sabato 1 aprile 2006

Incontro con Nicco e Perrin

I candidati della lista Alleanza autonomista-progressista hanno risposto in modo sollecito alla nostra richiesta di confronto.

Roberto Nicco e Carlo Perrin ci hanno accolti nella sede del galletto rosso e nero in Via De Tillier ad Aosta mercoledì 22 marzo.

Dopo averci rassicurati sull'importanza che rivestono per loro valori come la libertà, intesa in particolare come possibilità di scegliere, nel rispetto della libertà altrui, l'attenzione per le scelte personali e la non discriminazione, hanno fatto riferimento a quelle parti del programma dell'Unione che possono rispondere alle nostre richieste.

In particolare laddove si parla di diritti civili i candidati di Alleanza autonomista-progressista concordano nel riconoscere diritti, prerogative e facoltà alle persone che sono parte di una coppia di fatto, senza discriminazioni di orientamento sessuale.

Inoltre il programma dell'Unione prevede il dovere di accogliere i richiedenti asilo e i rifugiati che fuggono da persecuzioni anche dovute all'orientamento sessuale.

I due candidati tengono in considerazione la mozione approvata lo scorso 22 febbraio dal Consiglio Comunale di Aosta che si rivolge proprio al futuro deputato e al futuro senatore della Valle d'Aosta sollecitandoli, in sostanza, a stimolare il Parlamento italiano affinché venga discussa una legge sulle unioni civili che mantenga la sostanza del pacs francese.

Qualora venissero eletti Nicco e Perrin continueranno a mantenere vivo il confronto con i partiti e movimenti dell'Alleanza autonomista-progressista e con le diverse associazioni presenti sul territorio valdostano.

3 commenti:

  1. Molto interessante quello che hanno detto. Mi piacerebbe sapere anche cosa ne pensano gli altri politici

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  2. dal blog del gen. Zhukov:
    "Come mai ai comizi non ci vanno tutti i rappresentanti delle forze che compongono l'unione di sinistra ?In certe vallate Carlo ha forse paura di presentarsi assieme ai verdi o rifondazione? Bé sarebbe difficile spiegare ai noi baccani (magari qualcuno con la passione per la caccia) come mai si porta dietro ad es. i verdi che da buoni teorici fanno di tutto,perchè la vita di chi vive in montagna,diventi piu'complicata. Sarebbe ancora piu' difficile spiegare ad un gruppo di gente giustamente ancorata alle proprie tradizioni, anche quelle religiose, che lui, stà con chi è a favore dei matrimoni omo, e sì sarebbe proprio un bel problema, meglio andare da solo a sputare sul piatto che hai mangiato(e tanto anche),parlando di coerenza. Se questa è coerenza!!"
    l'incontro con Perrin e Nicco è la migliore risposta a questo signore.
    FORZA: MANDIAMOLI A CASA!!

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  3. A proposito dell'aggressione di militanti di AN a Vladimir Luxuria:

    Lo rifarebbero. Lo striscione in rima: «Ieri falce e martello, oggi falce e pisello». Le urla, forse ispirate al celebre precedente di Tremaglia: «No ai culattoni in Parlamento». E anche il pezzo forte dello show: quel lancio di finocchi (alcuni «tagliati a pezzi per non far male, però») che ha spinto Gianfranco Fini a prendere subito il telefono in mano. Rifarebbero tutto Ernelio Cipriani e Mauro Lombardo, intenzioni di chiedere scusa al momento non pervenute. Mercoledì sera sono stati loro a guidare il gruppo di 15 militanti di An che ha riservato quell’accoglienza un po’ così a Vladimir Luxuria, transgender candidata da Rifondazione e invitata per un comizio qui a Guidonia Montecelio. Il primo ex assessore ed ora consigliere circoscrizionale di questo paesone diventato periferia di Roma, il secondo ex consigliere comunale ed ora presidente di un circolo, sono stati sospesi da Alleanza nazionale. Uno strappo politically correct contro la tradizione machista del partito? Un’inversione ad U rispetto a quel sentire ancora comune nella base che spinge la transfuga Alessandra Mussolini a dire «meglio fascisti che froci» strizzando l’occhio ai delusi? Oppure una semplice cautela da campagna elettorale? Entro venti giorni An deciderà se confermare la linea dura e procedere all’espulsione o limitarsi al rimbrotto. In attesa del verdetto, preoccupati, i due cadono dalle nuvole. «Non me l’aspettavo» dice Ernelio Cipriani, militare dell’Aeronautica, come tanti qui a Guidonia, fondata dal fascismo, tante caserme, un nome dedicato ad un ardito dell’aria, Alessandro Guidoni, e con il cuore da sempre a destra. «La nostra - spiega - non era violenza ma sarcasmo. Perché noi fuori e a Tremaglia tante pacche sulle spalle?».
    La linea difensiva l’ha studiata l’altro sospeso, Mauro Lombardo, che di mestiere fa l’avvocato: «Era solo una goliardata, abbiamo manifestato contro una candidatura spettacolo e abbiamo fatto spettacolo anche noi. Non volevamo certo impedire il comizio e infatti Luxuria ha parlato». La sospensione voluta da Fini trova l’appoggio di tutti. «Sono contenta» dice Luxuria «Ha fatto benissimo» spiega Casini. «Apprezzabile» concede Bertinotti. L’unica a remare controcorrente nel fiume delle dichiarazioni di consenso e partecipazione è Helena Velena, transgender anche lei ma sponda Rosa nel pugno: «Per coprire il suo totale vuoto programmatico, la Lecciso del centrosinistra vuole apparire come il novello martire dei froci». E il popolo di An? Teodoro Buontempo - che gli umori della base li conosce bene - è costretto a fare l’equilibrista: «Il lancio dei finocchi? Certo, ogni gesto dipende dal contesto ma, pur non conoscendo i fatti, credo sia stato uno sbaglio. Luxuria è stata trasformata in una vittima, ora sarà difficile criticarla senza essere accusati di machismo».
    Appunto, strappo o cautela da campagna elettorale?

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