venerdì 7 aprile 2006

Animal gay

di Luca Sciortino (Panorama) 6/3/2006

I pinguini di uno zoo tedesco rifiutano, ormai da due anni, di accoppiarsi con le femmine. Un'eccezione? Macché: tra gli animali l'omosessualità è diffusa in centinaia di specie. Per scelta, per sbaglio, persino per interesse. Proprio vero, non è più tempo di matrimoni combinati: le storie d'amore devono nascere spontaneamente. Però a tutto c'è un limite. Che a sei individui di sesso maschile nel fiore della giovinezza vengano presentate sei avvenenti svedesi e che niente, proprio niente succeda, nonostante le avance e gli ammiccamenti di queste ultime, suona come un calcio alla fortuna.

Eppure, è quanto accaduto nello zoo di Bremerhaven, in Germania, dove per il secondo anno consecutivo gli unici sei pinguini rimasti, di sesso maschile, hanno rifiutato la corte spietata di altrettante femmine fatte venire dalla Svezia apposta per loro. A una conclusione del genere forse ci si dovrebbe rassegnare, dopotutto la realtà riserva sorprese del genere.

Ma la direzione dello zoo di Bremerhaven, si è intestardita: quei pinguini devono accoppiarsi, altrimenti la colonia si estinguerà. "L'anno scorso la scintilla non era scoppiata" riferisce a Panorama Heike Kueck, direttrice dello zoo, "probabilmente perchè le pinguine svedesi erano arrivate in ritardo per il periodo dell'accoppiamento. Ecco perchè abbiamo riprovato quest'anno". Particolare decisivo: quei pinguini manifestavano già tendenze omosessuali.

Così il nuovo tentativo andato a vuoto ha fatto infuriare molte associazioni gay di tutto il mondo. "Usano la forza per privare i pinguini dell'amore gay" accusano via email. Kueck si difende: "Siamo un'istituzione seria e soprattutto scientifica. Non vogliamo convertire nessuno e accettiamo i pinguini così come sono. Le pinguine scandinave ci sono apparse piuttosto timide e fredde, forse è per questo che sono state ignorate".

La colonia di pinguini Humboldt dello zoo di Bremerhaven, in Germania, rischia l'estinzione. Gli esemplari maschi insistono infatti ad amoreggiare tra loro, ignorando le femmine fatte arrivare dalla Svezia. Mentre la singolare polemica infuria, i pinguini maschi formano coppie fisse, inconsapevoli del trambusto. E tutto viene rimandato al prossimo anno. Per fortuna nulla è sprecato.

In fondo di esperimento si trattava e, qualunque sia stato il suo esito, gli esperti di Bremerhaven, che stanno cercando di capire se le tendenze omosessuali dei pinguini siano dovute alla condizione di cattività o siano innate, hanno nuovi dati a loro disposizione. In almeno 450 specie animali l'unione con individui dello stesso sesso è una pratica diffusa, pinguini inclusi.

Certo, il compito dei ricercatori non è facile: comprendere le cause determinanti i comportamenti omosessuali negli animali è da sempre un rompicapo per gli studiosi. Come scrive l'etologo Danilo Mainardi nel libro Animali famosi e altri animali (Giorgio Mondadori), sembra che un fattore chiave sia la carenza di stimolo adeguato, quando individui dello stesso sesso vivono prigionieri per molto tempo.

Un'altra causa può essere il cosiddetto imprinting errato: un difetto di informazione in uno stadio precoce, che influenza il successivo orientamento sessuale. Per esempio, racconta Mainardi, è stato dimostrato che allevando pulcini maschi di anatra in totale assenza di femmine per 30 giorni, questi formano coppie gay per il resto della loro vita, anche se hanno la possibilità di scegliere fra i due sessi.

Per contro, non è del tutto chiaro il ruolo degli ormoni nel comportamento. Ci sono, in effetti, casi di femmine cui viene iniettato testosterone che si comportano da maschi e di maschi iniettati con estrogeni che si comportano da femmine.

Ma le eccezioni sono numerose.
Anche sulla definizione di omosessualità negli animali si è sempre discusso. Come nota Bruce Bagemihl, biologo e autore di Biological exuberance, i rapporti sessuali tra individui dello stesso sesso possono coprire un vasto arco di comportamenti: da rituali di corteggiamento alla formazione di legami di coppie e famiglie.

E ci sono pure quelli che, semplicemente, si sbagliano: cercando una femmina incappano in un maschio. Tra le giraffe l'omosessualità sembra molto comune: all'incirca il 50 per cento degli individui la pratica, contro il 2-3 per cento delle ostriche. Nei delfini riguarda solo i maschi. Succede così ai rospi, che hanno una singolare incapacità di discriminare il sesso del partner. Bella seccatura per i malcapitati, quando un maschio sale su di essi in atteggiamento inequivocabile. Per difendersi lanciano il "release call", come gli etologi inglesi hanno definito un verso che altro non significa che "Cosa diavolo fai?".

Come spiega Giorgio Celli nel suo L'omosessualità negli animali (Longanesi), oltre al verso ad avvertire l'incauto rospo sono le vibrazioni che accompagnano l'emissione sonora. Anche il maschio della cimice è stimolato da forme di dimensioni riconducibili a quelle della femmina e, sbagliando, manifesta intenzioni copulatorie perfino nei riguardi di altre specie, simili per morfologia.

Gli etologi hanno osservato comportamenti omosessuali anche nei pesci: in gruppi di Lebistes reticulatus, separati a lungo dalle femmine, si osservano riti di corteggiamento e comportamenti invertiti.

L'esperimento da cui si trae la conclusione più interessante è quello effettuato sullo spinarello marino (Pigosteus pungitius) da Desmond Morris, celebre studioso delle origini evolutive del comportamento umano. Molti maschi manifestavano comportamenti sessuali con altri maschi dominanti, giungendo a entrare nel nido e a simulare l'atteggiamento della femmina quando depone le uova. Secondo Morris, sarebbe un espediente della natura per limitare la deposizione delle uova quando l'affollamento in un territorio è eccessivo.

Il famoso Konrad Lorenz riteneva che l'astinenza potesse essere causa di comportamenti anomali. Nelle sue osservazioni compare il caso di un maschio di tortora isolato: dopo qualche giorno corteggia una colomba bianca, poi una colomba impagliata, dopo settimane uno straccio avvolto su se stesso e infine l'angolo della stanza, unico punto ottico a cui riferirsi.

E tra gli animali più simili a noi? L'omosessualità tra i primati è stata spesso documentata con completi rapporti sessuali, anche se alternati a pratiche etero.
Fra le scimmie, scrive Celli, l'uso della sessualità a volte ricorda da vicino la prostituzione. Attraverso il sesso alcuni individui ottengono vantaggi: una volta una femmina di basso livello gerarchico accettò rapporti omosessuali con la femmina preferita dal maschio dominante, in modo che questa le permettesse di accettare le avance di quel maschio. La vicenda dei pinguini, in fondo, è solo l'ultimo episodio che ci ricorda il nostro legame filogenetico con gli animali.

Come scriveva il naturalista Louis Leclerc de Buffon, "se non esistessero gli animali l'uomo sarebbe ancora più incomprensibile a se stesso".

(ha collaborato Walter Rauhe)

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