domenica 14 maggio 2006

17 MAGGIO: GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA*

All'Espace Populaire di Aosta mostra allestita dal Comitato Regionale Arcigay della Valle d'Aosta.


In occasione della "Giornata internazionale contro l'omofobia" il Comitato Regionale Arcigay della Valle d'Aosta "Articolo3" allestirà dei pannelli informativi che saranno in visione all'Espace Populaire dal 17 al 23 maggio.
Lo scopo della mostra è far riflettere sull'importanza di lottare anche contro forme di violenza fisica e psicologica legate all'orientamento sessuale e all'identità di genere.

"Le persecuzioni contro transessuali, bisessuali, lesbiche e gay"- afferma Romeo Henriet, presidente di "Articolo3" - "assumono diverse forme nel mondo. In molti stati l'omosessualità è punita dalla legge e la pena può superare i 10 anni di carcere e arrivare fino alla condanna a morte. Dove l'omosessualità e la transessualità non sono perseguite penalmente gli omicidi omofobici e transfobici sono comunque sempre troppi".

Aggiunge Stefania Daniele, vice presidente dell'Associazione lgbt: "Le nazioni i cui ordinamenti mostrano una reale sensibilità nei confronti delle differenze di orientamento sessuale e di identità di genere sono ancora poche. La lotta all'omofobia, che rientra nella sfera della difesa dei diritti umani, si fa educando alla non violenza, al rispetto e alla valorizzazione delle differenze ma anche attraverso leggi che garantiscano parità di diritti e di opportunità indipendentemente dalle caratteristiche di ciascuna persona".

Durante la giornata di mercoledì 17 maggio distribuiremo del materiale informativo "Anti omofobia" per le vie di Aosta.

Comitato Regionale Arcigay della Valle d'Aosta "Articolo3".

Aosta, 14 maggio 2006.

*omofobia: si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libertà religiosa e diritto all'obiezione di coscienza.

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