martedì 20 maggio 2008

retata trans al tg1

Ecco il video del tg1

TG1, Riotta si scusi con noi!

Da tempo è praticata la censura sulla comunità lgbt da parte di tutti i Tg Rai
Ha ragione da vendere il Comitato Organizzatore del Pride nazionale di Bologna del 28 giugno. Il servizio andato in onda ieri nell'edizione serale del TG1 era vergognoso e dava voce ai peggiori istinti razzisti, transfobici e omofobi. Il tutto è avvenuto in alcuni minuti di riprese dove si potevano notare ragazzotti con le teste rasate che urlavano "via i froci" ed altri insulti, dando anche vita ad una caccia alle trans in mezzo ai cespugli. In redazione si sono ben guardati di dare voce anche alle associazioni trans, in rappresentanza della vittime dell'aggressione, che perlomeno spiegassero per quali ragioni queste persone siano anche costrette a prostituirsi. Non vogliamo negare che esistono problemi legati alla prostituzione di strada che vanno affrontati, per esempio, riformando la ormai obsoleta legge Merlin. Esporre però alla gogna mediatica alcune prostitute trans, come è stato fatto dalla testata giornalistica Rai, è davvero vergognoso. Il servizio pubblico ha delle responsabilità e dovrebbe essere rispettoso della pluralità delle voci per la dignità di tutte e di tutti.

D'altronde dobbiamo sottolineare come il Tg1, al pari di tutti gli altri telegiornali e di molte trasmissioni di approfondimento Rai, abbiano da tempo deciso di annullare completamente la voce del movimento lgbt italiano, dando solo e sempre spazio alle opinioni dei politici e delle gerarchie cattoliche.

Per tutte queste ragioni il boicottaggio proposto per tutto il giorno di sabato 24 maggio dal Comitato Pride è una buon'idea, che speriamo sia raccolto da milioni d'utenti.


Aurelio Mancuso

presidente nazionale Arcigay

lunedì 19 maggio 2008

Carfagna, come la matrigna di Cenerentola


Come comunità omosessuale avremmo tanto bisogno di un Ministro delle Pari Opportunità che sia al corrente del ruolo che ricopre. Che abbia perlomeno dato una lettura, anche veloce, dei Trattati e delle Direttive europee. Invece, dalle prime uscite ufficiali come ministro di Mara Carfagna abbiamo sempre più l'impressione che non sappia dove si trova. Ci chiediamo come faccia a sostenere il ministro che non esistono discriminazioni sui luoghi di lavoro per le persone omosessuali? Saremmo tanto curiosi di sapere quali sono i gay che la Carfagna dice di conoscere e in quale mondo ella vive, perché ci pare che abbia una percezione della realtà del tutto distorta. Le persone lgbt in carne ed ossa soffrono e lottano molto più delle persone etero per portare avanti il loro amore e a volte sono costrette e nascondere il loro orientamento sessuale, in famiglia, a scuola, al proprio datore di lavoro. E' disumano affermare che non si voglia alcun tipo di riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali: evidentemente la Carfagna non sa quante siano i drammi vissuti in questi anni dalle persone che non possono dare una prospettiva, una dignità ai loro rapporti d'amore. Se a questo assommiamo la fiera negazione del patrocinio al Pride nazionale di Bologna del 28 giugno, la Carfagna invece che un ministro della Repubblica, sembra aver assunto il ruolo della matrigna di Cenerentola.

Un ministro non si occupa dei singoli casi di discriminazione, per questo ci sono gli avvocati e gli ottimi sportelli della Cgil che da anni collaborano con Arcigay e le altre associazioni lgbt. A lei chiediamo di assumersi il compito e la responsabilità di scrivere una legge perché tutte le discriminazioni, quindi anche quelle contro le donne, siano evitate. Quando il ministro avrà tempo potrà, in questo senso, leggersi gli atti parlamentari della scorsa legislatura ed apprendere che proposte del genere erano state avanzate dal precedente governo ed erano in discussione nelle competenti commissioni.

Ristabiliamo, infine, la verità: sono 14 gli omicidi di persone lgbt e in due anni sono 50 sono gli atti gravi di violenza denunciati. Migliaia inoltre sono gli episodi di discriminazione subiti dalle persone lgbt, che non emergono perché milioni di gay e lesbiche sono costretti alla clandestinità sociale, in assenza di quelle leggi di tutela e di riconoscimento ormai in vigore in tutta Europa.

Siccome ci teniamo che il ministro Mara Carfagna possa emanciparsi dal ruolo di matrigna, le chiediamo ufficialmente di incontrarci affinché possa distaccarsi dal mondo delle favole e ritornare tra i comuni mortali, che hanno bisogno di risposte concrete, non di consunte e provocatorie esternazioni sui giornali.



Aurelio Mancuso

presidente nazionale Arcigay

martedì 13 maggio 2008

17 maggio: Giornata contro l'omofobia


ARCIGAY,IL 17 MANIFESTAZIONI CONTRO OMOFOBIA IN TUTTA ITALIA
"Governo promuova inziative che contrastino forme di esclusione"
- Il prossimo fine settimana in tutta Italia si terranno iniziative in occasione del 17 maggio, Giornata Mondiale contro l'Omofobia. Da Trento a Siracusa Arcigay, ed altre associazioni lgbt, organizzeranno iniziative per ricordare "quanto sia diffusa la patologia dell'omofobia e quanto gli episodi di violenza, intolleranza e discriminazione siano diffusi in Italia. Oggi - scrive in una nota Aurelio Mancuso, presidente nazionale dell'Arcigay - nel giorno in cui in Moldavia il Pride è stato attaccato da gruppi di razzisti, senza che la polizia intervenisse, ribadiamo la necessità che il Governo italiano si faccia promotore a livello internazionale e nazionale di iniziative che contrastino ogni forma di esclusione delle cittadine e dei cittadini lgbt".

Arcigay chiede dunque al Governo e al Parlamento di approvare norme che da una parte inseriscano l'odio omofobico e lesbofofico tra quelli già previsti dalla Legge Mancino e dall'altra "strumenti di azione sociale e culturale, soprattutto nella scuola italiana, che contribuiscano alla diffusione di valori come la conoscenza, la condivisione, il rispetto".

A Treviso Arcigay vuole sottolineare, la necessità che mai più accada che esponenti politici si macchino della grave colpa di incitare all'odio omofobico.

venerdì 9 maggio 2008

USA: GIOVANE TRANS QUASI SOSPESA A SCUOLA, I COMPAGNI SI TRAVESTONO PER SOLIDARIETA`.


NEW YORK - Quando Micheal Loscalzo, studente 17enne che frequenta la Brewster High School, ha manifestato il suo desiderio di diventare donna ed ha iniziato a vestirsi come una ragazza, è stato deriso da alcuni bulli e perfino aggredito.
I suoi compagni di scuola hanno però reagito con un gesto di solidarietà, presentandosi in classe con gonna e parrucca, mentre le ragazze si sono abbigliate in maniera maschile.
Una protesta civile e ironica per contrastare gli insulti gratuiti che Michael ha dovuto subire, ma anche rivolta contro i dirigenti scolastici che hanno minacciato di sospensione la giovane trans, per il suo abbigliamento giudicato "poco consono" all'ambiente scolastico.



lunedì 5 maggio 2008

I gruppi neo fascisti di Verona

VERONA. ARCIGAY: I GRUPPI NEO FASCISTI UN PERICOLO PER LA SICUREZZA IN TUTTA ITALIA

Troppo tiepide le dichiarazioni del Sindaco di Verona, Il governo metta fuori legge i gruppi violenti e razzisti
"Da tempo, come Arcigay, andiamo ripetendo che occorre che la politica si assuma la responsabilità delle sue azioni sciogliendo i gruppi neofascisti e neonazisti presenti in Italia". Questo il commento del presidente nazionale Arcigay Aurelio Mancuso dopo gli sconcertanti fatti di Verona che han visto ridurre in fin di vita un ragazzo considerato dagli aggressori "non conforme".
"Sarà pur vero quello che è stato detto sui ragazzi veronesi protagonisti della aggressione, ovvero che non fanno parte di gruppi organizzati dei partiti di destra, – ha proseguito Mancuso – ma non ci si nasconda dietro un dito e si insulti l'intelligenza umana. Questi gruppi non saranno organici con Forza Nuova o con Veneto Fronte Skinheads ma si muovono in quei meandri e si nutrono delle medesime parole d'ordine. Il confine fra frange autonome ed organizzate, per quanto riguarda i seguaci di ideologie neofasciste o neonaziste, è inesistente. Pestare un ragazzo per non aver offerto una sigaretta e perché considerato non conforme con gli altri, insomma diverso nel senso lato del termine, è un fatto inquietante che produce insicurezza e rimanda per ovvie ragioni alla concezione di normalità che voleva Hitler per la sua razza ariana. Noi omosessuali ci sentiamo colpiti, sia dalla brutalità e assurdità dell'episodio e sia perché sarebbe potuto accadere ad uno di noi. Ricordo che l'anno scorso abbiamo presentato come Arcigay, sia al ministero degli Interni e sia alla Commissione Giustiziia della Camera, un nutrito dossier sulle aggressioni, violenze, atti vandalici e minacce ai danni di persone e sedi lgbt perpetrati in tutta Italia da gruppi e singoli che fanno riferimento al neo nazifascismo italiano ".
"È per questo troppo tiepida la dichiarazione del sindaco Tosi – ha concluso Mancuso - che tende a minimizzare i fatti perché da come l'impressione che alcune istituzioni si vogliano nascondere dietro a facili consociativismi con certe frange di elettorato, forse troppo sornionamente adulate e coltivate".
"Questi personaggi imperversano a Verona da tempo, cosa che emerse già all'indomani dell'elezione di Tosi a sindaco della città scaligera, quando il procuratore Papalia dispose la perquisizione nelle case di questi giovani dove furono trovati materiali e simboli nazisti usati per organizzare ronde fra il balordo e l'ideologizzato - ha affermato Zeno Menegazzi presidente del comitato Arcigay Verona Pianeta Urano - L'ossessione ideologica del Sindaco su ordine e decoro è la stessa di cui si nutrono questi personaggi provenienti dalla galassia di estrema destra di cui lui è consapevole ed esplicito referente politico: è l'idea di una "città conforme" dove tutte le irregolarità sociali e culturali devono essere eliminate per far posto ad una supposta ordinata veronesità patinata. Quando Tosi parla di banale bullismo giovanile sa benissimo di mentire e questo è gravissimo per un primo cittadino che ha la responsabilità di rappresentare tutti. Questa volta gli aggressori sono veronesi doc, di famiglia bene e appartengono all'area politica di cui Tosi è da sempre referente assieme a Forza Nuova e ad altri: ci aspettiamo una risposta degna di un primo cittadino responsabile"



"Città scaligera città di classe": questo è uno dei convincimenti ideologici che fanno da sfondo delll'aggressione da parte di giovani della cosidetta Verona bene. Il valore di Verona vetrina è lo stesso concetto sostenuto anche dal sindaco. Noi contrastiamo - conclude Menegazzi - la visione del Sindaco che volutamente minimizza parlando di bullismo giovanile, perché la verità è che qualcosa di preoccupante sta avvenendo in alcuni strati della popolazione giovanile veronese".
"Chi ricopre una carica pubblica istituzionale come Tosi o Gentilini – ha rincarato la dose Alessandro Zan presidente Arcigay Veneto - dovrebbe cercare di misurare le parole. Ogni dichiarazione pubblica, se contiene delle dichiarazioni razziste, omofobe o violente, ha una cassa di risonanza che può avere effetti devastanti perché viene interiorizzata da persone che possono agire sentendosi legittimate da chi ricopre incarichi istituzionali. Ecco perché, per frenare questa ondata pericolosa e preoccupante dei gruppi neonazisti a Verona e in Veneto, gente come Tosi dovrebbe intervenire con delle dichiarazione di chiara condanna verso questi gruppi per evitare di esserne in parte complice".

Aurelio Mancuso

presidente nazionale Arcigay

venerdì 25 aprile 2008

Certi Diritti cerca coppie omosessuali


ATTI PER MATRIMONIO INIZIATIVA DI AFFERMAZIONE CIVILE
Stiamo organizzando un’importante azione che avrà luogo contemporaneamente in varie città italiane nella settimana che precede il gay pride di Bologna del prossimo 28 giugno.

Vogliamo affiancare con i nostri avvocati un certo numero di coppie omosessuali che desidereranno richiedere al loro comune la “pubblicazione degli atti”, passaggio obbligatorio per legge in vista del matrimonio.

Obiettivo è innescare i conseguenti atti amministrativi per impugnarli in giudizio.

Puoi contribuire in vari modi:

- contattaci per partecipare all'iniziativa , e ti aiuteremo a richiedere la pubblicazione degli atti nella tua città.

- aiutaci a trovare coppie gay e lesbiche disponibili.

- contribuisci diffondendo questa notizia tra le persone che conosci. attraverso i tuoi contatti o sul tuo blog / sito internet

Per info scrivi pure a certidiritti@radicali.it

domenica 20 aprile 2008

Aggressione omofobica al Mario Mieli di Roma

Aggressione omofobica, nel pomeriggio di giovedì 17 aprile a Roma contro il Circolo di Cultura omosessuale "Mario Mieli" di via Efeso. Lo denuncia un comunicato dell'associazione: "Un folto gruppo di ragazzi di età compresa tra i 20 e i 25 anni - vi si legge - ha fatto irruzione presso la sede del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli in via Efeso 2/a, mettendo a soqquadro l'ingresso, rovesciando scrivania, estintori, divano, quadri e materiale informativo".

"Solo grazie all'intervento dei soci presenti al primo piano dell'Associazione - prosegue la nota -, i vandali si sono allontanati gridando improperi come 'Froci di merda' ed inneggiando al Duce e ai campi di sterminio".

Il documento collega l'aggressione al "clima elettorale" di questi giorni: "Se così fosse ci verrebbe da dire, amareggiati e preoccupati, 'cominciamo bene'". E si augura "che sia stato solo un episodio isolato, anche se grave". I dirigenti del circolo temono il ripetersi di "spedizioni pilotate" che metterebbero a rischio le attività dell'associazione (che opera nella capitale da 25 anni) e l'incolumità e la sicurezza delle persone".

Immediata la presa di posizione delle forze politica di sinistra. A cominciare dal candidato sindaco Francesco Rutelli: "Ci vuole grande fermezza e una risposta corale nei confronti di questo rigurgito del fascismo intollerante e omofobico. Dobbiamo scongiurare che la campagna elettorale sia accompagnata da fatti come questo che sono da relegare nei sotteranei della civiltà". Per l'ex candidato a sindaco di Roma Franco Grillini è stato "un atto gravissimo di recrudescenza squadrista" anche perché "ci sono stati candidati soprattutto a destra che hanno flirtato con l'estrema destra neofascista e neonazista".

Il presidente nazione dell'Arcigay Aurelio Mancuso ha espresso "vicinanza e solidarietà" ai circolo ed ha sostenuto che "il nuovo governo deve farsi carico di sanare le lacune legislative che non puniscono i reati di odio e di omofobia al pari dei reati contro la razza e la religione. Per queste persone occorre il pugno di ferro".

In serata anche l'aspirante sindaco del Pdl Gianni Alemanno ha condannato l'episodio, esprimendo solidarietà al circolo Mario Mieli. "Si ratta di un gesto intollerabile", ha dichiarato. Ma per l'Arcigay di Roma le parole dell'ex ministro di An sono arrivate tardi. L'associazione, "di fronte al silenzio della destra", aveva già espresso infatti la sua preoccupazione "verso chi si candida a governare la nostra città senza mostrare solidarietà verso le vittime di un agguato fascista che mira a mettere in dubbio la stessa esistenza della comunità lesbica, gay e trans".