mercoledì 3 maggio 2006

17 MAGGIO-GIORNATA MONDIALE CONTRO L'OMOFOBIA

Verso un riconoscimento internazionale
di lesbiche, gay, bisessuali e trans

da http://www.omofobia.it/

Secondo un'opinione largamente diffusa, oggi l'omosessualità sarebbe più libera che mai: anzi, presente e visibile ovunque (per strada, sui giornali, in televisione, al cinema), essa sarebbe ormai del tutto accettata, il che sembra confermato dai passi avanti che sono stati fatti di recente, in vari paesi, per il riconoscimento legale delle coppie dello stesso sesso.
Certo, ci vuole ancora qualche miglioria per eliminare le ultime discriminazioni, ma, tenuto conto dell'evoluzione delle mentalità, secondo alcuni sarebbe solo questione di tempo, il tempo di portare a termine un processo avviato ormai da decenni.
Per l'osservatore un po' più attento, la situazione è globalmente ben diversa; e, in verità, il XX secolo è stato probabilmente uno dei periodi più violentemente omofobi della storia: deportazione nei campi di concentramento sotto il regime nazista, gulag in Unione Sovietica, ricatti e persecuzioni negli Stati Uniti all'epoca di McCarthy... Evidentemente, tutto ciò può sembrare molto lontano. Ma molto spesso le condizioni di esistenza nel mondo attuale sono ancora difficilissime. L'omosessualità è discriminata ovunque: in almeno ottanta stati gli atti omosessuali sono condannati dalla legge (Algeria, Senegal, Camerun, Etiopia, Libano, Giordania, Armenia, Kuwait, Porto Rico, Nicaragua, Bosnia...); in molti paesi la condanna può essere superiore a dieci anni (Nigeria, Libia, Siria, India, Malesia, Cuba, Giamaica...); talvolta la legge prevede l'ergastolo (Guyana, Uganda). E in una decina di nazioni può essere applicata la pena di morte (Afghanistan, Iran, Arabia Saudita...). Recentemente, in Africa, parecchi presidenti della repubblica hanno riaffermato brutalmente la volontà di lottare in prima persona contro questa calamità che sarebbe, secondo loro, "antiafricana". Le persecuzioni si moltiplicano anche in paesi dove l'omosessualità non è perseguibile penalmente. In Brasile, ad esempio, gli squadroni della morte e gli skinhead seminano il terrore: tra il 1998 e il 2000 sono stati contati ufficialmente 1960 omicidi ispirati da omofobia. In queste condizioni, sembra difficile pensare che la "tolleranza" stia guadagnando terreno. Al contrario, nella maggior parte di questi paesi l'omofobia sembra oggi più violenta che in passato. In generale, dunque, non si può certo dire che la situazione stia migliorando.
Ecco perché proponiamo questa Giornata Mondiale Contro l'Omofobia. Essa mira a coniugare azione e riflessione allo scopo di lottare contro ogni violenza fisica, morale o simbolica legata all'orientamento sessuale o all'identità di genere.

Essa intende suscitare, sostenere e coordinare ogni iniziativa che possa contribuire all'eguaglianza dei cittadini in questo campo, sia de jure che de facto, in tutti i paesi in cui sarà possibile. L'organizzazione di una giornata di lotta contro l'omofobia in ogni singolo paese ci permetterà di iscrivere le nostre lotte in una prospettiva di solidarietà con tutte le persone lesbiche, gay, bisessuali e trans (LGBT) del mondo intero. Ma si tratta anche di iscrivere le nostre lotte in un movimento più generale di difesa dei diritti umani. Negli ultimi decenni sono state condotte in tutto il mondo numerose azioni del genere, spesso con notevole successo. La nostra iniziativa si colloca in questa linea: vogliamo rafforzare le esperienze già avviate e dare maggiore visibilità ai tentativi futuri, e ci appelliamo alle istanze nazionali e internazionali affinché iscrivano questa Giornata nell'Agenda Ufficiale, sul modello della Giornata Mondiale delle Donne o della Giornata Mondiale di Lotta all'Aids. Il riconoscimento ufficiale della Giornata equivarrebbe così a un impegno esplicito della comunità internazionale, che si è già mobilitata contro numerose altre forme di discriminazione e di violenza sociale, ma non ancora su questi temi. Questa sarà l'occasione.

Testo di Louis-Georges Tin, curatore del Dictionnaire de l'homophobie
(Paris, Presses Universitaires de France, 2003).


Se sostenete questa iniziativa, e volete che la Giornata Contro l'Omofobia (il 17 maggio) sia iscritta ufficialmente nel calendario nazionale e internazionale, potete firmare e far firmare questa petizione :
www.petitiononline.com/idaho

1 commento:

  1. Testo tratto dal sito del Parlamento Europeo

    Mercoled� 18 gennaio 2006 - Strasburgo

    Risoluzione del Parlamento europeo sull'omofobia in Europa

    Il Parlamento europeo,

    � visti gli obblighi internazionali ed europei in materia di diritti umani, quali quelli contenuti nelle convenzioni delle Nazioni Unite sui diritti dell'uomo e nella Convenzione europea sui diritti dell'uomo e le libert� fondamentali,

    � viste le disposizioni della legislazione dell'Unione europea sui diritti umani, in particolare la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea(1), nonch� gli articoli 6 e 7 del trattato sull'Unione europea,

    � visto l'articolo 13 del trattato che istituisce la Comunit� europea, che assegna alla Comunit� il potere di adottare misure finalizzate alla lotta alle discriminazioni basate, tra l'altro, sull'orientamento sessuale e di promuovere il principio dell'uguaglianza,

    � viste la direttiva 2000/43/CE del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parit� di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall'origine etnica(2), e la direttiva 2000/78/CE, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parit� di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro(3), che proibiscono le discriminazioni dirette o indirette basate sull'origine razziale o etnica, la religione o le convinzioni personali, gli handicap, l'et� o l'orientamento sessuale,

    � visto il paragrafo 1 dell'articolo 21 della Carta dei diritti fondamentali, che vieta "qualsiasi forma di discriminazione fondata sul sesso, la razza, il colore della pelle, l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'et� o le tendenze sessuali",

    � visto l'articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,



    A. considerando che l'omofobia pu� essere definita come una paura e un'avversione irrazionale nei confronti dell'omosessualit� e di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (GLBT), basata sul pregiudizio e analoga al razzismo, alla xenofobia, all'antisemitismo e al sessismo,

    B. considerando che l'omofobia si manifesta nella sfera pubblica e privata sotto forme diverse, quali discorsi intrisi di odio e istigazioni alla discriminazione, dileggio, violenza verbale, psicologica e fisica, persecuzioni e omicidio, discriminazioni in violazione del principio di uguaglianza, limitazioni arbitrarie e irragionevoli dei diritti, spesso giustificate con motivi di ordine pubblico, libert� religiosa e diritto all'obiezione di coscienza,

    C. considerando i recenti eventi preoccupanti verificatisi in vari Stati membri, ampiamente segnalati dalla stampa e dalle ONG, che vanno dal divieto di tenere marce per l'orgoglio gay o per l'uguaglianza all'uso di un linguaggio incendiario, carico di odio o minaccioso da parte di esponenti politici di primo piano e capi religiosi, la mancata protezione e, addirittura, la dispersione di dimostrazioni pacifiche da parte della polizia, le manifestazioni violente di gruppi omofobi e l'introduzione di modifiche costituzionali espressamente mirate a impedire le unioni tra persone dello stesso sesso,

    D. considerando, nel contempo, che in taluni casi si sono registrate reazioni positive, democratiche e tolleranti da parte della popolazione, della societ� civile e delle autorit� locali e regionali che hanno manifestato contro l'omofobia, nonch� da parte della magistratura che ha preso provvedimenti contro le discriminazioni pi� sensazionali e illegali,

    E. considerando che in alcuni Stati membri i partner dello stesso sesso non godono di tutti i diritti e le protezioni riservati ai partner sposati di sesso opposto, subendo di conseguenza discriminazioni e svantaggi;

    F. considerando, al tempo stesso, che in un numero crescente di paesi europei si stanno adottando iniziative intese a garantire pari opportunit�, integrazione e rispetto e ad offrire protezione contro la discriminazione basata sull'orientamento sessuale, l'espressione di genere e l'identit� di genere, nonch� ad assicurare il riconoscimento delle famiglie omosessuali,

    G. considerando che la Commissione ha dichiarato il suo impegno ad assicurare il rispetto dei diritti umani e delle libert� fondamentali nell'UE ed ha istituito un gruppo di Commissari responsabili in materia di diritti umani;

    H. considerando che non tutti gli Stati membri hanno introdotto nei loro ordinamenti misure atte a tutelare le persone GLBT, come invece richiesto dalle direttive 2000/43/CE e 2000/78/CE, e che non tutti gli Stati membri stanno combattendo le discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e promuovendo l'uguaglianza,

    I. considerando che occorrono ulteriori azioni a livello dell'UE e degli Stati membri per eradicare l'omofobia e promuovere una cultura della libert�, della tolleranza e dell'uguaglianza tra i cittadini e negli ordinamenti giuridici,



    1. condanna con forza ogni discriminazione fondata sull'orientamento sessuale;

    2. chiede agli Stati membri di assicurare che le persone GLBT vengano protette da discorsi omofobici intrisi d'odio e da atti di violenza omofobici e di garantire che i partner dello stesso sesso godano del rispetto, della dignit� e della protezione riconosciuti al resto della societ�;

    3. invita con insistenza gli Stati membri e la Commissione a condannare con fermezza i discorsi omofobici carichi di odio o le istigazioni all'odio e alla violenza e a garantire l'effettivo rispetto della libert� di manifestazione, garantita da tutte le convenzioni in materia di diritti umani;

    4. chiede alla Commissione di far s� che la discriminazione basata sull'orientamento sessuale sia vietata in tutti i settori, completando il pacchetto antidiscriminazione fondato sull'articolo 13 del trattato, mediante la proposta di nuove direttive o di un quadro generale che si estendano a tutti i motivi di discriminazione e a tutti i settori;

    5. sollecita vivamente gli Stati membri e la Commissione a intensificare la lotta all'omofobia mediante un'azione pedagogica, ad esempio attraverso campagne contro l'omofobia condotte nelle scuole, le universit� e i mezzi d'informazione, e anche per via amministrativa, giudiziaria e legislativa;

    6. reitera la sua posizione relativa alla proposta di decisione che istituisce l'Anno europeo delle pari opportunit� per tutti, secondo la quale la Commissione deve garantire che tutte le forme di discriminazione di cui all'articolo 13 del trattato e all'articolo 2 della proposta siano considerate e trattate in maniera equilibrata, come indicato nella posizione del Parlamento sulla proposta(4), e ricorda alla Commissione la sua promessa di seguire da vicino questa materia e di riferire in merito al Parlamento;

    7. esorta vivamente la Commissione a garantire che tutti gli Stati membri abbiano recepito e stiano correttamente applicando la direttiva 2000/78/CE e ad avviare procedimenti d'infrazione contro gli Stati membri inadempienti; chiede inoltre alla Commissione di assicurare che la relazione annuale sulla tutela dei diritti fondamentali nell'UE comprenda informazioni complete ed esaustive sull'incidenza di atti criminosi e violenze a carattere omofobico negli Stati membri;

    8. insiste affinch� la Commissione presenti una proposta di direttiva riguardante la protezione contro tutte le discriminazioni per i motivi menzionati nell'articolo 13 del trattato, con lo tesso campo di applicazione della direttiva 2000/43/CE;

    9. esorta la Commissione a prendere in considerazione il ricorso alle sanzioni penali per i casi di violazione delle direttive basate sull'articolo 13 del trattato;

    10. chiede agli Stati membri di adottare qualsiasi altra misura che ritengano opportuna nella lotta all'omofobia e alla discriminazione basata sull'orientamento sessuale e di promuovere e adottare il principio dell'uguaglianza nelle loro societ� e nei loro ordinamenti giuridici;

    11. sollecita gli Stati membri ad adottare disposizioni legislative volte a porre fine alle discriminazioni subite dalle coppie dello stesso sesso in materia di successione, propriet�, locazione, pensioni, fiscalit�, sicurezza sociale ecc.;

    12. plaude alle iniziative recentemente intraprese in numerosi Stati membri volte a migliorare la posizione delle persone GLBT e decide di organizzare il 17 maggio 2006 (Giornata internazionale contro l'omofobia) un seminario finalizzato allo scambio delle buone pratiche;

    13. reitera la sua richiesta avanzata alla Commissione di presentare proposte che garantiscano la libert� di circolazione dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari nonch� del partner registrato di qualunque sesso, come indicato nella raccomandazione del Parlamento del 14 ottobre 2004 sul futuro dello spazio di libert�, sicurezza e giustizia(5);

    14. chiede agli Stati membri interessati di riconoscere finalmente che gli omosessuali sono stati tra i bersagli e le vittime del regime nazista;

    15. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e ai governi degli Stati membri e dei paesi in via di adesione e candidati.

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