martedì 7 marzo 2006

Rollandin: Pacs, sbagliato sconfinare in diritti matrimonio

(ANSA) - AOSTA, 7 MAR - "Non bisogna confondere i Pacs con il matrimonio; i patti di convivenza sociale possono essere una risposta a tanti problemi ma non si può pensare che possano vantare i diritti sanciti dal matrimonio". Lo ha detto il senatore Augusto Rollandin, dell'Ufficio di Presidenza del Senato.
Intervenendo alla presentazione della lista "Vallee d'Aoste - Autonomie - Progres - Federalisme" e rispondendo alle domande dei giornalisti ha aggiunto: "l'istituto del matrimonio demarca chiaramente le linee di confine dei diritti e di doveri tra chi l'ha contratto ed è quindi doveroso e responsabile non creare confusioni".

4 commenti:

  1. che bravo Rollandin, com'e' progressista!!!!!!!!!!!!!

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  2. E' incredibile il comportamento di UV. prima candidano Girardini, poi fanno passare la mozione ad Aosta, poi Rollandin se ne esce in questo modo, Caveri, sul suo forum, si dice favorevoli ai PACS... Mi sembra che ognuno faccia un pò come gli pare e che non esista più alcuna linea politica seria

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  3. Di Aurelio Mancuso

    "Dopo le due grandi manifestazioni di Roma e Milano del 14 gennaio 2006 è utile chiedersi se il centro sinistra abbia avuto la capacità di comprendere il significato profondo di questi eventi.

    Quello che colpisce non è tanto quello che si è detto, dalle amarezze di Prodi, passando per le sceneggiate di Mastella, quanto quello che è stato omesso, che rumoreggia nelle teste politiche ed organizzative dei movimenti in campo, come un affronto.

    Nella sostanza il centro sinistra ha ripetuto che la 194 non sarà toccata e che sul tema delle unioni civili si è trovata una mediazione che accontenta tutti. Ma se vogliamo essere franchi le domande poste da Milano e Roma erano altre. In primo luogo la 194 è una legge assediata perché vi è il tentativo da parte dei gruppi integralisti cattolici di proporre uno stravolgimento della legge sui Consultori, cui nella pratica è delegata l'applicazione anche della 194. Quando si parla di prevenzione dell'aborto, passa nell'opinione pubblica l'idea di Storace che questa debba avvenire impedendo alle donne di abortire e, il centro sinistra tace e non dice che il prossimo governo s'impegnerà per un vero e proprio salto di qualità, necessario affinché l'educazione alla salute, la sessualità consapevole siano al centro dell'azione di governo. Questo significa finanziare adeguatamente i Consultori, restituirgli quel ruolo di servizi poli funzionali sociali, in cui la voce delle donne sia davvero protagonista. Ma per ora queste parole non sono state pronunciate.

    È divertente, se non fosse tragico, notare come al solo pronunciare parole come preservativo, pillola, spirale ecc… molti leader del centro sinistra abbiano evidenti mancamenti. Dispiace dover essere così diretti e crudi, ma il tempo del dibattito accademico è giunto al binario morto dell'inazione politica, quindi, è dovere dei movimenti svegliare la politica sonnolenta degli incontri al vertice negli ex monasteri, dove si licenziano programmi di 274 pagine, infarcite di molte cose, che non contemplano una volta il termine laicità e relegano la questione dei diritti in una striminzita e bizantina paginetta.

    Sul tema, poi, del Pacs, gli equilibrismi sono comparabili a quelli dei migliori artisti circensi. Cosa c'entra la cattolicità con la necessità di riconoscere giuridicamente diritti umani di base? Con quale sordità ci troviamo a fare i conti se nel centro sinistra, e non solo nel suo centro, ogni qualvolta si parla di questi temi si abbassa la voce, si arrossisce, si ha il terrore di pronunciare parole come diritto all'affettività, cittadinanza gay e lesbica, e così via. Non stupisce, quindi, che ancora qualche giorno fa, alcuni esponenti della Margherita si siano astenuti sulla Risoluzione europea contro l'omofobia, dissociandosi dal loro gruppo Liberale che compattamente ha votato a favore. Per non dire dell'offensiva tiritera per cui il centro sinistra non approverà mai una legge sui matrimoni gay, argomento questo utilizzato come una clava dal centro destra, cui la nostra parte non riesce a sottrarsi perché nella gran parte ignorante della materia, non avendo mai letto la proposta del Pacs. Che strano paese è questo, dove il 68% dei cattolici si dice a favore del Pacs, dove questo acronimo nel 2005 è stato il più utilizzato dopo la parola tsunami, e per tutta risposta il centro sinistra litiga perché non lo vuole vedere scritto nel suo programma! Cari Cuperlo e Pollastrini, le vostre riflessioni dei giorni scorsi, ci hanno confortato, ma quanta forza avranno dentro il progetto di costruzione del partito democratico? Sarà necessario sostenere l'Unione per mandare a casa il centro destra, certamente non ci sono le condizioni per una convinta adesione ad un progetto politico, dove la libertà e i diritti di cittadinanza, per una sorta di scherzo della storia, sono ritenuti dall'area riformista, un ostacolo nel suo percorso di composizione."

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  4. Lettera di una coppia gay a Prodi:

    Gentile Professore,

    Prima di tutto ci presentiamo: siamo Saverio e Markus, viviamo insieme da 6 anni a Firenze, in bel quartiere della zona sud, con la nostra gatta Pippi. Siamo impiegati, paghiamo le tasse, siamo dei buoni cittadini, rispettiamo l'ambiente, c'interessiamo del nostro prossimo.

    Sgombriamo subito il campo dagli equivoci: noi siamo una famiglia. Intesa come amore, assistenza, progetto di vita. Come le altre famiglie siamo inseriti in una rete d'affetti fatta di genitori, nipoti, fratelli, amici, colleghi, vicini. Viviamo in maniera normale, serena, affrontando in due, i problemi che hanno tutti i cittadini italiani. Apprezziamo il suo operato politico ed è per questo che da potenziali elettori vorremmo chiederle alcune cose.



    Abbiamo letto che lei è amareggiato per la manifestazione per i Pacs di Piazza Farnese e non capiamo perché. Noi siamo e a ragione, davvero amareggiati.

    Proviamo a spiegarci. Ad esempio se uno di noi due dovesse avere bisogno d'assistenza in ospedale, non potremmo chiedere ai nostri datori di lavoro nessun congedo. I miei colleghi sposati lo possono fare e noi con le nostre tasse paghiamo, (volentieri), questo loro diritto. Non potremmo avere informazioni sanitarie e non potremmo decidere per l'altro del suo destino, conoscendo più di chiunque le proprie intime convinzioni. Se uno di noi dovesse mancare, non avremmo diritto a subentrare all'affitto, non potremmo ereditare le cose che insieme abbiamo comprato (mobili, automobile, elettrodomestici) o le cose fatte insieme (investimenti e risparmi). Abbiamo per questo rinunciato a comprare casa. Troppo rischioso senza possibilità di fare testamento a favore l'un dell'altro. Se dovessimo avere dei problemi economici non potremmo contare sulla pensione dell'altro. E ci fermiamo qui, l'elenco è lungo.



    Sentiamo spesso affermare che saremmo un pericolo per la famiglia tradizionale….Vorremmo che Ruini, Casini e molti dei suoi alleati ci spiegassero come, in quale maniera.

    Ci pensiamo spesso quando alle 6 del mattino Saverio si alza 10 minuti prima per preparare il panino da mangiare fuori, quando si fa la spesa cercando i prezzi migliori, (come tutte le altre famiglie italiane, fatichiamo ad arrivare a fine mese) quando ci si saluta davanti alla porta con un bacio, quando si va al mercato, quando si programma che investimenti economici fare per quando saremo vecchi, quando si va a comprare i regali di Natale per i nipoti. Come, come, come possiamo essere un pericolo per la famiglia tradizionale? Me lo spieghi lei Professore.

    S'immagini: sabato pomeriggio mentre si faceva la lavatrice, dividendo i panni chiari da quelli scuri, discutendo di quando invitare a cena il fratello e la moglie, della prossima riunione di condominio, di dove andare in vacanza quest'estate, di come è bello il bimbo appena nato alla collega, di come sarà il Festival di Sanremo con Panariello, noi si tramava contro la Famiglia…..



    Dunque la Famiglia è salvaguardata dalla negazione ad altri di un diritto? Posso capire il discorso di chi dice che andremo all'inferno ma sinceramente non ci sentiamo un pericolo proprio per nessuno, visto che, sempre ad esempio, la violenza familiare o sui minori, riguarda soprattutto i padri di famiglia. Poi un giorno quando saremo di fronte a Dio, gli chiederemo perché ci ha fatto cosi, visto che non è uno che sceglie d'essere gay. E visto che saremo li, chiederemo a Dio anche cosa pensa dei tantissimi preti e frati gay, in percentuale secondi solo ai parrucchieri.



    La vita quotidiana di noi gay non è una passeggiata di salute, non lo dimentichi Prof. Prodi prima di parlare delle tematiche omosessuali. La vita quotidiana dei gay non è Platinette o Aldo Busi: è spesso una via Crucis. Noi siamo una famiglia. Non c'interessa avere le damigelle o fare le bomboniere o lanciare il bouquet di fiori alle amiche. C'interessa la possibilità di avere i diritti che hanno tutti quelli che mettono insieme le proprie vite, e per mantenere i quali, le nostre buste paghe sono divorate, come quelle di tutti. Markus è cittadino tedesco, ci potremmo unire legalmente ma Saverio dovrebbe perdere la cittadinanza italiana. Ci sentiamo cittadini europei e vorremmo capire perché si parla tanto d'Europa quando si tratta di economia e poi ci chiudiamo sotto il nostro campanile quando si tratta di diritti. Non ci dica Professor Prodi che Lei non sa che sulle unioni civili anche molti partiti europei di centro o conservatori sono favorevoli.



    Gentile Prof. Prodi, le facciamo un invito. Venga una sera a cena da noi con la Signora Flavia, Le vorremmo far semplicemente conoscere come vive normalmente una coppia, sostenuti reciprocamente dall'amore ma con il timore che un colpo di vento può essere per noi un uragano. Le vorremmo raccontare meglio di noi, presentarle i nostri genitori, i nostri fratelli, farle vedere la nostra casa con il terrazzo e i bulbi appena piantati, parlarle della nostra amarezza.



    Con affetto

    Saverio e Markus

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