mercoledì 15 marzo 2006

Suggerimenti per una lettera di protesta

di Mirella Izzo

Abbiamo appena saputo che Gisberta, immigrata brasiliana, transessuale, positiva all'HIV, consumatrice di droga, prostituta e "senza tetto", è stata trovata morta il 22 febbraio in un palazzo abbandonato nella città di Oporto e che il crimine è stato confessato da un gruppo di 14 ragazzi in età compresa fra i 10 e i 16 anni, la maggioranza dei quali proveniente da una istituzione per la protezione dell'infanzia.
Siamo inoltre informati che:
- la vittima viveva in condizioni di salute molto fragli e che era frequentemente maltrattata dagli stessi ragazzi che l'hanno poi uccisa, con insulti e violenze;
- il giorno 19 febbraio, un gruppo di questi ragazzi sono entrati all'interno della costruzione abbandonata dove viveva Gisberta, che l'hanno legata, picchiata e assalita con estrema violenza, con calci e colpi inferti con bastoni e pietre. Questo gruppo ha anche confessato di avere oltraggiato il corpo di Gisberta inserendo dei bastoni nel suo ano, il cui corpo presentava gravi ferite e che fu abbandonata sulla scena.
- Sul suo corpo vi erano anche i segni di sigarette spente sulla sua pelle.
- I giorni 20 e 21 febbraio, sono tornati sulla scena del delitto e hanno ripetuto le aggressioni.
- All'alba fra il 21 e il 22, l'hanno alla fine gettata in una buca cercando di nascondere il crimine.
- L'autopsia ha chiarito che era ancora viva fino a quando non è stata sommersa dall'acqua in fondo alla buca e ne ha provocato la morte per affogamento.

Questo caso è stato ampiamente diffuso dai media nei giorni 23 e 24 e trattato in modo errato. Mentre alcuni media portoghesi menzionavano l'assassinio di un "travestito", la maggioranza di essi citava solo la condizione di "senzatetto", o "senza tetto, prostituta e drogata".

Gisberta è stata anche chiamata, in quale media Gisberto, il suo nome (maschile) legale. In seguito a questa omissione, ed anche prima che i dettagli sull'assassinio o sull'identità e caratteristiche personali della vittima fossero conosciuti, molti giornali, nelle colonne degli opinionisti, hanno pubblicato articoli di "opinion maker" (già conosciuti in Portogallo per la loro opposizione ai diritti delle persone LGBT), sostenendo che questo non poteva essere considerato un "crimine d'odio" e che non era legittimo prendere in considerazione la transessualità di Gisberta, come motivazione del crimine.
In genere, l'argomentazione per sostenere tale tesi si focalizzava sull'età molto giovane degli aggressori.
Sappiamo inoltre che Contemporaneamente a ciò accadeva, e ancora accade, che tutti i comunicati stampa delle Associazioni lgbt portoghesi fossero ignorati, incluse le "Pantere Rosa" e l'Associazione Transgender @t, che chiarivano la transessualità e l'identità della vittima, chiedendo misure legali e sociali contro le discriminazioni e di protezione contro i crimini d'odio motivati da identità di genere, orientamento sessuale, condizione sociale, stato di salute od origini razziali.
Sebbene sia stata vagamente menzionata una veglia di solidarietà (un'iniziativa dei cittadini supportata dalle associazioni lgbt) avvenuta il 24 sera, ma - anche in questa circostanza - con i media che hanno ignorato le argomentazioni delle associazioni che chiedevano fosse citata la transessualità della vittima, così come il fatto che la discriminazione transfobica fosse una delle probabili motivazioni del crimine.
Ci è chiaro che evitando di prendere in considerazione "il crimine per odio", con l'argomentazione della giovane età degli aggressori, con l'eccezione di pochi politici che hanno espresso la loro persona opinione, nessun partito politico porgoghese ha emesso comunicati sul tema né ha condannato questo crimine.
Dal Governo, l'unica reazione è venuta dal ministro responsabile alle istituzioni per i minori, che semplicemente ha dichiarato "la sensazione di shock", senza nessun'altra parola o commento e senza richiedere un'indagine alle istituzione di dove vivessero gli aggressori.
Questi, con l'eccezione di un ragazzo sedicenne, gia penalmente perseguibile e che è ancora agli arresti preventivi, sono stati restituiti all'istituzione da cui provenivano e sono in un regime di "semi libertà".
Non si conosce nessun'altra misura presa verso gli aggressori. Un supporto psicologico per i ragazzi che avevano 10 anni, ad esempio?

- "Abbiamo notato che nessuna foto della vittima è stata pubblicata nella maggior parte dei giornali. I media e gli "opinion maker" hanno focalizzato l'attenzione sulla giovane età degli aggressori, e non sulla morte di una cittadina.
- Hanno dato voce alle insinuazioni del prete responsabile dell'istituzione per minori, che ha dichiarato che uno dei ragazzi dell'istituto subì abusi da un pedofilo, e che questo fatto doveva essere considerato una "circostanza attenuante".
- Contrariamente alla prassi corrente, i dati rivelati il 24 relativi alla tortura della vittima così come quelli relativi al fatto che Gisberta fosse ancora viva quando fu gettata nella buca, sono stati pubblicati soltanto da un quotidiano di Oporto. A soli quattro giorni dalla denuncia del crimine, il silenzio dei media è pressocchè assoluto.

Verificato che è stato compiuto un terribile assassinio che configura tutti gli elementi per essere considerato un "crimine d'odio", verificato che la tendenziosa omissione della componente sessuale e transfobica del crimine, verificato un visibile tentativo di sminuire il crimine da parte dei "media" e della "politica", verificata l'omissione della componente di "odio" nella morte di una persona che accumulava in sè così tante ragioni di esclusione sociale, verificati i tentativi di far diventare colpevole la vittima ed il silenzio pubblico sul caso, vi scriviamo per esprimere:
- la nostra totale solidarietà alla vittima e agli attivisti portoghesi che stanno cercando di chiarire i fatti e onorare la memoria di Gisberta, e di richiedere misure di prevenzione e lotta contro le discriminazioni, senza l'esclusione una legislazione di protezione contro la discriminazione e la violenza transfobica, lesbofobica, omofobica e bifobica;
- la nostra richiesta di rispetto per le posizioni prese dagli attivisti e l'accoglimento effettivo delle misure che da costoro sono state considerate urgenti;
- la nostra totale incomprensione sul modo in cui i responsabili politici portoghesi e i media stiano affrontando il caso, ovvero con manipolazione dei fatti e l'assenza di adeguate risposte alla situazione descritta.

Una situazione che - se confermata - rappresenta un totale mancanza di rispetto per i più elementari diritti umani che non possono non essere che inaccettabili in un paese appartenente all'Unione Europea, del XXI secolo.

Se vi collegate al sito di Crisalide Azione Trans http://www.crisalide-azionetrans.it
trovate gli indirizzi a cui mandare mail di protesta

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