lunedì 15 maggio 2006

Via da questa chiesa vergognosa!!!

Riportiamo l'attacco del solito Ruini, questa volta contro l'Europa (la prossima volta attaccherà Marte???):

Città del Vaticano, 15 mag. (Apcom) - Dura critica dei vescovi italiani a quelle che vengono percepite come ingerenze dell'Unione europea nella vita politica italiana, in particolar modo sulla controversa questione dei matrimoni gay. A farsene portavoce è il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza episcopale italiana.
"Specialmente da parte del Parlamento europeo - ha detto Ruini aprendo nel pomeriggio la cinquantaseiesima assemblea generale della Cei - si insiste in pronunciamenti che non rispettano il criterio della sussidiarietà, la cultura e le tradizioni proprie dei diversi Paesi membri, e contrastano gravemente con fondamentali verità antropologiche. E' questo, ad esempio, il caso della risoluzione del 18 gennaio riguardante l'omofobia in Europa, che respinge giustamente gli atteggiamenti di discriminazione, disprezzo e violenza verso le persone con tendenze omosessuali, ma sollecita anche un'equiparazione dei diritti delle coppie omosessuali con quelli delle famiglie legittime, chiedendo ai Paesi membri - sia pure in maniera non vincolante - una revisione delle rispettive legislazioni nazionali".
Il presidente dei vescovi italiani, ricordando che le conferenze episcopali polacca e spagnola "si sono già espresse con forza contro tale risoluzione", conclude: "Anche noi, che l'avevamo già deplorata in occasione del Consiglio Permanente di fine gennaio, uniamo con fermezza la nostra voce alle loro. In simili atteggiamenti delle Istituzioni europee è possibile ravvisare l'onda lunga dei processi di secolarizzazione, ma anche la mancata percezione di un clima diverso che si sta facendo strada nelle popolazioni europee, con la riscoperta della propria identità religiosa, morale e culturale e dei suoi valori e contenuti essenziali".

Aurelio risponde così:

(DIRE) Roma, 15 mag - "Con l'odierna, ed ennesima, esternazione dei gerarchi cattolici, di cui il cardinale Ruini e' il capofila, non ci rimane che registrare che dentro la Chiesa cattolica e' impossibile per le persone gay e lesbiche continuare a riconoscersi". Lo sostiene in un duro comunicato Aurelio Mancuso, segretario nazionale Arcigay, commentando le parole del rappresentante dei vescovi italiani sulle unioni di fatto.

"Gli incontinenti insulti alla nostra dignita', contro i diritti civili e le liberta', ci costringono a chiamarci fuori da una Chiesa nemica, la piu' potente organizzazione internazionale a sostegno delle discriminazioni su base sessuale", spiega l'Arcigay. Mancuso chiama a raccolta "i fratelli e sorelle nella fede", per esprimere pubblicamente "il proprio dissenso e lontananza da una struttura, che dimentica nell'annuncio del Vangelo, si e' trasformata in un partito politico omofono". Pena, vivere la propria omosessualita' in "assoluta e ansiosa clandestinita', con l'ipocrisia, o lo stigma, che si esplica, tra l'altro, con l'esclusione dall'accostamento all'Eucarestia".

E invita a "cercare strade nuove per vivere la propria sessualita' in modo sereno e pubblico, anche ricercando comunita' o chiese aperte al nostro specifico amore e al nostro diritto ai sentimenti".

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