lunedì 20 marzo 2006

CONTRO LA CULTURA DELLO STUPRO, CONTRO OGNI VIOLENZA SULLE DONNE

CREDEVATE CHE NON SAREBBE MAI PIU' ACCADUTO?
  1. Che in un processo per violenza sessuale la vittima fosse trasformata in imputata;
  2. Che le abitudini personali e la condotta sessuale della vittima fossero oggetto di pubblico dibattimento;
  3. Che l'onore (o il disonore) di una donna dipendessero dallo stato dei suoi genitali: "o vergini o puttane";
  4. Che uno stupro o qualsiasi atto di violenza contro le donne potesse trovare giustificazione.

SBAGLIAVATE!
E' inaccettabile la sentenza della Terza Sezione Penale della Cassazione che ha diminuito la gravità dell'abuso ai danni di una minore sulla base del fatto che aveva già avuto rapporti sessuali.

Va ribadito con forza che non è consentita alcuna indagine di tipo comportamentale sulla pregressa vita sessuale della persona offesa né tanto meno sono consentite valutazioni moralistiche sulla stessa.
E' questo il senso più profondo della riforma attuata con la Legge n.66/96 contro la violenza sessuale. Denunciamo l'esibizione delle atrocità diffusa dai mass media che hanno usato in maniera voyeristica e superficiale questo ennesimo episodio di violenza contro le donne, alimentando la cultura dello stupro.
E' inaccettabile la sentenza del tribunale di Vicenza del novembre 2005, che ha considerato meno grave lo stupro e le sevizie commesse da un militare americano reduce dalla guerra in Iraq contro una donna nigeriana. Secondo la sentenza, il militare sarebbe stato vittima delle dure e logoranti prove "subite" durante la guerra.

NESSUNA GIUSTIFICAZIONE ALLA VIOLENZA SULLE DONNE!

Il disprezzo nei confronti delle donne non è ancora stato sradicato: anche in questo momento, in ogni parte del mondo, milioni di donne continuano a subire violenze fuori e dentro casa, spesso in silenzio e in solitudine.

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