali.
Secondo il quotidiano moscovita Kommersant, a Tallin ben nove dipendenti di colore dell'ambasciata americana son stati aggrediti dagli skinhead estoni.
In Russia la settimana scorsa le autorità hanno fatto ben poco per bloccare le aggressioni (al grido di "Mosca non è sodoma") contro i manifestanti che cercavano di dar vita alla prima giornata di Gay Pride nel paese.

1 commento:

  1. Il Parlamento europeo, con 301 voti favorevoli, 161 contrari e 102 astensioni, ha adottato, il 14 giugno 2006, una risoluzione comune che condanna fermamente tutte le aggressioni di stampo razzista, considerando che il razzismo, la xenofobia, l'antisemitismo, l'omofobia e l'avversione ai Rom, sono fenomeni dalle motivazioni irrazionali, a volte legati all'emarginazione, all'esclusione sociale e alla disoccupazione, nonch� derivanti dal rifiuto di concepire la diversit� presente nelle nostre societ� come una fonte di ricchezza.

    Nel deplorare quindi l'espandersi del consenso a partiti che propagano idee razziste e omofobe, il Parlamento europeo chiede insistentemente a tutti gli Stati membri:

    1)di prevedere almeno la possibilit� di ritirare i finanziamenti pubblici ai partiti politici che non rispettano i diritti dell'uomo e le libert� fondamentali, la democrazia e lo Stato di diritto, cos� come sono sanciti nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo e nella Carta europea dei diritti fondamentali;
    2) di lanciare campagne d'informazione nei media e nelle scuole, al fine di promuovere la diversit� culturale come forma di ricchezza e di dinamismo economico, la parit� di genere, la tolleranza, il dialogo e l'integrazione.

    Gli Stati membri sono altres� invitati a rafforzare le misure di diritto penale finalizzate al ravvicinamento delle pene contemplate per tali reati nei vari Stati dell'UE e ad applicare efficacemente le direttive anti-discriminazione. Parallelamente, i deputati esortano la Commissione a citare davanti alla Corte di giustizia gli Stati membri inadempienti e a proporre entro il primo semestre del 2007 nuovi strumenti legislativi che contemplino tutti i motivi di discriminazione elencati dal Trattato CE.

    L'Esecutivo � anche sollecitato a promuovere lo sviluppo di una politica di anti-discriminazione, accanto alla nascente politica in materia di integrazione, considerando che per raggiungere la parit� occorre rivolgere la debita attenzione all'integrazione e ad altri interventi non legislativi.

    Visto poi l'aumento del numero di aggressioni, urla e slogan razzisti negli stadi da parte di tifosi di ideologia neonazista, si sottolinea la necessit� di sostenere iniziative contro il razzismo e la xenofobia in relazione ai mondiali di calcio attualmente in corso in Germania.

    Il Parlamento europeo ricorda, infine, la necessit� di disporre di definizioni e statistiche valide e precise sul razzismo e la xenofobia, in particolare sugli atti di violenza a carattere razzista e xenofobo, quale strumento per combattere efficacemente tali fenomeni, come � gi� stato evidenziato nella relazione annuale 2005 dell'EUMC, in cui si sottolinea la mancanza di registrazioni statistiche degli episodi di violenza razzista avvenuti, per esempio, in Italia, in Portogallo e in Grecia.

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